Margherita Ferro, doppia preferenza di genere anche all'Ars - QdS

Margherita Ferro, doppia preferenza di genere anche all’Ars

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Margherita Ferro, doppia preferenza di genere anche all’Ars

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lunedì 08 Marzo 2021 - 11:08

La Sicilia, con i suoi 5.026.989 abitanti, di cui 2.581.646 femmine e 2.445.343 maschi, non può essere l’ultima regione in termini di “democrazia paritaria”, permettendo che ancora prosperi una cultura lontana dagli standard di parità di genere ormai raggiunti in tutta l’Europa.

L’8 marzo 1909 segna l’inizio di un percorso di riscatto che ha portato la donna a trovare la propria “identità e dignità”; Questa ricorrenza è nata per ricordare le lotte sociali e politiche che le donne hanno dovuto affrontare affinché la loro voce venisse ascoltata.

Quale sia l’avvenimento che ha davvero fondato
questa data poco importa.

Quel
che bisogna ricordare è che essere donne non è mai stato facile e ogni anno, l‘8 marzo, diventata ormai una
data simbolo, si impone alla coscienza collettiva sia per le conquiste sociali, economiche e
politiche, sia per il contrasto alle discriminazioni e alle violenze di cui le
donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

E’ questa l’occasione, per organizzare un
tavolo di discussione, promosso dalla Consigliera di Parità della Regione
Siciliana Margherita Ferro in collaborazione con L’ordine degli avvocati di
Gela.

Prendendo in esame i disegni di legge presentati in Assemblea Regionale Siciliana, La Consigliera di Parità, chiederà al Presidente Dell’ARS  on. Gianfranco Miccichè di calendarizzare il Disegno di legge sulla “ Doppia Preferenza di genere”; 

La Sicilia, con i suoi 5.026.989 abitanti, di
cui 2.581.646 femmine e 2.445.343 maschi, non può essere l’ultima regione in
termini di “democrazia paritaria”, permettendo che ancora prosperi una cultura
lontana dagli standard di parità di genere ormai raggiunti in tutta l’Europa.

La nostra terra necessita di un percorso di
crescita culturale volto alla maturazione di una reale parità nelle famiglie e
nel mondo del lavoro, affinché una nuova democrazia risulti dalla
partecipazione a valori condivisi.

L’Assemblea Regionale Siciliana, ha già saggiamente realizzato la norma sulla doppia preferenza di genere nei Comuni siciliani; se questa previsione normativa, che tanto successo ha riscontrato nelle Assemblee comunali, è stata votata da questa Istituzione parlamentare, sia dalle donne, sia dagli uomini di Sicilia, perché non applicarla anche alla massima espressione politica Siciliana, che è l’Assemblea Regionale?

Faremmo volentieri a meno di ottenere per
legge ciò che spontaneamente dovrebbe prodursi, ma talora occorre che l’uomo
forzi la mano per sanare fratture che non si rinsaldano.

Siamo consapevoli che nessuna legge potrà mai
sostituirsi alla cultura dominante, ma è vero altresì che buone leggi possono
indirizzare nuovi comportamenti, e che questi alla lunga possono divenire nuova
cultura.

Questa
nuova cultura dipenderà non dal fato, ma dalle scelte delle Istituzioni
politiche da Voi rappresentate.

Non
lasciamo che l’Unione Europea imputi alla Sicilia l’arretratezza su quelle
questioni di parità che tanto rilevano da costituire capitolo apposito negli
obiettivi del Next Generation EU.

La parità di genere è inserita, infatti, tra le
priorità del Piano per la ripresa, e difficilmente potremo pretendere di
partecipare a pieno titolo agli stimoli economici ivi compresi se resteremo
inerti di fronte a quelle stesse discriminazioni per il cui superamento
l’Europa investe e ci sollecita.

L’ art.15 del D.Lgs. 11 aprile 2006,
n.198, delinea le funzioni delle
Consigliere di Parità attribuendo loro i compiti di rilevare le situazioni di
squilibrio di genere, di svolgere e divulgare funzioni promozionali e di
garanzia contro le discriminazioni di genere, di promuovere azioni in linea con
gli indirizzi dell’Unione Europea, e di collaborare a tal fine con gli organi
competenti sul territorio.

La Sicilia ha fatto la storia dei diritti, ma
la Trinacria non può sventolare soltanto su quelli già acquisiti, né
l’autonomia di cui gode la nostra Regione, deve costituire un freno per
l’affermazione di alcuni principi, senza i quali assistiamo ad uno squilibrio
rispetto alla rappresentanza di genere, non trovando piena applicazione degli
artt. 3 e 51 della Costituzione, al fine di per garantire condizioni di
uguaglianza e pari opportunità in tutte le cariche pubbliche e dove si decide.

Oggi, con piena consapevolezza non possiamo
più affermare che “non ci sono donne competenti per quel ruolo”, perché le donne ci sono e vogliono essere
ascoltate, vogliono essere protagoniste del cambiamento per costruire una
società migliore, senza prevaricazione e con il rispetto delle reciproche
diversità.

Bisogna superare le
zavorre che frenano il nostro sistema economico e sociale: le disuguaglianze.

Prima tra tutte quella tra donne e uomini.
Senza questo passaggio, anche gli investimenti pubblici e quelli che verranno
dall’Unione europea, in tutti i settori, non potranno ottenere i risultati
sperati e accelerare la ripresa e il rilancio del Paese.

L’Italia
non può lasciare indietro più della metà della popolazione senza pagare un
prezzo
e le donne non possono continuare a
reggere da sole il peso del welfare.

Noi crediamo
che sia venuto il momento di puntare sul lavoro delle donne come decisivo
fattore di crescita.
La capacità di ripresa sarà legata a un ripensamento dei modelli di
sviluppo e consumo.

Il
futuro con la pandemia, ci è arrivato in casa con violenza, facendo emergere
tutti i limiti degli attuali modelli produttivi e stili di vita.

Ora è il tempo di agire.

E’ evidente che bisognerà investire sul
servizio sanitario e sul welfare, ma anche sul superamento del digital divide e
sulle tecnologie, sulla green economy, sulla qualità della vita nella città,
sulla mobilità sostenibile. Le cifre che arriveranno grazie all’Ue, sul sistema produttivo, sulle
infrastrutture anche tecnologiche, sui servizi, sulla scuola, sulle famiglie,
sui cittadini non avranno eguali nella storia più recente del nostro Paese. Per
farlo in modo efficiente, la priorità deve essere puntare ad una società più
equa, inclusiva, sostenibile, in cui la persona sia al centro e donne e uomini
abbiano finalmente pari opportunità e pari diritti.

Il punto di partenza non può che essere il
lavoro, che rende le donne più autonome e libere dal potere e dalla violenza
maschile.

Il Convegno sarà introdotto dall’intervento
della prof.ssa Ida Nicotra Ordinario di diritto Costituzionale presso
dell’Università di Catania;

Il dibattito vedra le autorevoli opinioni degli: on. Marianna Caronia, on. Ternullo, on.Giuseppe
Lupo, on. Claudio Fava, deputati che hanno prentato tre diversi disegni di
legge sulla doppia preferenza di genere;
L‘on. Giusy Savarino, on.Salvatore Lentini, on.Eleonora Lo Curto, on.
Nicola D’Agostino, on. Valentina Palmeri, on. Vincenzo Figuccia,la gia on.
Concetta Raia saranno partecipi della
tavola rotonda sulla questione; Il loro Onorevole contributo, sarà
importante per condividere un percorso
verso una Democrazia Paritaria Compiuta.

La Sicilia ha fatto la
storia dei diritti, ma la Trinacria non può sventolare soltanto su quelli già
acquisiti, né l’autonomia di cui gode la nostra Regione, deve costituire un
freno per l’affermazione di alcuni principi, senza i quali assistiamo ad uno
squilibrio rispetto alla rappresentanza di genere, non trovando piena
applicazione degli artt. 3 e 51 della Costituzione, al fine di per garantire
condizioni di uguaglianza e pari opportunità in tutte le cariche pubbliche e
dove si decide.

Un
ringraziamento da parte della Consigliera regionale di Parità Margherita Ferro,
và alla Presidente dell’Ordine degli
Avvocati di Gela l’avvocata Maria Giordano, alla Presidente CPO ordine degli
Avvocati di Gela Avvocata Giusy Musciarelli e alla Presidente della RETE CPO
Sicilia Avv. Macaluso. Per il loro
contributo, a sostegno della doppia preferenza di genere; un principio che è a fondamento del diritto
Antidisacriminatorio;

Prof.ssa Margherita Ferro

Consigliera Regionale di Parità Regione Siciliana

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