Maurizio Lanza, "Il lavoro degli operatori sanitari è l’eccellenza dell’Asp catanese" - QdS

Maurizio Lanza, “Il lavoro degli operatori sanitari è l’eccellenza dell’Asp catanese”

Antonella Guglielmino

Maurizio Lanza, “Il lavoro degli operatori sanitari è l’eccellenza dell’Asp catanese”

sabato 05 Ottobre 2019 - 08:00
Maurizio Lanza, “Il lavoro degli operatori sanitari è l’eccellenza dell’Asp catanese”

Forum con Maurizio Lanza direttore generale Azienda sanitaria provinciale di Catania. Professionalità per offrire all’utenza il migliore servizio possibile

Quali sono, secondo lei, le eccellenze della sanità sul territorio?
“Oggi parlare di ‘eccellenza’ nel settore sanitario è molto difficile, perché riguarda molto la ‘percezione’ che ha l’individuo nel momento della fruizione del servizio. A mio avviso, la vera eccellenza è rappresentata dall’operatore sanitario. Oggi, per la nota questione relativa alla carenza di personale, dovuta al blocco delle assunzioni, gli operatori lavorano in situazioni di criticità, facendo numerosi sacrifici, con capacità e senso del dovere. In atto, all’Asp di Catania, le risorse professionali in servizio sono pari al 70 per cento rispetto a quelle previste in dotazione organica e, malgrado tutto, gli operatori del settore riescono a fornire un servizio di alta qualità agli utenti come testimoniato dai tanti apprezzamenti che riceviamo. Conosciamo anche i rischi che corrono, le aggressioni, le difficoltà nelle relazioni con i pazienti per una serie di motivi tra cui, anche e spesso, una comunicazione poco efficace. Sappiamo che l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, dopo aver affrontato il tema della rete ospedaliera, sta lavorando anche alla programmazione regionale della sanità ‘territoriale’, grazie a cui potremo valorizzare questi servizi. Il nostro impegno è rivolto verso obiettivi ‘eccellenti’: mi riferisco per esempio a screening, donazione degli organi e aree di fragilità”.

Quali sono le criticità che ha trovato e come pensa di risolverle?
“Una delle criticità che ho immediatamente notato era rappresentata dalla nota carenza di organico, scaturita come detto dal blocco delle assunzioni. Oggi questo problema è stato superato. Abbiamo bandito concorsi per 21 discipline mediche per un totale di 235 posti. Entro dicembre contiamo di assumere 120 infermieri, utilizzando la graduatoria di bacino dell’Ao Cannizzaro di Catania, capofila. Inoltre abbiamo bandito una procedura mobilità/concorso per 118 infermieri e 136 operatori socio sanitari. Un altro punto debole che ho riscontrato è la mancanza, nella catena di comando, di figure apicali. Sto cercando di colmare questa criticità con i concorsi per primariato. Ho già bandito quelli per 23 direttori di Unità operative complesse, di varie discipline, poi bandiremo i concorsi per i primari dell’area territoriale. Daremo così attuazione anche alla nuova rete ospedaliera e alle previsioni del nostro Atto aziendale, nel quale sono descritti i servizi che offriamo all’utenza e le nostre strutture. La riorganizzazione che abbiamo definito, in sinergia con i rappresentanti istituzionali del territorio, anche per comprendere meglio i bisogni dei cittadini, ha riguardato soprattutto i nosocomi. L’Asp di Catania si sta dotando di un ospedale in più, quello di Giarre, dove entro giugno aprirà il Pronto soccorso, inizialmente con modulo temporaneo, e successivamente a pieno regime. Oggi la nostra rete ospedaliera è formata da due nosocomi di zone disagiate: Bronte e Militello; tre presidi di base a Biancavilla, Giarre e Paternò. E due Dea di primo livello, Acireale e Caltagirone. Tutte strutture che lavorano, con personale motivato e ognuna con le sue specificità, con un rinnovato clima di servizio. Inoltre, a Catania, nell’ospedale Santo Bambino, stiamo concentrando una serie di servizi territoriali per razionalizzare le spese di alcuni affitti passivi”.

Quali sono le iniziative che state intraprendendo per la prevenzione?
“Siamo impegnati in diverse attività per promuovere la cultura della prevenzione, anche potenziando la dotazione di personale dedicato. Abbiamo sposato diverse iniziative, come per esempio ‘Io prenoto sull’autobus’, voluta dall’Amministrazione comunale e dalla Commissione consiliare per la Sanità, resa operativa grazie a un protocollo d’intesa multidisciplinare siglato da Comune di Catania, Asp e Amt. Sui bus, anche presso i lidi balneari, sono state raccolte le prenotazioni per lo screening e la diagnosi precoce del tumore al seno, dell’utero e del colon-retto. Con l’Amt abbiamo anche siglato un protocollo d’intesa per la pubblicità itinerante sui bus cittadini, promuovendo la campagna ‘Screening? Sìcuro’. Parimenti abbiamo siglato un protocollo per i dipendenti del Comune di Catania, i quali potranno rivolgersi a un numero verde per prenotare gli esami di routine. Inoltre, nell’ambito dell’accordo regionale sugli screening del colon, le farmacie attiveranno in maniera gratuita il servizio di prenotazione. Abbiamo poi incontrato i novecento medici di medicina generale della provincia che stanno già prenotando utenti per i tre screening e sensibilizzando la popolazione. Abbiamo aggiornato gli indirizzi di tutti i residenti in provincia con gli elenchi anagrafici dei 58 Comuni. Abbiamo concordato e definito con le Aziende ospedaliere i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) dei tre screening e li stiamo per deliberare. Con il Comitato consultivo aziendale stiamo lavorando a iniziative di promozione e di sensibilizzazione attraverso le associazioni operanti nei diversi Comuni. Oltre a ciò, da ottobre partiamo con il test primario per Hpv in tutti i consultori della provincia. E, infine, dopo una serie di incontri con la Confcommercio stiamo pensando di sviluppare un protocollo d’intesa per attività di tipo promozionale con affissione delle locandine nelle vetrine degli esercizi commerciali e l’attivazione di un servizio di prenotazione. Stiamo lavorando per essere presenti sul territorio in maniera capillare”.

Come pensa di affrontare l’annoso problema delle liste d’attesa?
“Su questo tema, l’assessorato regionale, grazie al Decreto 391/19, ha definito le linee guida e gli obiettivi da raggiungere per dare efficienza al servizio. Alle Aziende sanitarie provinciali è stato assegnato un ruolo guida nella unificazione di tutte le liste d’attesa sul territorio, attraverso un Centro unico di prenotazione. Al momento, infatti, non ci sono liste d’attesa uniche, ma ogni Azienda ha una sua lista. Il compito dell’Asp è oneroso, ma ho trovato molta collaborazione nei direttori generali delle Aziende ospedaliere della città e mi auguro che entro il 30 giugno del 2020 ci possa essere un sistema unificato in grado di dare all’utente diverse possibilità di scelta per la prenotazione”.

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