Sono 50 i provvedimenti restrittivi a carico di altrettante persone accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, associazione finalizzata al traffico di droga e allo spaccio dopo l’imponente operazione antimafia e antidroga contro il mandamento della Noce a Palermo.
A entrare in azione, nelle prime ore del 10 dicembre, su delega della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia, la Polizia di Stato, con il supporto di circa 350 operatori e degli organi investigativi di Napoli, Trapani, Cosenza e Benevento e le S.I.S.C.O. di altre località. Per 25 soggetti è stato disposto il fermo di indiziato di delitto, per 6 gli arresti domiciliari e per altri 19 la custodia cautelare in carcere. Per tutti, come previsto dalla legge, vige il principio di presunzione d’innocenza fino a eventuale sentenza di condanna passata in giudicato.
La maxi operazione contro il mandamento della Noce a Palermo
Il maxi blitz antidroga e antimafia odierno e i relativi provvedimenti scaturiscono da quattro diverse attività d’indagine, due condotte dalla VII Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Palermo, una della Sezione “Criminalità Organizzata” della Squadra Mobile assieme alla S.I.S.C.O. (Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo) di Palermo e una del commissariato di Pubblica Sicurezza “Brancaccio”.
Le prime due indagini hanno permesso di disarticolare diverse organizzazioni criminale attive nel territorio siciliano nello smercio di droga, portando all’esecuzione di 25 misure cautelari e al sequestro di circa due quintali e mezzo di hashish e quattro chili di cocaina.
Il business della droga a Palermo
La prima indagine che ha portato all’odierna operazione contro membri ritenuti vicini al mandamento della Noce di Palermo, durata dall’ottobre 2022 all’agosto 2023, ha permesso di constatare l’esistenza di due consorterie dedite al narcotraffico profondamente intrecciate tra loro. Uno dei due gruppi è radicato a Palermo, l’altro – fornitore del primo (e anche di piazze di spaccio di Catania) e legato a un noto clan camorristico – in Campania.
La seconda indagine ha ricostruito invece un vasto traffico di cocaina, hashish e marijuana sia nell’hinterland palermitano che in provincia di Trapani, nello specifico nel Mazarese. Tra gli indagati ci sarebbero anche personaggi legati “ad ambienti criminali di rilevantissima caratura, taluni anche palesemente collegati a consorterie mafiose“.
Le famiglie mafiose coinvolte
L’odierna operazione antidroga e antimafia ha interessato il mandamento mafioso della Noce e tutte le famiglie che lo compongono (Noce, Cruillas-Malaspina e Altarello. Le indagini sono iniziate nel maggio 2023 e hanno consentito agli investigatori di comprendere sia il funzionamento del gruppo sia la gestione delle attività illecite sul territorio di riferimento. L’operazione “Nuovo Corso” dello scorso aprile aveva messo in luce come il vuoto di potere all’interno del mandamento abbia “dato spazio a nuovi soggetti” che volevano imporsi sulla scena criminale palermitana. Tra le figure di riferimento individuate dagli inquirenti spicca un anziano boss – con un curriculum “di tutto rispetto” tra le fila di Cosa nostra -, ritenuto al vertice del mandamento e imparentato con un già “reggente” della compagine criminale, oggi in carcere.
Il mandamento non si interessava solo di traffico di droga, ma controllava anche il territorio attraverso estorsioni ai danni di attività commerciali e imprenditoriali della zona. Sono 11 i decreti di fermo indiziato di delitto emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia a carico di altrettanti soggetti ritenuti responsabili delle condotte riferibili alle dinamiche del mandamento mafioso della Noce.
L’attività di Polizia Giudiziaria condotta nel quartiere Brancaccio ha permesso, infine, di far luce su una fiorente rete di smercio di cocaina, hashish e marijuana e di emettere il fermo di 14 persone. Tra gli indagati figurano anche soggetti riconducibili a importanti e influenti famiglie mafiose del posto. Da giugno 2024 a gennaio 2025, le indagini hanno permesso di sequestrare 9,2 chili di hashish, 2,5 di marijuana e quantitativi minori di cocaina, nonché di arrestare 11 persone.
Gli investigatori hanno anche verificato come i promotori del sodalizio criminale annotassero scrupolosamente in un “libro mastro“, messo da parte in un fondo cassa apposito, tutta la contabilità del narcotraffico. Durante l’attività sono state individuate e smantellate due piazze di spaccio (fisiche), allestite nei quartieri Sperone e Bonagia, e una virtuale che sfruttava Telegram. Il canale utilizzato dagli spacciatori utilizzava la foto profilo raffigurante l’attore Al Pacino nella sua interpretazione di “Tony Montana” in Scarface.
