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Meno packaging, più energia green: così Barilla riduce l’impatto ambientale

Meno packaging, più energia green: così Barilla riduce l’impatto ambientale

Nel report sostenibilità anche progetti di inclusione sociale come PastAut

Milano, 4 giu. (askanews) – Risparmiare 150 tonnellate di cartone e ridurre del 20% le emissioni di CO2 legate al trasporto semplicemente ripensando la forma dei nidi delle tagliatelle. È uno degli esempi più significativi riportati nell’ultimo Rapporto di sostenibilità di Barilla, che ha ridotto il packaging di alcuni dei suoi principali prodotti per ridurne l’impatto ambientale lungo tutta la filiera.

Nel corso dello scorso anno, infatti, l’uso di un innovativo materiale per la realizzazione delle confezioni di pasta, in collaborazione con uno dei suoi fornitori, ha consentito di risparmiare 600 tonnellate di cartone (il 6% in peso). E l’esempio delle tagliatelle va in questa direzione: confezioni di dimensioni più piccole hanno ridotto l’uso del materiale (11% in meno del peso di cartone e cartone ondulato) e tagliato le emissioni. Interventi analoghi sono stati fatti nel biscottificio di Novara: riducendo di 2 centimetri e mezzo (pari a circa il 9% di materiale in meno per confezione) l’altezza dei sacchetti di alcuni biscotti, l’efficienza nella logistica è aumentata. I pallet, infatti, hanno potuto trasportare molto più prodotto – circa il 30% in più di peso per pallet – migliorando l’efficienza distributiva lungo tutta la filiera. Perchè riducendo le dimensioni delle confezioni si trasporta meno aria e più prodotto.

Ma sostenibilità è anche circolarità dei materiali. Nel caso dei vasetti per i sughi pronti, sempre in collaborazione col principale fornitore, Barilla ha aumentato la quota di vetro riciclato: lo scorso anno l’utilizzo di vasetti contenenti circa il 65% di vetro riciclato è stato ulteriormente ampliato, portando a una riduzione della domanda di materie prime vergini di circa 4.600 tonnellate (8%), evitando circa 1.700 tonnellate di emissioni di CO2.

Sul fronte energetico, lo scorso anno sono stati investiti 30 milioni di euro come parte del piano quinquennale da 168 milioni di euro entro il 2030 destinato agli stabilimenti produttivi Barilla, tra efficienza energetica, gestione più attenta delle risorse idriche e sviluppo di impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili. Nel 2025, cinque nuovi impianti attivati a Foggia, Melfi, Ascoli Piceno, Cremona e Thiva, in Grecia, hanno portato la capacità fotovoltaica installata negli stabilimenti a superare gli 8 MW, più del quadruplo rispetto al 2022. E ulteriori installazioni sono in programma tra il 2026 e il 2028 negli impianti bakery di Novara e Celle, in Germania. Altrettanto significativo è il lavoro sul risparmio idrico: negli stabilimenti in aree a stress idrico, l’acqua riciclata e riutilizzata è cresciuta del 196% rispetto al 2022, puntando all’obiettivo del +250% al 2030 .

Prosegue il percorso verso un ampliamento delle pratiche di agricoltura rigenerativa, partite con la Carta del Mulino, che oggi coinvolge quasi 2.000 agricoltori di grano tenero e ha permesso una riduzione annua delle emissioni di CO2equivalente pari a circa 9.000 tonnellate. Nel 2025 l’azienda di Parma ha acquistato 4.160 tonnellate di grano tenero da agricoltura rigenerativa (250.000 tonnellate è l’obiettivo 2030), che ha permesso di produrre il Buongrano, il primo biscotto realizzato con il 100% di farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa, certificata secondo il Regenerative Agriculture Standard di FoodChain ID.

Il gruppo continua inoltre il lavoro sul profilo nutrizionale dei prodotti: l’89% dei volumi venduti ha un contenuto massimo di 5 grammi di zucchero per porzione, il 90% non supera 0,5 grammi di sale per porzione, il 90% contiene fonti di fibre e il 72% delle monoporzioni da forno si mantiene sotto le 150 calorie. Nel 2025 l’investimento in ricerca, sviluppo e qualità ha superato i 47 milioni di euro, con il Bite, il polo di innovazione del gruppo sorto a Parma accanto allo storico pastificio, che grazie al lavoro di oltre 200 professionisti tra tecnologi alimentari, ricercatori, food designer, chef e sensory expert, progetta il cibo del futuro.

Accanto agli obiettivi ambientali, ci sono anche quelli sociali. Un esempio è la collaborazione con PizzAut che ha portato alla nascita di PastAut, inserendo la pasta Barilla nei menù dei ristoranti gestiti da ragazzi autistici di Cassina de’ Pecchi e Monza. Più in generale, nel corso del 2025, Barilla ha donato 4.000 tonnellate di prodotti a organizzazioni non profit e destinato 2 milioni di euro a cause sociali. Ma l’inclusione vive anche nei reparti produttivi: grazie alla collaborazione con iFun, sei giovani con autismo hanno iniziato a lavorare nel pastificio di Foggia a marzo 2025. E in Francia, nella bakery La Malterie, persone con autismo sono entrate stabilmente in produzione con contratto a tempo indeterminato.