Dopo essere entrati nell’A18 Messina-Catania, sperando che la macchinetta automatica sputi il biglietto necessario a dimostrare il punto d’ingresso e così evitare di contrattare con il casellante l’importo da pagare al momento dell’uscita, non si impiega molto prima di accorgersi di viaggiare su un’autostrada poco degna di questo nome. Tra restringimenti e cambi di carreggiata, la prova più evidente la si ha all’interno delle gallerie: al buio, gli avvallamenti si vedono in ritardo e basta spostare lo sguardo alle pareti per accorgersi di detriti e assenze di barriere. La sensazione di insicurezza si trasforma in claustrofobia. Non resta che sperare di uscirne prima possibile.
Autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo, il dossier sulla sicurezza
Ecco, per parlare delle condizioni disastrose in cui versano le arterie gestite da Autostrade Siciliane (l’ex Cas) – oltre alla Messina-Catania, altrettanto male sta messa la Messina-Palermo – si potrebbe avere la tentazione di ricorrere alla metafora della luce fuori dal tunnel: per quanto quest’ultimo sia lungo, prima o poi si intravederà l’uscita.
Leggendo però il dossier firmato dall’ingegnere Placido Migliorino, ispettore del ministero inviato in Sicilia per fare il punto sulle due infrastrutture, la sensazione è che potrebbe non essere così: il futuro dell’ex Cas sembra nero quanto il presente. Una diagnosi che non tira in ballo soltanto questioni politiche (l’ente ha come socio di maggioranza, con oltre il 90 per cento delle quote, la Regione), ma anche la sicurezza delle migliaia di persone che ogni giorno viaggiano sulle due arterie. “Si conferma che le autostrade A18 e A20 allo stato attuale non possono ritenersi percorribili con adeguati standard di sicurezza”, ha scritto Migliorino. Aggiungendo poi un dato emblematico: “Per risolvere le criticità, sono necessari interventi di adeguamento strutturale e funzionale per un costo complessivo di circa 5,5 miliardi di euro”.
La cifra – tanto esorbitante quanto capace di descrivere lo stato di arretratezza delle autostrade – ha spinto il ministero ad avviare la procedura di revoca della concessione e, come un effetto domino, aperto le schermaglie politiche tra maggioranza e opposizione. Quest’ultima – come nel caso del Pd – ha affondato i colpi, chiedendo di porre la parola fine alla storia dell’ex Cas, definito un carrozzone; la prima, invece, si è ritrovata a gestire una patata bollentissima che arriva a un anno dal voto per le Regione e a molto meno dalla campagna elettorale, con le trattative sulle alleanze tutte ancora da chiudere e, dunque, con l’esigenza di mantenere un certo tatto nella ricerca dei colpevoli. Il tema sarà affrontato oggi all’Ars, dove in quarta commissione sono in programma le audizioni dei vertici di Autostrade Siciliane. Quanto ne potrà venire fuori di buono, si vedrà.
Guard rail A18 e A20, le criticità rilevate dal ministero
Per il momento a pesare terribilmente sono le otto pagine in cui l’ispettore ministeriale ha condensato le criticità di due autostrade su cui, senza tema di smentita, ogni giorno si rischia la vita. I sopralluoghi di Migliorino in Sicilia si sono tenuti negli ultimi mesi. Che la situazione non fosse rosea era già chiaro, ma i riscontri sono stati anche peggiori. Un esempio è rappresentato dalla situazione dei guard rail. Nonostante Autostrade Siciliane di recente abbia bandito più di una gara d’appalto per l’ammodernamento delle barriere, nel complesso le due autostrade sono lontane dalle prestazioni richieste dalle normative in vigore. In molti casi sono quelle di primo impianto. “Non sono adeguate a garantire i necessari standard di sicurezza della circolazione, sia per quanto riguarda le barriere spartitraffico che per le bordo laterali e bordo ponte”, si legge nel dossier. L’ente gestore, in attesa di sostituirle, ha proposto alcuni interventi di mitigazione del rischio, che renderebbero ancora meno efficienti le autostrade ma dovrebbero ridurre i rischi. Tra questi c’è la riduzione del limite di velocità da 130 a 90 chilometri orari, l’inserimento di bande rumorose nei margini delle carreggiate e la riduzione delle corsie. Il tutto nella consapevolezza che le attuali barriere – così come troppe volte dimostrato dai fatti di cronaca – non sono idonee a sopportare gli urti.
Perché anche a 90 km/h i guard rail restano un rischio
Per Migliorino non sarebbe comunque abbastanza. “L’eccessiva vicinanza della banda rumorosa alla barriera di sicurezza potrebbe introdurre un franco psico-tecnico inadeguato a una guida confortevole”, si legge nella relazione. Il passaggio più interessante riguarda la riduzione della velocità: anche portandola a 90 chilometri orari, si correrebbe il rischio che i mezzi pesanti sfondino i guard rail: “I valori energetici dimostrano che l’energia sviluppata da un autoarticolato in svio alla velocità prossima a 70-80 chilometri orari è in ogni caso superiore a quella di contenimento ipotizzata per le barriere di primo impianto installate nella rete Cas”.
Per l’ispettore, l’unica misura di mitigazione attuabile al momento sarebbe quella di introdurre l’obbligo di mantenere una distanza di almeno 200 metri tra i singoli mezzi in modo da arrivare a una “riduzione della quantità di traffico pesante”, introdurre il divieto di sorpasso tra gli autoarticolati e portare il limite di velocità a 60 chilometri orari per i mezzi di massa superiore a 7,5 tonnellate e a 90 per quello di massa inferiore.
Sicurezza autostrade Sicilia, i costi degli interventi
Da risolvere ci sarebbe anche la questione costi: il Cas aveva quantificato in 36mila euro a chilometro l’investimento da fare per realizzare le misure di mitigazione, ma Migliorino ha fatto notare che tale cifra descrive solo le lavorazioni e non tiene conto delle somme a disposizione della stazione appaltante. “Complessivamente il costo chilometrico di tali interventi di mitigazione ammonta a 48.600 euro a chilometro, che, moltiplicato per i 370 chilometri della A18 e A20, ammonta a complessivi 18 milioni di euro”, sono i conti dell’ispettore.
Netto il giudizio sulle condizioni delle rampe di svincolo: “Si ritiene che nessun intervento di mitigazione del rischio possa servire a migliorare le attuali condizioni di sicurezza, se non una costante manutenzione per garantire la funzionalità originaria, nelle more che si proceda alla sostituzione delle barriere esistenti con sistemi di ritenuta moderni”.
Gallerie A20, criticità e rischi per la circolazione
Il discorso non cambia per quanto riguarda le gallerie. L’ex Cas ha proposto di eseguire un lavaggio ad alta pressione con successivo intervento di rimozione delle parti ammalorate e applicazione di reti metalliche. “Si deve rappresentare – si legge nel dossier – che gli imbocchi delle gallerie della A20 sono particolarmente degradati e necessitano di immediate verifiche per evitare il distacco del rivestimento, da eseguirsi con la posa in opera di rete e chiodi. Particolare riferimento si deve fare per la galleria San Biagio direzione Messina, attualmente chiusa proprio per le criticità di ammaloramento segnalate. Tale chiusura – segnala Migliorino – sta generando rischi aggiuntivi in carreggiata per Palermo per la presenza di un doppio senso di circolazione in galleria”.
Anche in questa circostanza, l’ispettore ha segnato un errore nel calcolo delle spese da affrontare per adottare le misure di mitigazione: l’ente gestore le quantifica in poco meno di 10,2 milioni, mentre per Migliorino ne servirebbero almeno 3,5 in più. A finire sotto la lente sono stati anche gli svincoli che temporaneamente WeBuild ha richiesto di costruire a Nizza di Sicilia e Sant’Alessio per agevolare i lavori sulla rete ferroviaria. “Questo progetto e più in particolare l’accesso in autostrada, è già stato approvato sia dal Mit (il ministero, nda) che dal Cas ed è in corso di realizzazione. Conseguentemente nessun parere può essere espresso dal sottoscritto in merito alle scelte tecniche autorizzate. Ciononostante – scrive Migliorino – è stato eseguito un sopralluogo per accertare la compatibilità degli interventi previsti nel progetto e gli interventi di mitigazione del rischio, proposti dal Cas, con particolare riferimento ai viadotti”. Il responso è stato negativo: “La configurazione a tre corsie prevista da Webuild, in corrispondenza della corsia di accelerazione in direzione Messina sia dello svincolo di Nizza che di Sant’Alessio, seppur già approvata, è incompatibile con le condizioni di sicurezza strutturali dei viadotti che prevedono il transito su due sole corsie”.
A18 e A20, 5,5 miliardi per gli interventi definitivi
A questo punto è normale chiedersi cosa ci si possa aspettare da qui in avanti. E soprattutto che servirebbe per far sì che i siciliani possano viaggiare su autostrade efficienti e sicure. Nel dossier inviato al ministero si legge che la somma di 5,5 miliardi sarebbe da finanziare in un periodo di dieci anni, mentre gli interventi di mitigazione – per i quali nel complesso servono 32,5 milioni – non possono attendere più di un mese. Altrimenti? “Qualora il Cas non si riorganizzi strutturalmente e operativamente con incremento di risorse di personale e finanziarie tali da poter attuare, nei tempi indicati, gli interventi di mitigazione del rischio e gli interventi di adeguamento definitivi, il sottoscritto – ha scritto l’ispettore – ritiene che non sussistano adeguate condizioni di sicurezza per l’uso delle autostrade, e il gestore dovrà valutare la possibilità di una totale interdizione al traffico”.
Ars, oggi i vertici del Cas in Commissione. In ballo anche la revoca della concessione
La seduta della commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Ars, prevista per stamani, sarà la prima occasione in cui le istituzioni siciliane affronteranno il bubbone esploso con la diffusione dei contenuti della relazione ministeriale sullo stato in cui versano le autostrade gestite dall’ex Cas. L’agenda prevede l’audizione del consiglio direttivo e del direttore generale dell’ente, alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e al dirigente generale del dipartimento Infrastrutture Salvatore Lizzio.
In ballo ci sono il procedimento di revoca della concessione ma anche le misure di mitigazione richieste per evitare la chiusura delle autostrade. Fuori dai palazzi, però, il tema è già deflagrato. Tra i banchi dell’opposizione c’è chi come il segretario del Pd Anthony Barbagallo ha sottolineato l’impossibilità di vedere un futuro nella gestione del Cas, mentre il deputato regionale di Sud chiama Nord, Pippo Lombardo, che in questi mesi ha seguito la questione facendo accesso agli atti del ministero, sottolinea come “dentro al centrodestra sono partiti i distinguo, tutto in chiave elettorale”.
I riferimenti vanno alle parole usate dal presidente Schifani, che, dopo aver ricordato “le risorse importanti” messe in campo dalla Regione per migliorare l’efficienza delle autostrade, ha promesso “massimo rigore” nel seguire gli iter di affidamenti dei lavori. “Vigilerò personalmente ciascun passaggio e sul rispetto dei tempi”, ha detto Schifani. Che poi ha scelto di sollevare da qualsiasi responsabilità il suo predecessore: “Si tratta di un dossier critico, che è figlio di eredità storiche ultradecennali, non è certamente colpa mia o del mio amico Nello Musumeci”.
Decisamente altra posizione è quella presa da Marco Falcone, oggi eurodeputato di Forza Italia ma negli anni del governo Musumeci assessore alle Infrastrutture. “Temo sia arrivata l’ora di attuare quelle soluzioni radicali che i cittadini invocano a gran voce. Se non è possibile dare al Cas una governance slegata da logiche di piccolo cabotaggio e rendite di posizione, allora forse è meglio commissariare l’ente e consegnare la rete allo Stato”, ha detto il politico catanese. Difficile resistere alla tentazione di leggere tra le righe. Non ci riesce Lombardo: “È palese che tutti stiano ragionando in visto della campagna elettorale: Schifani cerca la ricandidatura e tiene a non attaccare Fdi, mentre Falcone c’è chi lo dà papabile pretendente dentro a Forza Italia”, chiosa il deputato deluchiano.
Regione: stanziati 253 milioni. “Alcuni lavori presto in gara”
Il presidente della Regione, Renato Schifani, e l’assessore alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, hanno ricevuto lo scorso lunedì a Palazzo d’Orléans, a Palermo, una delegazione dei Consigli comunali e degli uffici del Genio civile delle province di Messina e Palermo per un confronto sugli interventi previsti sulla A20. L’incontro è stato richiesto dai Comuni che, nelle scorse settimane, hanno approvato una mozione sulle criticità dell’autostrada Messina-Palermo. Nel corso della riunione, la Regione ha ribadito l’impegno per l’ammodernamento e la messa in sicurezza sia dell’A20 che dell’A18, per cui sono già stati stanziati 253 milioni di euro nell’ambito del Fondo sviluppo e coesione. Le procedure di gara per l’affidamento di alcuni lavori prenderanno avvio già nei prossimi giorni.
“L’attenzione del governo regionale sulla sicurezza e sull’efficienza della A20 è massima – ha dichiarato il presidente Schifani –. Abbiamo già individuato e messo in campo risorse importanti e ora seguirò con il massimo rigore l’intero iter di affidamento dei lavori, fino alle aggiudicazioni e all’effettiva apertura dei cantieri. Vigilerò personalmente su ciascun passaggio e sul rispetto dei tempi, affinché gli impegni assunti si traducano in opere concrete nel minor tempo possibil”. “I progetti legati ai finanziamenti Fsc rispondono pienamente anche ai solleciti e alle linee di indirizzo arrivate dal Mit – ha aggiunto l’assessore Aricò –. Le strutture tecniche della Regione sono pronte a far partire i primi bandi già nei prossimi giorni. Parallelamente, la nostra azione prosegue per individuare ulteriori coperture finanziarie che consentano di completare il quadro complessivo delle opere e mettere in sicurezza la totalità dell’arteria”.

