Mafia, blitz contro i favoreggiatori di Messina Denaro: 35 arresti

Mafia, blitz contro i “favoreggiatori” di Messina Denaro: 35 arresti

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Mafia, blitz contro i “favoreggiatori” di Messina Denaro: 35 arresti

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martedì 06 Settembre 2022 - 05:50

L'indagine dei carabinieri ruota attorno a Francesco Luppino, arrestato nel 2013 nell'ambito dell'operazione Eden e poi scarcerato, indicato dagli investigatori come uno dei "fedelissimi" del boss

I Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Trapani, con il supporto in fase esecutiva dei Comandi Provinciali Carabinieri di Palermo e Catania, del 9° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Palermo, degli Squadroni Eliportati Carabinieri “Cacciatori Sicilia” e “Cacciatori Calabria”, nonché del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”, hanno dato esecuzione a provvedimenti emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di una settantina di persone, 35 delle quali gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti, reati in materia di stupefacenti, porto abusivo di armi, gioco d’azzardo e altro, tutti aggravati dal metodo e dalle modalità mafiose (e tutti attinti da provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Palermo su richiesta della Dda).

Nei confronti degli altri è in corso l’esecuzione di decreti di perquisizione e sequestro.

Arresti, perquisizioni e sequestri nel trapanese

Nel corso dell’operazione sono state effettuate numerose perquisizioni su siti ritenuti di interesse anche ai fini della ricerca del latitante ed intensificate le attività di controllo del territorio nelle località di maggiore interesse operativo.

L’indagine “s’inquadra nella più ampia manovra investigativa condotta dall’Arma in direzione della cattura del latitante Matteo Messina Denaro e che, oramai da circa 30 anni si sottrae volontariamente all’esecuzione di decine di misure cautelari”, dice l’Arma.

Il provvedimento cautelare compendia gli esiti di articolate indagini svolte dai Carabinieri sul conto di esponenti di primo piano dei mandamenti mafiosi di cosa nostra trapanese, confermandone la riferibilità alla leadership del ricercato castelvetranese, il quale sarebbe ancora in grado di “impartire direttive funzionali alla riorganizzazione degli assetti della suddetta provincia mafiosa”.

“Fedelissimo Messina Denaro ha ricreato rete relazioni boss”

L’inchiesta antimafia di oggi nel trapanese ha permesso di ricostruire la successione al vertice di Cosa nostra marsalese, “individuando i soggetti allo stato gravemente indiziati di rivestire il ruolo di reggenti e documentandone le interlocuzioni con l’esponente mafioso campobellese”.

Il riferimento degli inquirenti è a Francesco Luppino, ritenuto uno dei principali portavoce di Matteo Messina Denaro, scarcerato tre anni fa. All’uscita dal carcere ha nuovamente tessuto la rete di relazioni del boss latitante Messina Denaro.

Sono stati anche acquisiti gravi indizi con riferimento a “dinamiche associative ultra-provinciali, in direzione di cosa nostra palermitana, agrigentina e catanese nel cui ambito i trapanesi venivano indicati come “quelli che appartengono a Matteo Messina Denaro””; “le attività di infiltrazione di cosa nostra trapanese nel tessuto economico/sociale con riferimento a presunti condizionamenti della libertà degli incanti, alla gestione, in forma pressoché monopolistica, del settore della sicurezza nei locali notturni e del recupero crediti”.

E ancora: “interventi finalizzati ad alterare le procedure di aggiudicazione di immobili oggetto di asta giudiziaria; presunte estorsioni in danno di aziende locali nel settore enogastronomico (tra cui una cantina vinicola) e turistico (strutture ricettive); la disponibilità di armi da fuoco”.

Lamorgese: “Forte impegno dello Stato contro mafia”

Arriva il commento del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sull’operazione effettuata in queste ore.

“La complessa operazione condotta dall’Arma dei carabinieri nella provincia di Trapani con il coordinamento della competente Direzione distrettuale antimafia testimonia il forte e determinato impegno dello Stato per contrastare le organizzazioni mafiose e i loro interessi criminali”, dichiara il ministro in una nota diffusa dal Viminale.

“Ringrazio ancora una volta la magistratura e le forze di polizia per l’eccellente attività investigativa svolta quotidianamente per individuare la fitta rete di relazioni e coperture di cui godono i sodalizi mafiosi e contrastare la loro azione aggressiva sul territorio volta a condizionare la vita economica e sociale locale ed alimentare i loro traffici illeciti”, ha aggiunto la titolare del Viminale, sottolineando “l’incessante sforzo operativo in atto per assicurare alla giustizia Messina Denaro”.

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