Messina Denaro, Castelvetrano e Campobello insieme in piazza: "No alla mafia" - QdS

Messina Denaro, Castelvetrano e Campobello insieme in piazza: “No alla mafia”

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Messina Denaro, Castelvetrano e Campobello insieme in piazza: “No alla mafia”

Redazione  |
mercoledì 25 Gennaio 2023 - 19:08

Due cortei promossi dalle amministrazioni comunali si sono mossi con in testa i sindaci dei due comuni, Giuseppe Castiglione e Enzo Alfano

Due cortei per dire no alla mafia, promossi dalle amministrazione comunali di Castelvetrano e Campobello di Mazara. Due realtà ad alta densità mafiosa: la prima luogo di nascita dell’ex latitante Matteo Messina Denaro catturato a Palermo il 16 gennaio scorso; l’altra dove il boss ha vissuto stabilmente negli ultimi quattro anni. Si sono mossi da due punti diversi, con in testa i sindaci dei due comuni, Giuseppe Castiglione e Enzo Alfano.

Presenti i primi cittadini del comprensorio

Presenti anche i primi cittadini del comprensorio, tutti con la fascia tricolore, e soprattutto molti studenti che scandiscono slogan contro cosa nostra ed espongono striscioni: “Campobello libera”, “No alla mafia”, “Castelvetrano 16 gennaio la nostra liberazione”. I cittadini di Campobello si sono riuniti davanti la chiesa “Madonna di Fatima” ed hanno sfilato in corteo sino a congiungersi con quelli di Castelvetrano, che sono arrivati dalla parte opposta del paese, al confine di Castelvetrano, per gridare tutti insieme un forte “NO alla mafia”.

Appuntamento finale dove si trova il primo covo del boss

Appuntamento finale al vicolo San Vito, dove si trova il primo covo del boss e dove il sindaco di Campobello, ha tenuto un breve discorso. Poi, tutti in coro hanno scandito ripetutamente “la Sicilia è nostra e non di cosa nostra”. Presenti alla manifestazione, tra gli altri, il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, e l’emerito monsignor Domenico Mogavero.

Sindaco Campobello “Non siamo collusi e omertosi”

Qui stasera c’è la gente perbene, che è la stragrande maggioranza a Campobello come nel resto della Sicilia, c’è la città che si ribella alla mafia e che è al fianco delle forze dell’ordine e dello Stato. Respingiamo al mittente l’immagine di una comunità collusa e omertosa, i cittadini possono avere paura, ma questa paura deve essere sconfitta dalla presenza dello Stato”. A dirlo è stato il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione, prendendo la parola al termine del corteo che le due amministrazioni comunali di Campobello e Castelvetrano. “Questa è la rivincita della nostra comunità, è un giorno di ripartenza”, ha aggiunto il primo cittadino, ribadendo la proposta lanciata nei giorni scorsi: intitolare una strada in ogni città del Trapanese al 16 gennaio, giorno della cattura del padrino di Castelvetrano, perché “questa data resti a futura memoria”. “Il 16 gennaio, un raggio di sole ha illuminato la nostra comunità, ha allontanato la cappa che per anni ha distrutto la nostra società”. Poi l’appello ai cittadini. “Adesso c’è bisogno di avere ancora più coraggio, di camminare a braccetto con le istituzioni e le forze dell’ordine, che ringraziamo per l’impegno costante. Viva lo Stato, viva la legalità e la gente perbene”, ha concluso dedicato la manifestazione a tutte le vittime di Cosa nostra.

Sindaco Castelvetrano: “Assassini e stragisti, ora Stato ci ristori”

“Smettiamo di parlare di ‘famiglia del mafioso’, di ‘mafiosi’: sono assassini e stragisti. Il 16 gennaio è stata una giornata straordinaria e vogliamo ringraziare le forze dell’ordine. Oggi siamo qui per dire basta, ma per dare la spallata definitiva alla mafia c’è bisogno che la presenza dello Stato si concretizzi ancora di più. Questo è un territorio che dopo 30 anni si lecca le ferite. Ci venga dato un giusto ristoro per questa presenza che per 30 anni ha impedito all’imprenditoria sana di crescere: questo territorio diventi zona franca, non solo da mafia ma anche dai tributi per portare qui imprenditori veri. Così si azzera la mafia, che nessuno vuole”. Lo ha detto il sindaco di Castelvetrano, Enzo Alfano, prendendo la parola in occasione del corteo che a Campobello ha sfilato per le vie della città sino a giungere in vicolo San Vito, dove l’ormai ex primula rossa Matteo Messina Denaro, arrestato dal Ros il 16 gennaio scorso, ha trascorso l’ultimo periodo della sua latitanza. “Qualcuno vuole togliere tra qualche mese il reddito di cittadinanza poi ci sarà c’è la disperazione – ha aggiunto -. Invece, dobbiamo dare alla gente la possibilità di scegliere la dignità del lavoro e di stare lontano dalla mafia. Vogliamo che qui ci sia una prospettiva e siamo qui a dire basta prevaricazione e mancanza di rispetto dei diritti umani”.

Vescovo Mazara: “Stato ha vinto, pagina nuova per territorio”

“Questa sera insieme diciamo ‘no’ a una presenza che schiaccia e che ha reso schiavo questo territorio. Questa è la sera in cui le forze buone si mettono insieme e quanto più il bene avanza tanto più il male arretra. Lavoriamo insieme per sconfiggere le forze delle tenebre, che non danno alcun futuro. Qui si può scrivere una pagina nuova per questo territorio”. Così il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, che in serata ha partecipato al corteo dal titolo ‘La Sicilia è nostra e non di Cosa nostra”. Insieme ai sindaci del Trapanese il vescovo ha sfilato in testa al corteo, accompagnato anche dal vescovo emerito monsignor Domenico Mogavero. “Facciamo insieme scelte significative – ha aggiunto -. Da qui può partire messaggio forte per tutta la Sicilia e l’Italia intera: è vero che lo Stato ha vinto, è vero che questa sera si realizzano le parole di Paolo Borsellino e tutti coloro che in questi anni hanno lottato e perso la vita. Vogliamo celebrare questa sera una pagina nuova e sono certo che anche chi è ancora titubante vendendo questa partecipazione troverà il coraggio di collaborare. Mettiamoci insieme con forza. Oggi inizia un tempo in cui insieme facciamo scelte controcorrente per far trionfare il bene”, ha concluso monsignor Giurdanella.

Lanterne in cielo davanti covo boss

Il lancio simbolico di una lanterna a rappresentare “la rinascita di un territorio e di un’intera Isola”. Si è conclusa così la manifestazione promossa dalle amministrazioni comunali di Campobello di Mazara e Castelvetrano, nel Trapanese, per dire ‘no’ alla mafia. L’iniziativa dal titolo ‘La Sicilia è nostra e non di Cosa nostra’ ha visto sfilare in corteo cittadini, studenti e amministratori pubblici. In testa al corteo i primi cittadini della provincia, il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, e il vescovo emerito, monsignor Domenico Mogavero. In vicolo San Vito, a pochi passi dall’ultimo covo di Matteo Messina Denaro, arrestato lo scorso 16 gennaio dal Ros, il sindaco di Campobello, Giuseppe Castiglione, ha acceso una lanterna cinese. “Per la rinascita di questo territorio, in memoria delle vittime e in nome della società civile che vuole vivere nel rispetto della legalità. Viva lo Stato e le forze dell’ordine”. Un lungo applauso ha accolto le parole del primo cittadino.

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