Disposto il carcere per Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del capomafia Matteo, morto il 25 settembre del 2023. Il tribunale del Riesame di Palermo ha accolto l’appello della procura.
Entrambe sono indagate per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena, entrambi aggravati: avrebbero aiutato il fratello a sottrarsi alla cattura.
Verdetto non è esecutivo
La decisione non è esecutiva. I legali delle due donne ricorreranno quasi certamente in Cassazione, e solo una pronuncia favorevole alla procura aprirebbe loro le porte del carcere.
Il ribaltone sul giudice per le indagini preliminari
I pm avevano contestato alle sorelle l’associazione mafiosa e ne avevano chiesto l’arresto. Il giudice per le indagini preliminari aveva riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza senza, però, disporre la misura, ritenendo venute meno le esigenze cautelari dopo la morte del padrino di Castelvetrano.
Aveva anche riqualificato le accuse in favoreggiamento e procurata inosservanza della pena. Il Riesame ha dato ragione alla procura guidata da Maurizio de Lucia.
Anni di lettere e filmini
Dalle indagini è emerso che il boss ha comunicato per anni con la famiglia. Le interruzioni furono rare e legate ad arresti o al timore delle forze dell’ordine. La corrispondenza era fittissima e comprendeva perfino filmini sulla vita quotidiana in casa, girati dalle sorelle Bice e Giovanna. Gli inquirenti hanno ricostruito gli scambi grazie all’enorme quantità di lettere trovate nel covo dell’ex ricercato.
Il boss aveva messo a punto due canali. Il primo, che dal 2019 chiamava Operazione Condor dal nome del cane di famiglia, era uno scambio in presenza di lettere, oggetti e denaro. Avveniva almeno due volte l’anno in una campagna di Castelvetrano, nella disponibilità della sorella Rosalia. Il boss andava di persona o mandava i fedelissimi.
Il secondo, detto Van Gogh o altra via, era un classico scambio di missive per posta ordinaria, spedite dal latitante a casa di Giovanna. Per gli inquirenti era “una vera e propria centrale operativa”, dove le sorelle Giovanna, Bice e Rosalia si coordinavano per eseguire le direttive del fratello.
Gli altri familiari
Delle quattro sorelle del boss, Rosalia sta scontando una condanna a 14 anni per associazione mafiosa. Patrizia è libera da luglio 2025, dopo 14 anni e mezzo per lo stesso reato. È libero anche il fratello Salvatore. Resta detenuto il nipote Francesco Guttadauro, figlio di Rosalia. Il padre Filippo Guttadauro, marito di Rosalia, sconta il cosiddetto ergastolo bianco.
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