Messina, lotta alle differenze di genere anche in campo occupazionale - QdS

Messina, lotta alle differenze di genere anche in campo occupazionale

Lina Bruno

Messina, lotta alle differenze di genere anche in campo occupazionale

giovedì 13 Maggio 2021 - 00:01

Il Coordinamento donne della Cgil è pronto a rilanciare il progetto “Luogo libero da violenza di genere” e a potenziare campagne finalizzate a sensibilizzare in particolare sulle differenze salariale

MESSINA – Le fragilità si sono acuite, persistono le discriminazioni, appaiono a rischio anche i diritti acquisiti. Le donne sembra che stiano pagando più di altri gli effetti negativi che la pandemia ha innescato in molti ambiti. Non sono cessate le violenze fisiche e psicologiche, anche se in questi mesi di chiusura sono diminuite le denunce. È anche aumentata la disoccupazione femminile, che in Sicilia, e a Messina in particolare, è stata sempre molto al di sopra della media nazionale.

Secondo i dati Eurostat in Italia le donne occupate sono il 49% a fronte di una media europea del 62%, mentre in Sicilia si parla di un tasso del 29% con una diminuzione dell’1,2% in questo ultimo anno. Ma i dati ufficiali non fotografano, fino in fondo, la situazione reale, che è fatta anche di lavoro nero, di diritti non reclamati o che non si sa neppure di avere, di precarietà che in alcuni settori si è cristallizzata.

Molte lavoratrici, dopo la sospensione delle attività dove erano impiegate, non sono state più richiamate, altre per seguire i figli in didattica a distanza hanno preso lunghi permessi; sono ancora delegate alla donna, infatti, i compiti di cura e assistenza. Serve un cambio culturale, ripartire dalla formazione e dall’educazione alla consapevolezza per combattere le discriminazioni.

Con questo spirito il Coordinamento donne della Cgil di Messina due anni fa ha avviato il progetto “Luogo libero da violenza di genere”, un percorso di sensibilizzazione fatto tra le persone e nei posti dove la socialità può innescare comportamenti e linguaggi violenti e discriminatori. Si è fatto un elenco di intenti da perseguire con un protocollo simbolico sottoscritto come singoli o in rappresentanza dei luoghi che ci si impegna a “liberare” da ogni forma di violenza di genere.

“Gallerie d’arte, quartieri, condomini, scuole – spiega Marcella Magistro, responsabile del Coordinamento donne e componente della segreteria della Cgil – possono diventare luoghi di confronto e sensibilizzazione su tematiche specifiche e fare rete. Abbiamo fatto alcuni incontri da settembre 2019, ma il Covid poi ci ha bloccato. Ora siamo però pronte a ripartire”.

“All’interno dei luoghi di lavoro – aggiunge Magistro, che è anche segretaria generale della Fisac – la nostra attenzione va ai contratti. A Messina lavoriamo molto sulla differenza salariale: da dieci anni attenzioniamo in particolare la gravidanza a rischio che alle lavoratrici private viene pagata il 20% in meno. Nel periodo di assenza, l’80% dello stipendio lo paga l’Inps, il 20% nel settore pubblico è integrato, il privato non lo fa sempre, dipende dal contratto e dagli accordi sindacali. Una battaglia che ci siamo intestati come Coordinamento e che intendiamo portare avanti, in tutti i settori, non solo quello bancario di cui da segretaria Fisac mi sono particolarmente occupata. Faremo uno studio di tutte le situazioni contrattuali in modo da avere un quadro completo e attivare una strategia”.

Nell’ambito del progetto “Luogo libero da violenza di genere” è stato attivato adesso nella sede della Cgil lo “Sportello donna”, che vuole essere “uno strumento concreto di tutela e sostegno – come ha ribadito Giovanni Mastroeni, segretario Cgil Messina – per chi è vittima di discriminazioni e violenza”. Un presidio che si avvale delle professionalità interne al sindacato, ma che si apre alle associazioni del territorio per avere un supporto nei casi di violenza fisica che aprono scenari diversi rispetto a quelli legati alle discriminazioni sul lavoro.

“Ci è capitato – sottolinea Magistro – di avere anche questo tipo di denunce dalle nostre iscritte e le abbiamo indirizzato a realtà del territorio specializzate. Adesso vogliamo lavorare in sinergia con queste associazioni. Abbiamo iniziato con una convenzione con il Centro donne antiviolenza, che ogni mercoledì sarà presente con le sue operatrici in questo sportello ospitato nella stanza della Fisac. Il Cedav è già strutturato con psicologi, assistenti sociali, avvocati e per un giorno a settimana opererà in Cgil. Noi ci affiancheremo, supportando con i nostri servizi e le professionalità di cui disponiamo”.

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