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Garlasco, i carabinieri: “Sempio ha rubato o preso con Marco Poggi i video intimi di Chiara “

Garlasco, i carabinieri: “Sempio ha rubato o preso con Marco Poggi i video intimi di Chiara “
Andrea Sempio e Marco Poggi

“Come è stato cristallizzato, Chiara ad un certo punto avvertì l’esigenza di proteggerli con una password”

Continuano a emergere particolari rilevanti dall’indagine dei carabinieri. Andrea Sempio avrebbe avuto accesso ai file contenuti sul pc di Chiaro Poggi o alla pen drive rinvenuta nella villetta. È l’ipotesi che emerge dalla relazione finale degli investigatori di Milano, che ipotizzano anche la presenza del fratello della vittima Marco Poggi.

L’accesso di Sempio ai video intimi della vittima

Non sarebbe stato da solo Andrea Sempio, quando ha avuto accesso, secondo l’ipotesi dei carabinieri, ai video intimi girati da Chiara Poggi Alberto Stasi. Con l’attuale indagato per l’omicidio nella villetta di Via Pascoli ci sarebbe stato anche Marco Poggi, fratello di Chiara – nei giorni scorsi sentito dalla procura di Pavia come testimone.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella che vedrebbe Sempio impossessarsi in modo furtivo dei video in questione per mezzo della, ormai nota, pen drive ritrovata a casa di Chiara Poggi. Il dispositivo è stato infatti analizzato nell’ultima consulenza informatica della nuova indagine della procura. Le ipotesi sono parte della relazione finale dei carabinieri di Milano depositata con l’atto di chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco. Quei video, a dire di chi indaga, erano presenti sul pc di casa Poggi e, “come è stato cristallizzato, Chiara ad un certo punto avvertì l’esigenza di proteggerli con una password perché è evidente che avesse il dubbio che il proprio segreto potesse essere stato violato”.

Il ruolo di Marco Poggi nelle nuove indagini

Negli atti dell’inchiesta viene citato anche il fratello della vittima Marco Poggi, amico storico di Andrea Sempio. Secondo gli investigatori, i file potrebbero essere stati consultati dall’indagato in presenza dello stesso Marco Poggi. I carabinieri evidenziano alcune discrepanze nelle sue dichiarazioni, in particolare riguardo a come sarebbe venuto a conoscenza dell’esistenza di quei video e all’eventualità che li abbia visualizzati.

Un’altra possibilità al vaglio degli inquirenti è che Andrea Sempio possa aver agito da solo, sfruttando l’accesso al computer o alla pen drive senza che l’amico ne fosse a conoscenza.

L’accesso al computer di Chiara Poggi

I file in questione erano protetti da una password, impostata da Chiara Poggi. Si trovavano, appunto, nel computer utilizzato da più membri della famiglia Poggi, secondo quanto riportato nella relazione finale dei carabinieri. Gli inquirenti hanno deciso di attenzionare anche questo aspetto, in quanto apparrebbe verosimile che la vittima avesse deciso di proteggerli con una password per timore che qualcuno potesse aver violato la sua privacy.

L’ennesimo tassello che per la procura ricostruirebbe un quadro del delitto di Garlasco diverso fino a quanto emerso nelle precedenti indagini.

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