MESSINA – È di ieri la denuncia dei consiglieri della III Circoscrizione in merito ai disservizi che da giorni interessano alcuni quartieri della Municipalità. Ma è solo l’ultima delle innumerevoli segnalazioni che arrivano all’Amam dal territorio, in particolare dalla zona Nord, così come numerosi sono gli interventi dopo guasti di varia natura che i tecnici sono costretti a fare. L’elemento che Mario Barresi, Claudia Minutoli e Alessandro Cacciotto hanno messo in evidenza è che stavolta non vi è stata alcuna comunicazione da parte dell’Azienda che avvisasse i cittadini della diminuzione del flusso, né dei motivi del disservizio.
In tarda mattinata è arrivato il comunicato di Amam, che ha parlato di “un calo del flusso idrico dalle fonti che alimentano il serbatoio di Mangialupi e della contestuale presenza di alcune perdite sulla rete di distribuzione di zona che hanno ridotto la pressione e provocato la riduzione dei tempi di erogazione nelle abitazioni”. I tecnici sono al lavoro per le riparazioni e “integrare direttamente dalla condotta di Fimefreddo”.
Messina, perdite nella rete idrica e calo dei flussi
Nei giorni scorsi c’è stato un cambio nella direzione generale di Amam. Si è dimesso Davide Maimone, scelto due anni fa dall’Amministrazione Basile, che andrà a guidare la Patrimonio di Taormina, al suo posto torna Salvo Puccio con un incarico ad interim perché in contemporanea è anche dg di MessinaServizi.
Prima delle dimissioni Maimone ha fatto il punto sulle azioni in corso e quelle concluse, in risposta anche ad alcune interrogazioni presentate da consiglieri di centrodestra. La notizia più importante è forse che il serbatoio Montesanto 1 tornerà in rete entro i primi mesi del 2027. I lavori fisici sono quindi conclusi: le vasche hanno superato i collaudi strutturali e le prove idrauliche di tenuta. Prima di immettere l’acqua in rete, però, servono i nulla osta analitici, chimici e microbiologici rilasciati dall’Asp. Nella nota firmata da Maimone viene spiegato che, una volta completati tutti i passaggi di legge e realizzato lo stacco per il collegamento definitivo, la re-immissione del serbatoio nella rete avverrà entro febbraio, dopo una fase di lavorazione e messa in esercizio stimata in circa un mese. Le successive attività di collettazione si concluderanno entro la prossima estate, quando l’opera sarà pienamente operativa a regime.
Serbatoio Montesanto 1, i lavori e il ritorno in rete
L’Amam ha ricostruito anche il lungo iter dell’opera. Le prime criticità risalgono al 2019 e riguardavano la titolarità delle aree di cantiere, appartenenti al patrimonio dell’ex Eas. Nel dicembre 2020 l’Amministrazione comunale aveva annunciato il superamento dei principali vincoli e la consegna dei lavori per i primi mesi del 2021. Nell’aprile 2021, però, l’assessorato regionale dell’Economia, con una nota dell’allora vice presidente Gaetano Armao, aveva diffidato Comune e Amam, contestando presunte carenze documentali e intimando il divieto di accesso alle aree e la sospensione delle attività. Il Comune aveva replicato che l’intervento era inserito nel Masterplan approvato dalla stessa Regione nel 2016 e il 12 aprile 2021 aveva avviato il cantiere in modo unilaterale. I lavori sono entrati nel vivo nel febbraio 2022 con le opere di fondazione, dopo il nulla osta della Regione. I tempi nel frattempo, si sono allungati. Nel programma degli investimenti 2023-2026, presentato nell’ottobre 2023, la fine dei lavori del Montesanto 1 era indicata entro il 2024, con un finanziamento di 4,2 milioni di euro e lavori a base d’asta per circa 3,1 milioni. L’intervento riguardava la demolizione, la messa in sicurezza e la ricostruzione di due vasche da 5.000 metri cubi complessivi, su strutture mai completate né collaudate. Ancora a fine febbraio 2026 l’azienda descriveva l’impianto in fase di ultimazione e pronto per il collaudo finale.
Acqua nella zona Nord di Messina, la soluzione strutturale
La funzione principale del Montesanto 1 è servire la zona centrale della città e contribuire ad alimentare anche la direttrice Nord, ma, come precisato da Amam, i cali di pressione registrati nel comparto settentrionale non dipendono in alcun modo dal esso. Per la zona Nord, secondo l’azienda, la soluzione strutturale è un nuovo serbatoio dedicato, con capacità e tipologia analoghe, insieme al potenziamento della condotta. Il serbatoio è collegato anche all’acquedotto dell’Alcantara, gestito da Siciliacque, attraverso una derivazione realizzata nel 2025. L’Amam la considera però una soluzione emergenziale, a causa dell’elevato costo tariffario applicato dal gestore regionale. Nel frattempo, tra gli altri interventi fatti sulla rete viene ricordato il revamping dell’impianto di Torre Rossa-Bufardo, l’efficientamento dell’acquedotto Santissima, la pulizia straordinaria delle sorgive di San Rizzo, San Filippo, Altolia, Cumia e Corsari e l’immissione in rete dei pozzi della zona Sud. Viene ribadito inoltre che sono stati completati tutti gli interventi finanziati dal Pnrr per la digitalizzazione, la distrettualizzazione e la riduzione delle perdite, con risultati positivi, secondo l’Azienda, in quartieri storicamente in sofferenza come il Lombardo. Nella zona centro di Messina, secondo i dati di Amam, nel 2025 ci sono state due ore di erogazione in più al giorno, arrivando a una media di 18 ore e 50 minuti giornaliere.

