Messina, per i rider maggiori tutele e uno sportello dei sindacati - QdS

Messina, per i rider maggiori tutele e uno sportello dei sindacati

Lina Bruno

Messina, per i rider maggiori tutele e uno sportello dei sindacati

venerdì 05 Novembre 2021 - 00:40

Anche in città questa nuova professione sta coinvolgendo sempre più lavoratori. Una realtà importante che si è via via consolidata anche a seguito delle restrizioni per la pandemia

MESSINA – Un mercato del lavoro in continua evoluzione e nuove sfide per le organizzazioni sindacali. Francesco Polizzotti è il referente territoriale della Felsa Cisl, la Federazione dei lavoratori somministrati, autonomi e atipici, categorie nate da percorsi normativi che hanno cambiato, negli ultimi anni, molte dinamiche occupazionali, aumentando le opportunità ma anche la precarietà.

Ci sono poi attività frutto di cambiamenti sociali, legate alle nuove tecnologie e all’esigenza di avere tutto senza spostarsi da casa. “I rider – sottolinea Polizzotti – sono la risposta a un bisogno, una realtà importante e durante la fase più dura della pandemia hanno svolto un servizio essenziale”.

Non più solo un “lavoretto” per studenti che vogliono guadagnare qualcosa nel tempo libero ma una professione su cui molti contano per costruirsi un reddito. A Messina la Cisl ha predisposto un punto informativo, di consulenza, di ascolto delle istanze e dei bisogni dei riders che dopo l’accordo tra Cgil Cisl e Uil e JustEat possono essere assunti con contratto della logistica. I dirigenti della Fit Cisl e della Felsa Cisl, Letterio D’Amico e Francesco Polizzotti, avvieranno questo servizio nell’ambito di un progetto pilota. “L’iniziativa dell’help desk – sottolinea Polizzotti – nasce per fornire approfondimenti sul loro contratto e l’accordo con JustEat, ma anche per offrire una sede fisica in cui possono riunirsi, lasciare la strumentazione. Intorno alle 18 si ritrovano a piazza Antonello, è quello il loro punto d’incontro in attesa dell’ordine della piattaforma. Nell’organizzazione del lavoro è tutto misurato attraverso le prestazioni, ma anche tramite una valutazione che dà il ‘capitano’ che si accerta che prendono servizio, che consegnino. In futuro JustEat dovrebbe realizzare un’app perché adesso è tutto tramite smartphone. Non hanno una sede fisica dove presentarsi e avere chiarimenti. Ci sono delle iniziative che dovremmo definire nelle prossime settimane anche con il coinvolgimento dell’Atm per dotare i ragazzi di alcune postazioni dedicate. Si sta anche pensando a delle convenzioni con delle officine per la manutenzione dei motorini”.

A Messina lavorano circa una novantina di rider, trenta dei quali con JustEat. Molti sono stranieri, in particolare cingalesi. “Difficile – spiegano i sindacati – quantificare con precisione. Lo si potrà fare tra qualche mese, quando si farà un’estrazione trimestrale delle tipologie di assunzione fatte sul territorio”.

In provincia molti ristoranti hanno il proprio fattorino, che però viaggia con la casacca delle piattaforme da dove arriva l’ordine e a cui va quindi una percentuale. “All’inizio – evidenzia Polizzotti – siamo stati coinvolti come Felsa Cisl nella ricerca di strumenti di tutela per questa categoria. Loro si erano organizzati spontaneamente, non volevano essere sindacalizzati e tutt’ora c’è una certa resistenza”.

Il primo contratto specifico per i rider è arrivato nel settembre del 2020 e venne firmato tra Ugl e Assodelivery. Una svolta per la categoria, ma la rivoluzione è arrivata con l’accordo aziendale del marzo 2021 firmato da Cgil Cisl e Uil con JustEat Takeaway, che prevede l’assunzione con inquadramento nel settore della logistica. I riders da autonomi passano a dipendenti con contratto part time da dieci, venti o trenta ore settimanali, sono riconosciute festività, straordinari, ferie, malattia, maternità/paternità e tutte le coperture assicurative ma la sfida adesso è fare aderire anche le altre piattaforme e soprattutto avere riscontri sull’applicazione dell’accordo ed eventualmente fare degli aggiustamenti.

“Il contratto – spiega Polizzotti – va misurato nella vita concreta del lavoratore. L’aspetto sindacale lo cura la Fit Cisl, però la Felsa Cisl continuerà ad avere un rapporto dinamico, vedere come costruire un abito contrattuale intorno a questa figura che non ha precedenti”.

Non tutti i fattorini, però, hanno accolto con entusiasmo la possibilità di stabilizzazione. “Chi fa il rider parallelamente ad altre attività – conclude il sindacalista – si è sentito un po’ spiazzato. Il contratto ha avuto un effetto bumerang che impone delle scelte”.

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