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Messina, rilancio del porto nel segno delle infrastrutture

Lina Bruno

Messina, rilancio del porto nel segno delle infrastrutture

sabato 19 Dicembre 2020 - 00:01
Messina, rilancio del porto nel segno delle infrastrutture

Intervista al presidente dell’Autorità dello Stretto, Paolo Mega, a un anno dal suo insediamento. Fondamentale pianificare le strategie per recuperare il terreno perso a causa del Covid-19

MESSINA – Un anno complicato un po’ per tutti, in cui il presidente dell’Adsp dello Stretto, Mario Paolo Mega, non immaginava che i suoi primi dodici mesi al vertice dell’Autorità di sistema portuale sarebbero stati segnati da un’emergenza sanitaria mondiale.

Nonostante questo, però, si dice soddisfatto dei risultati raggiunti, con una trasformazione strutturale dell’ente avviata che ha dovuto tenere conto dell’allargamento delle competenze sugli altri due porti dell’area dello Stretto, ovvero Reggio Calabria e Villa San Giovanni. È stata completata la governance con la nomina di Domenico La Tella a segretario generale, è stato approvato il Piano triennale delle opere e il Bilancio preventivo 2021 e pluriennale 2021/2023. Una programmazione e una linea strategica che guarda con fiducia alla ripresa dei traffici del 2021 e 2022 e che punta sul potenziamento infrastrutturale.

“I traffici – dice – hanno avuto una flessione del 6%, ma il crocierismo si è quasi azzerato con un -97%. Le minori entrate però sono state riassorbite in bilancio e anzi siamo anche riusciti a ridurre i canoni concessori per gli operatori”.

Per la prima volta l’Istituzione si deve confrontare con i territori di due regioni. “È costante – spiega il presidente – il confronto con i sindaci e con le istituzioni regionali della Calabria. Il dialogo è stato da subito proficuo. Finalmente si comincia a ragionare in termini di Sistema portuale dello Stretto e non più di singoli porti”. Qualche difficoltà in più con la Regione Sicilia e il presidente Nello Musumeci, il quale ha fatto una serie di ricorsi contro la nomina di Mega e non ha quindi designato il suo rappresentante nel Comitato di gestione.

Su quali opere punta l’Authority per il rilancio dell’area?
“Nel bilancio approvato abbiamo costituito un fondo per le progettazioni nove milioni di euro già disponibili, che serviranno per fare partire tutta una serie di studi di fattibilità per opere previste nel Piano triennale. Questo è fondamentale perché avere i progetti significa poter accedere ai finanziamenti. Poi ci sono una serie di interventi prioritari, c’è la costruzione di una stazione marittima passeggeri, con annesso sistema di collegamenti pedonali protetti per i passeggeri a piedi, oltre al potenziamento degli ormeggi per i mezzi veloci nel porto di Villa San Giovanni per una spesa di circa 25 milioni di euro. Conto sulla necessità di aumentare gli ormeggi dei mezzi veloci intanto, perché Blu jet ha aumentato il numero delle corse ma soprattutto perché, con il nuovo progetto della continuità territoriale per le isole minori della Sicilia e con i collegamenti adesso più numerosi e costanti nell’arco dell’anno tra Calabria ed Eolie, i mezzi faranno scalo anche a Villa. Stiamo lavorando con Rfi perché ci siano dei percorsi facilitati e dedicati per i viaggiatori tra stazione e porto”.

Altra opera importante il porto di Tremestieri: a cosa possono essere imputati i ritardi sulla sua realizzazione?
“È un appalto del Comune con cui collaboriamo. Il progetto era un po’ datato, quindi si sono presentati alcuni intoppi che l’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Mondello, ha cercato di superare. Possiamo dire che le criticità sono ormai superate. Il cantiere ha ripreso la sua attività e la incrementerà nei prossimi mesi”.

Altro tema cruciale è quello della Zona falcata, con annessa riqualificazione. A che punto sono le caratterizzazioni?
“La gara dovrebbe essere conclusa entro la fine dell’anno e nei primi quattro mesi del 2021 partiranno le analisi e i campionamenti con il supporto dell’Università. Tra lavori eseguiti e somme impegnate abbiamo messo a disposizione della Falce già un milione e settecentomila euro. Anche noi saremmo ben contenti di aprire il sito alla pubblica fruizione, specie la Real Cittadella. Ma se non si verifica il suo stato di contaminazione e quali parti bonificare, non è pensabile e non lo farò mai nel mio ruolo. Ben venga la disponibilità manifestata dal presidente Musumeci di mettere a disposizione delle risorse. Ne servono però di importanti: abbiamo fatto richiesta al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ci auguriamo di essere sostenuti. Parliamo di un centinaio di milioni di euro”.

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