Messina, risanamento tra i buoni propositi per il 2021 - QdS

Messina, risanamento tra i buoni propositi per il 2021

Lina Bruno

Messina, risanamento tra i buoni propositi per il 2021

martedì 05 Gennaio 2021 - 00:01
Messina, risanamento tra i buoni propositi per il 2021

L’eliminazione delle baracche dal capoluogo messinese è ancora tra i punti più importanti nell’agenda dell’Amministrazione De Luca Si attendono risposte anche da parte del Governo nazionale

MESSINA – Nuovo anno, problema antico, conseguentemente riscritto nell’agenda del 2021 come lo è stato in tutte quelle degli ultimi trent’anni.

Le baracche rimangono una ferita aperta che affonda le radici nel terremoto del 1908, di cui si ricorda ogni 28 dicembre l’anniversario, ma che nel tempo sono diventate simbolo di una vera e propria “questione sociale”, capace di condizionare la vita di generazioni e la crescita di parti importanti della città, con i sette ambiti di Risanamento non in periferia ma ormai in pieno centro urbano.

Risanare le aree degradate e dare una casa dignitosa a circa duemila famiglie è quindi tra i principali obbiettivi che il sindaco Cateno De Luca si è posto per l’anno appena iniziato. In attesa che l’iter della proposta di legge in discussione faccia il suo corso, l’Amministrazione sta cercando ogni strada possibile per risolvere la questione, anche con il Recovery plan presentando tra le altre una scheda progettuale con la richiesta di circa 197 milioni di euro. L’emergenza sanitaria, con le chiusure e le restrizioni, ha messo ancora di più in luce il dramma di chi vive in baracca. I positivi del rione Giostra, scoperti qualche settimana fa, hanno spinto il nuovo commissario ad acta per l’emergenza Covid dell’Asp, Marzia Furnari, sollecitata da Arisme, ad avviare uno screening con tampone rapido sui circa ottomila abitanti delle baraccopoli, per individuare eventuali altri focolai.

Il Comune ha pronti 20 milioni di euro per l’eventuale piano di evacuazione con trasferimento in Covid hotel. La requisizione delle strutture spetterebbe alla Prefettura, come affermato dal sindaco Cateno De Luca, che ha promesso un esposto in Procura qualora dovesse arrivare dall’Asp un provvedimento che intimi i soggetti positivi al Covid a trascorrere la quarantena nelle baracche. “Come può un’istituzione pubblica che deve tutelare la salute – ha affermato De Luca – costringere delle persone a stare in ambienti con tetti di amianto e servizi igienici inesistenti?”.

Si è arenato invece in Commissione Ambiente della Camera il lavoro che si stava facendo per la stesura di un testo unico che facesse da sintesi tra le proposte presentate da Forza Italia, Movimento 5 stelle e Partito democratico sul Risanamento delle aree baraccate. Malgrado si sia partiti in modo diverso, tra maggioranza e opposizione sembrava ci fosse ormai unità di intenti. Ma non soltanto l’iter si è bloccato, non si è neppure riusciti a intervenire compatti in Finanziaria con un emendamento, così come i rappresentanti delle forze di maggioranza (M5s e Pd), avevano assicurato mesi fa.

“Mi auguro – ha affermato la parlamentare messinese di FI, Matilde Siracusano, che da anni segue la situazione delle baraccopoli – che con il nuovo anno la legge possa finalmente divenire realtà, con la partecipazione responsabile di tutte le forze politiche. Per questo mi appello alla presidente Alessia Rotta, che ha sempre guidato la Commissione con equilibrio e grande senso delle istituzioni, affinché già nelle prime settimane del 2021 si possa accelerare l’iter di questo importante provvedimento”.

In attesa della legge speciale del Parlamento si va avanti con la consegna degli alloggi disponibili, mentre dalla Regione è arrivato un finanziamento per le demolizioni delle baracche abbandonate dopo le assegnazioni, in varie zone della città. L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha infatti stanziato (ex Lr 10/90) oltre due milioni seicentomila euro per interventi di demolizione e risanamento a Camaro Sottomontagna, via delle Mura, via Macello Vecchio e Annunziata Alta. Inseriti anche interventi di demolizione nella Salita Tremonti.

“L’attività di demolizione – ha sottolineato il sindaco – costituisce il fulcro centrale nel progetto di totale eliminazione delle baracche dalla città, non consentendo il proliferare del malcostume dell’occupazione, purtroppo diffuso e dettato spesso dal bisogno, che di fatto ha da sempre impedito di liberare Messina da questa vergognosa piaga”.

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