“Rivoluzione per la Sicilia” è il 2022 secondo Cateno De Luca - QdS

“Rivoluzione per la Sicilia” è il 2022 secondo Cateno De Luca

Lina Bruno

“Rivoluzione per la Sicilia” è il 2022 secondo Cateno De Luca

giovedì 06 Gennaio 2022 - 00:40

Il sindaco presenterà alla fine di questo mese le dimissioni per dedicarsi alla campagna elettorale per le regionali. Ma l’impegno per la Città dello Stretto, a suo dire, sarà inalterato

MESSINA – Il sindaco Cateno De Luca concluderà tra poche settimane il suo mandato e questa volta sembra proprio che le dimissioni, tante volte evocate in questi tre anni e mezzo, si concretizzeranno.

Il fatto che lascerà anticipatamente Palazzo Zanca non piace a una parte della città, a chi ha fatto l’opposizione alla sua Giunta in primis, ma anche a molti estimatori che credevano nelle azioni intraprese e che le vedono adesso interrotte, magari per ambizione personale.

Non è allettante poi la prospettiva di un commissariamento, che potrebbe non essere breve e paralizzare ogni cosa mentre la città ha bisogno di correre per spendere tutte quelle risorse di cui può disporre.

I dubbi sulla bontà della scelta presa dal primo cittadino l’hanno sottolineata a fine anno al QdS i tre segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil (leggi qui) – Giovanni Mastroeni, Nino Alibrandi e Ivan Tripidi – ma la manifestano sempre più nei commenti social anche i fan più attivi di De Luca.

Il sindaco sa benissimo che molti non comprenderanno, tanto che nel messaggio di auguri di fine anno ai messinesi ha dedicato molti minuti per spiegare la sua strategia, che “pone Messina – ribadisce – al centro di una rivoluzione generazionale e non solo nella politica siciliana ma nazionale. In questo Palazzo ho fatto tutto ciò che potevo e anche di più, rischiando. Purtroppo non è sufficiente”.

Messina quindi può determinare, secondo De Luca, gli equilibri regionali e nazionali e la partita della prossima Presidenza della Regione diventa fondamentale per mandare dare una scossa a questa terra. “Certi cambiamenti strutturali – ha affermato il sindaco – non li può fare la classe politica figlia di quella fase. Non può intervenire in certi ambienti chi è stato complice. È una questione anche anagrafica: il lavoro da fare è immane e ci vuole quella freschezza, una tempra, che ci garantisca una vera svolta”.

Le dimissioni però per De Luca non significano lasciare il Governo della città, perché ha già in mente la “successione”, il suo candidato (Carlotta Previti?) seguendo uno schema già utilizzato in altre realtà amministrate. “La partita – ha detto – inizia a fine maggio. Ci saranno le elezioni e i messinesi dovranno scegliere se proseguire con il modello De Luca o dare la città a chi l’ha stuprata in questi anni. Ovviamente io sarò in campo, mi avete voluto a giugno 2018 e ho mantenuto fede all’impegno”.

E per sottolineare la forza del suo impegno forse, a un certo punto è stato tirato in ballo anche il disimpegno di altri. “C’è la nomina di un commissario per gli inadempimenti del Consiglio comunale – ha evidenziato De Luca – che si è rifiutato per ben due anni di discutere la relazione sull’attività svolta dal sindaco, perché questo Consiglio non è all’altezza di confrontarsi con me. Ha violato la legge per ben due volte e ha avanzato come scusa il fatto che il sindaco trattava male i consiglieri”.

“La maggior parte di voi – ha affermato ancora De Luca rivolgendosi agli inquilini dell’Aula, chiamati spesso in questi anni ‘asini volanti’ – vive la politica come l’essenza del parassitismo”.

Il sindaco ha colto in ogni caso l’arrivo del 2022 per fare una cronologia degli appuntamenti elettorali in arrivo, non facendo però alcun riferimento al referendum per il nuovo comune Montemare, con alcuni villaggi della zona Nord che vogliono staccarsi dal capoluogo. “Partita dedicata a Messina – ha affermato – a maggio. A novembre elezioni per il presidente della Regione, marzo 2023 elezioni nazionali, dove diventa indispensabile un movimento meridionalista che rilanci la Questione meridionale, che faccia seriamente le barricate”.

“La rivoluzione per liberare la Sicilia – ha concluso De Luca – è generazionale. Mi appello ai giovani che non possono scegliere di rimanere o andare via, tenuti lontani dalla politica: siete voi che dovete reagire, il nostro esercito di liberazione punterà molto su di voi, non ci sarà spazio per deputati uscenti, contaminati ormai lontani dall’essenza nobile della politica. Se per diventare presidente della Regione devi essere battezzato da partiti nazionali rimarrai sempre al guinzaglio dei partiti nazionali, se il Meridione non riuscirà a organizzarsi autonomamente continuerà a prendere umiliazioni come è successo con il Recovery fund, con i meridionali derubati di oltre il 50% delle risorse. I Messinesi avranno una grande responsabilità: tutto partirà dall’esito delle elezioni di fine maggio”.

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