Metro, lungomare pedonale e rete museale “Vi racconto la mia Catania del futuro” - QdS

Metro, lungomare pedonale e rete museale “Vi racconto la mia Catania del futuro”

Maria Francesca Fisichella

Metro, lungomare pedonale e rete museale “Vi racconto la mia Catania del futuro”

sabato 20 Giugno 2020 - 00:00
Metro, lungomare pedonale e rete museale “Vi racconto la mia Catania del futuro”

Salvo Pogliese, ospite del QdS per il 2.904° forum con i Numeri Uno. Corso Martiri? “A breve bando per il parcheggio di piazza Repubblica, il resto del progetto è in mano ai privati”

Come abbiamo riportato in un’inchiesta sulla “Catania del futuro”, la città entro il 2030 potrebbe presentarsi con un nuovo volto: una lunga passeggiata “libera dalle auto” da Ognina fino agli Archi della Marina. Attualmente è previsto il progetto per una viabilità secondaria su viale De Gasperi (da Ognina a Piazza Europa) e l’interramento dei binari all’altezza della stazione, con conseguente “liberazione” degli Archi, che potrebbero diventare pedonali. Mancherebbe però un tratto per realizzare quello che potrebbe essere un lungomare pedonale tra i più lunghi d’Europa, ovvero tra Piazza Europa e il Passiatore. Esiste un progetto per realizzare un percorso pedonale e ciclabile “sotto” il Viale Africa?
“È un progetto che sta andando avanti. è in corso la verifica dei vari passaggi, tra cui l’interramento della linea ferrata. C’è qualche problema tecnico nell’area dove sorgono le Ciminiere e c’è la necessità di decidere dove ubicare il cantiere. La scelta sembrerebbe orientata su Villa Pacini. C’è, poi, da capire cosa fare con gli Archi della Marina…”.

Ma perché non fare come sul “Ponte Vecchio” di Firenze, una passeggiata tra l’Etna e il mare con una schiera di botteghe artigiane…
“Attualmente ci sono ‘varie anime’, idee diverse. Ma l’orientamento è quello di fare un concorso internazionale, poiché si tratta di una scelta urbanistica importante. Però, intanto, vi è un progetto che ha un finanziamento da parte di Rfi e risolverebbe l’anomalia di Catania e del suo rapporto con il mare. Anche perché considerando i lavori sul versante di Acireale, e ancora presso la stazione Fontanarossa di Catania e il collegamento con Siracusa, potremmo realmente parlare di una “Linea 2” della metro. Parliamo, dunque, di una metropolitana che da Giarre porta a Catania, passando per Ognina, Picanello e Piazza Europa fino all’aeroporto, dove la fermata della metro dovrebbe essere attivata nel 2025.

Dunque, la cosa essenziale è spingere con la ferrovia…
“Come dicevo c’è il finanziamento e stanno appaltando. Al Comune è stato richiesto il supporto: è stato necessario, per esempio, chiudere l’accordo con l’Autorità portuale per l’utilizzo di alcune banchine, ed ancora, in merito all’ubicazione della talpa, riguardo alla quale la scelta da parte dell’ingegnere Leocata sembra propendere per Villa Pacini. Un sacrifico necessario”.

In corso dei Martiri è di nuovo tutto fermo. Ma insomma, quando si riuscirà a bandire la gara per il parcheggio interrato? E quando si potranno finalmente iniziare i lavori per realizzare il progetto dell’architetto Cucinella?
“Da qui a brevissimo sarà pubblicato il bando per il parcheggio in Piazza della Repubblica, che conterà oltre 200 posti auto, realizzato con fondi privati. Si prevede che possa essere consegnato in 24 mesi. Un progetto di fondamentale importanza per quell’area. Per quanto riguarda il progetto nel suo complesso, c’è chi sostiene che il mercato immobiliare, in questo momento, non è particolarmente favorevole, e ciò ha provocato un rallentamento. Questo dicono i fatti. La questione di Corso dei Martiri è dei privati che hanno relizzato tutto il progetto, il Comune può solo ricoprire una funzione di supporto. Poi, l’altro tema sul quale bisogna fare una riflessione aggiuntiva, benché sia stato espresso un indirizzo di massima, è l’ubicazione di uffici comunali nella torre ribattezzata ‘Pirellone’”.

Puntiamo l’attenzione sulla Cittadella giudiziaria. A che punto è?
“Sta andando avanti, oltre ogni nostra più rosea aspettativa. Il Comune ha ceduto l’area, ora è la Regione che deve far ‘camminare’ l’opera. E i finanziamenti ci sono, sia per la demolizione che per la futura Cittadella giudiziaria. Ovviamente si è attivata la sinergia tra Comune, Regione e Tribunale per conto del Ministero della Giustizia. Si è istituita una Commissione di buon livello che andrà a visionare questi lavori: il percorso è avviato. Ma sottolineo una cosa che sento fortemente: per la Catania del 2030 la svolta sarà l’intermodalità che allenterà l’entrata in città di flussi veicolari, come quelli derivanti dal noleggio, con il collegamento tramite la metropolitana con l’aeroporto, già entro il 2025; e poi ancora, non meno importante, poter collegare la città fino ad Adrano con i treni interrati. Una svolta verso la mobilità sostenibile che i cittadini hanno apprezzato, basti pensare che Fce in pochi anni ha decuplicato i propri passeggeri, passando da 600 mila ai 6 milioni dello scorso anno. Gran parte del merito va all’iniziativa dell’Università di Catania – che ha avuto una grande risonanza mediatica – la quale ha regalato agli studenti 42 mila abbonamenti, sia dell’Amt sia della Fce. Un’iniziativa lodevole anche dal punto di vista educativo, abituando i giovani a servirsi dei mezzi pubblici.

Ma non si riesce a mettere d’accordo Fce con Fs per fare la linea B? A costo zero si potrebbe fare un biglietto unico…
“Sul biglietto unico si sta ragionando, anche con Amt. In questo momento, c’è però un problema sulla stazione di Fontanarossa, che si sta facendo a 700 metri dallo scalo aeroportuale. L’intermodalità all’aeroporto sarà al parcheggio Fontanarossa dell’Amt, dove ci sarà non solo la stazione della metro, ma anche un’altra stazione di Trenitalia”.

Non si può parlare di sviluppo della città, senza pensare anche al turismo, specialmente ora che occorre un grande sforzo per superare la gravi crisi post-pandemia. Come intendete ripartire?
“Abbiamo approfittato dell’emergenza per affrontare un tema sul quale ci confrontavamo da tempo, ovvero la gestione esternalizzata dei siti museali e per la quale abbiamo pubblicato un bando, scaduto solo qualche giorno fa, per l’individuazione di una persona fisica o società che scriva il business plan. Entro luglio pubblicheremo un nuovo bando per procedere all’esternalizzazione. In questo modo non ci saranno costi per il Comune e creeremo 30 posti di lavoro per giovani brillanti, preparati, che conoscano le lingue. Si aggiunge, inoltre, la possibilità di emettere biglietti online per i musei, con in testa il Castello Ursino, l’attrazione trainante. Su tale vendita ci sarà una percentuale per il Comune, ma la cosa importante è la creazione di posti di lavoro e l’adeguato servizio ai visitatori”.

forum SALVO pogliese

L’anticipazione
Scadenza della Tari slitta al 31 luglio

Ma, insomma, cerchiamo di capire: questa Città metropolitana ha o non ha le risorse per scuole e strade?
“Sulle strade e sulle scuole c’è una notizia di qualche giorno fa: un cospicuo finanziamento di circa 100 milioni di euro da spalmare in un triennio stanziati dalla Regione”.

Parliamo dei tributi comunali, come procede la riscossione?
“Devo dire che i catanesi si sono dimostrati straordinari, nonostante il momento difficile di crisi economica. Quindici milioni di euro versati al 16 giugno per il pagamento della Tari, quando in realtà i termini sono sospesi, e dovevamo pubblicare la nuova scadenza. Una notizia che annuncio qui, in anteprima, è che la scadenza della prima rata sarà slittata al 31 luglio, mentre la prima rata era prevista per il 31 marzo e la seconda entro il 31 maggio”.

Ha detto che sono già stati versati 15 milioni di euro. In totale quanto dovreste incassare?
“Il totale atteso è di 28 milioni di euro, fra prima e seconda rata. Anche sul quel versante siamo ottimisti”.

In generale, come va col pagamento dei tributi? Perché i problemi sono due: la morosità, ossia i crediti accertati, e l’evasione.
“Avevamo creato una task force per il contrasto all’evasione con controlli capillari, poi il Covid ha bloccato tutto. Mentre, la morosità è al momento del 50 per cento”.

L’iniziativa
“Ripartiamo dal turismo congressuale e di gruppo”

Cosa può dirci dell’iniziativa di promuovere e sostenere il turismo congressuale, sportivo e di gruppo?
“Prima della chiusura per via del Covid, abbiamo fatto in tempo a presentare alla Bit (Borsa internazionale del turismo), che si è svolta a febbraio, tre regolamenti (unici e innovativi in Italia) sul turismo congressuale, sul turismo di gruppo e sul turismo sportivo (quest’ultimo sebbene vigente già dal luglio 2019) e, infine, scolastico e della terza età. Abbiamo stanziato 1 milione di euro. Il Comune darà contributi compresi tra i tre mila fino a 17 mila euro e, in più, una premialità di 2000 euro per chi si rivolge ad una società di comunicazione, a giornalisti pubblicisti o professionisti, previa presentazione di regolare fattura. In altre parole, si vuol così evitare che in occasione di congressi o eventi sportivi si chiuda la partita con il designato addetto stampa, pagandolo con 100 euro in nero. Alla Bit abbiamo raccolto molti consensi”.

Servirebbe, però, una campagna di promozione, non basta che l’idea sia buona…
“Manderemo il materiale informativo sull’iniziativa agli ordini professionali, ai tour operators, ai sindacati, ai partiti politici, ai presidi degli istituti superiori. Gli albergatori hanno accolto di buon grado l’iniziativa perché i contributi saranno commisurati al numero dei pernottamenti determinati dall’evento, che daremo agli organizzatori. Stessa cosa per le classi di studenti delle superiori sul territorio nazionale. Immaginiamo una gita scolastica: per almeno due notti e 45 partecipanti diamo 1000 euro di contributo. Stessa cosa per il turismo di gruppo, come quello rivolto alla terza età”.

Siamo nella fase 3, quando ritorneranno al lavoro tutti i dipendenti comunali?
“Entro fine mese tutto a regime. Questo, mi auguro, abbia un’incidenza a più vasto raggio. Perché tornando a lavorare in sede, il dipendente contribuisce a far girare l’economia, oltre a fare il suo lavoro nei luoghi regolari. Il dipendente che esce per la pausa pranzo, va al bar, al ristorante. Tutto torna a muoversi. Mentre sono tanti gli imprenditori della ristorazione in difficoltà con gli incassi, perché non dimentichiamo che non ci sono turisti. Un pezzo di vitale importanza per tali attività”.

Ultimo argomento. I termovalorizzatori. I rifiuti che diventano energia sono una risorsa, come accade ovunque nel mondo, da Copenaghen a Milano. Nell’Isola, invece, spesso sono “risorsa” per affaristi e criminali. Come abbiamo scritto, nero su salmone, su una recente inchiesta del QdS. Secondo la relazione della Dia “la complessità, l’incompiutezza e il frazionamento del sistema di gestione dei rifiuti hanno contribuito nell’offrire ai sodalizi mafiosi siciliani opportunità di infiltrazione”. Al Nord, quindi, energia e risparmi. Al Sud, una chimera. A Bolzano il termovalorizzatore permette di riscaldare 10mila alloggi e di illuminarne 20mila. Insomma, quando i catanesi potranno risparmiare? La bolletta ai residenti di Bolzano costa un terzo di quella dei catanesi: 186 euro contro 504 euro. Cosa può dirci? Qual è il suo pensiero in merito?
“Io sono dell’idea che vanno fatti. Magari non uno per provincia. Ad esempio Enna e Caltanissetta potrebbero andare insieme. I rifiuti che diventano energia sono una risorsa. Il governatore Musumeci si dice d’accordo ma il freno viene dal Governo nazionale, il Ministro non li vuole…”

Si sta ragionando con l’assessore regionale, Gaetano Armao, su una campagna sociale per promuovere i tesori della Sicilia, che i siciliani non conoscono, agevolando i pernottamenti. Cosa ne pensa?
“In effetti sarebbe un’opportunità, anche allargando gli orizzonti. Pubblicizzare in maniera capillare, accattivante i nostri tesori, i borghi della Sicilia significa attrarre turismo, ora che si può tornare a viaggiare. Dunque, certamente sono favorevole. Il problema erano gli spostamenti, il vero limite della Sicilia. Mentre tra Veneto, Lombardia e Romagna ci si può spostare in macchina, arrivare fino in Sicilia diventa un problema”.

Parliamo adesso dell’organizzazione della pianta organica del Comune, la sua impostazione è datata. State lavorando a una riforma in base ai costi e fabbisogni standard?
“L’amministrazione attualmente può contare su 2.500 dipendenti e la revisione delll’organizzazione della pianta organica è affidata al capo del personale. Tra gli interventi sui quali abbiamo puntato l’attenzione vi è la sburocratizzazione. Su tali percorsi possiamo contare anche su finanziamenti extracomunali. A tal proposito ho avuto nei giorni scorsi un incontro con tutti i direttori”.

In che modo state sburocratizzando il Comune?
“Per esempio, sul nostro sito ufficiale è a disposizione degli utenti il ‘Pago Pa’, dunque si rende possibile pagare online i tributi comunali, come per esempio la Tari, con gran sollievo degli utenti che non sono più costretti a fare le file agli uffici comunali. Abbiamo poi reso possibile ottenere telematicamente alcune tipologie di certificati (di residenza, storici e così via…). Una iniziativa adottata durante la chiusura per via dell’emergenza sanitari, ma i cui benefici vanno oltre la pandemia. Il progetto, però, di cui andiamo più orgogliosi è quello relativo alla concessione edilizia in 24 ore. All’utente è garantita celerità e tempi certi sulla consegna del certificato, con il versamento aggiuntivo di 2.000 euro. Ne siamo ancor più orgogliosi perché primi in Italia. Ovviamente, esiste sempre l’iter classico, nell’ambito del quale abbiamo ridotto del 50 per cento i tempi”.

A che punto è l’iter per condurre il Comune fuori dal dissesto finanziario?
“Abbiamo già deliberato l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, che è quinquennale a differenza del bilancio ordinario, ed è al vaglio del Ministero. Non si è ancora espresso. Noi partivamo da -107 milioni di euro, che siamo riusciti a riequilibrare spalmandoli su cinque anni. Stiamo gestendo la massa debitoria, ma secondo me prima di cinque anni Catania non potrà uscire dal dissesto”.

E riguardo alla Città metropolitana, i punti più importanti sono le strade e le scuole. Le strade sono quel che sono… è in corso il bando di gara per la strada dell’Etna, ma riguarda solo un piccolo segmento. Cosa può dirci, verrà realizzata una bretella anche sull’altro versante, da San Gregorio, in modo da chiudere l’anello?
“In realtà, al momento si procede da Belpasso a Nicolosi. Sono stati realizzati i primi chilometri. In termini di finanziamenti al momento noi abbiamo stanziato 25 milioni di euro del ‘Patto per Catania’, ne rimarrebbero altri 25… Perché l’opera ne costa 50. L’opera, però, è importante ed alla nostra attenzione”.

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