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Milazzo, quasi dieci anni di dissesto: ora la fine della crisi finanziaria è più vicina

Milazzo, quasi dieci anni di dissesto: ora la fine della crisi finanziaria è più vicina

Per la Corte dei Conti l’Area Metropolitana messinese presenta una delle situazioni più critiche del Paese. Sono più di trenta i Comuni interessati dalla crisi, ma ogni percorso amministrativo ha dinamiche proprie

MILAZZO – Secondo la Relazione sui Comuni in crisi finanziaria, approvata dalla Sezione delle autonomie della Corte dei Conti, è l’Area Metropolitana di Messina a presentare, la situazione più critica. Sono 31 i Comuni messinesi coinvolti in procedure di crisi finanziaria e insieme a Messina anche due centri con più di 30 mila abitanti come Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, gli altri hanno tutti meno di 15 mila residenti e tra questi sono 21 quelli con meno di cinquemila.

Milazzo, la storia del dissesto e i tentativi di riequilibrio

Ogni percorso ha una sua dinamica e per la Corte dei Conti quello di Milazzo racconta la difficoltà di uscire dal dissesto dichiarato nel 2016. Il tema è stato anche al centro dello scontro elettorale di maggio. Il Comune annovera due tentativi falliti di ricorrere al riequilibrio, il primo risale al 2012, quando l’Amministrazione prova a evitare il dissesto attraverso le nuove disposizioni introdotte dal legislatore. Il Consiglio comunale approva il 12 novembre una deliberazione con una serie di misure per aumentare le entrate e ridurre la spesa. Ma arrivano pareri negativi sia sulla regolarità tecnica sia su quella contabile, oltre al parere sfavorevole dei revisori.

La Corte dei Conti dichiara il dissesto finanziario

La Sezione regionale della Corte dei Conti dichiara inammissibile il ricorso alla procedura di riequilibrio e accerta le condizioni per il dissesto. Si parla di “perdurante inadempimento dell’ente rispetto all’adozione delle misure correttive necessarie a ripristinare gli equilibri di bilancio e a risanare la situazione finanziaria” e si accerta “la sussistenza delle condizioni previste dal Tuel per la dichiarazione dello stato di dissesto finanziario”.

Il dissesto viene quindi dichiarato nel gennaio 2013, ma nel 2015 il Tar di Catania annulla quella dichiarazione. L’Organismo straordinario di liquidazione interrompe così la propria attività e approva il rendiconto finale. Milazzo torna quindi “paradossalmente in bonis”. Nel 2016 l’ente ritenta la strada del riequilibrio. È necessario ricostruire una situazione contabile resa particolarmente complessa dalla precedente gestione in dissesto: mancano diversi rendiconti e bilanci e occorre ricostruire anche i debiti fuori bilancio relativi al periodo successivo al primo dissesto.

Milazzo, 44,3 milioni di euro di debiti fuori bilancio

Nella ricognizione viene individuata una massa di 44,3 milioni di euro di debiti fuori bilancio. Anche questo secondo tentativo, però, non arriva a compimento. Pochi mesi dopo, con deliberazione del Consiglio comunale di novembre 2016, viene dichiarato nuovamente il dissesto.

Dalle risultanze dell’indagine dei servizi ispettivi del Mef emergono le criticità rilevate dalla Sezione regionale già negli anni precedenti come il ricorso costante alle anticipazioni di cassa, definito “strutturale”, l’elevato ammontare dei residui attivi e la continua formazione di debiti fuori bilancio, soprattutto derivanti da sentenze esecutive. Ma rispetto alla fotografia della Corte dei conti al 31 dicembre 2025, a giugno è arrivato un passaggio che avvicina concretamente Milazzo alla fine del dissesto.

Il Piano di estinzione del dissesto di Milazzo

L’Organismo straordinario di liquidazione ha approvato il Piano di estinzione, integrando il documento già adottato nell’ottobre 2025 dopo le osservazioni formulate dal ministero dell’Interno. Il Piano è stato quindi trasmesso al Viminale, al quale spetta ora l’approvazione definitiva.

Milazzo, 53,4 milioni di euro di massa attiva e 31 milioni di passiva

Dai dati contenuti nel documento emerge una massa attiva complessiva di circa 53,4 milioni di euro, costituita da recupero di residui attivi, alienazioni patrimoniali, contributi, quote di mutui e altre risorse confluite nella procedura di liquidazione. La massa passiva accertata ammonta invece a circa 31 milioni di euro. Un risultato raggiunto anche attraverso il ricorso alla procedura semplificata che ha consentito all’Organismo straordinario di liquidazione di definire numerose posizioni debitorie mediante accordi transattivi con i creditori.

Una scelta che, secondo quanto evidenziato dall’Osl, ha permesso di ridurre in maniera significativa l’esposizione complessiva e di accelerare il percorso verso la chiusura della procedura. Risultano liquidati circa otto milioni di euro ai creditori che hanno aderito alle transazioni proposte dall’Organismo.

La situazione dei pagamenti ai creditori

Restano ancora da corrispondere ulteriori otto milioni di euro, di questi circa quattro milioni sono stati accantonati direttamente dal Comune di Milazzo nell’ambito degli impegni assunti con l’adesione alla procedura semplificata. Le restanti somme sono state rese disponibili dall’Organismo attraverso la gestione della procedura e le attività di recupero delle risorse confluite nella massa attiva.

La fine del dissesto finanziario di Milazzo è più vicina

L’Osl evidenzia inoltre come le disponibilità finanziarie presenti sul conto della gestione liquidatoria risultino superiori agli accantonamenti necessari per fare fronte alle passività ancora da liquidare, garantendo così la copertura degli impegni residui. Una volta ottenuto il decreto ministeriale di approvazione, l’Organismo potrà procedere al pagamento delle somme ancora dovute ai creditori e successivamente predisporre il rendiconto finale della gestione liquidatoria. Ultimo adempimento prima della conclusione formale della procedura aperta quasi un decennio fa.