Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, oggi in visita ad Ecomed, il green expo del Mediterraneo che si sta svolgendo in questi giorni nel centro fieristico SiciliaFiera di Misterbianco, in provincia di Catania.
“La parola d’ordine di questo governo – ha dichiarato il ministro alla stampa – è non solo gestire le emergenze, non solo ricostruire dopo la calamità, ma soprattutto prevenire. La prevenzione non deve essere solo strutturale, ma anche verbale e formativa, che comincia dalle scuole. Perché abbiamo la necessità di prevenire, in un contesto che, non sappiamo quanto durerà, ma è notevolmente cambiato e se cambia il clima è chiaro che deve cambiare anche il nostro rapporto con il clima con il territorio”.
Il ministro Musumeci a Ecomed, il focus sulla prevenzione
“I dati confermano – ha aggiunto – come, anche a livello amministrativo, molto spesso non ci rendiamo conto di quanto sia importante avere in ogni Comune un piano di Protezione Civile: non appena scatta l’emergenza, si convoca il Coc e per prima cosa si apre il piano comunale di Protezione Civile e si capisce quali sono le aree vulnerabili, quali sono le aree di sosta, quali sono le aree in cui realizzare un eventuale ospedale da campo. Tutto questo purtroppo non sempre è possibile laddove manca lo strumento. In tutta Italia, sono circa ottocento i Comuni che non hanno ancora pensato a creare il piano comunale e addirittura chi lo ha creato non ha pensato ad aggiornarlo, cosa che invece andrebbe fatta ogni tre anni”.
Le parole di Musumeci sull’inchiesta Niscemi
Musumeci è intervenuto anche sull’inchiesta che lo vede coinvolto come presidente della Regione Siciliana in merito alla frana di Niscemi. “È mai possibile che quattro presidenti di Regione, in quattro tempi diversi, non vengono informati del fascicolo sulla frana di Niscemi? Chi teneva quel fascicolo? Perché lo teneva nel cassetto? Perché è rimasto chiuso per quattro legislature? Qui sta il nodo dell’inchiesta sulla quale non parlo perché c’è un’indagine in corso. Io ho speso oltre 400 milioni per le frane in Sicilia, perché dovevo preoccuparmi della frana di Niscemi? Io vivo di consenso, e più realizzo sul territorio e più ho consenso. Inoltre, sulla vicenda Niscemi, non era interessata la struttura commissariale ma era interessata la Protezione civile con una intesa che si era realizzata dopo il 2008, quindi si lavora su due strutture: Protezione civile regionale e struttura commissariale”.
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