Un attacco deliberato quello avvenuto nelle scorse ore ai danni di una base italiana di Erbil in Iraq. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato dal Tg1. “Il contingente era già stato avvisato della possibilità – di un attacco – e dalle otto e mezza avevano attuato tutte le condizioni di sicurezza, quindi erano entrati nelle aree protette e non c’è stato alcun danno al contingente”. E’ stato un attacco deliberato? “Assolutamente sì, quella è una base della Nato, quindi anche americana. Già nei giorni scorsi erano avvenuti incidenti o tentativi d’attacco”.
“Abbiamo preferito lasciare in quella base il personale che è rimasto ancora in missione – spiega – perché è più sicuro degli alberghi; noi abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione, ne abbiamo trasferiti una quarantina in Giordania e degli attuali 141 era già in fase di programmazione un rientro che non è facile, perché non è possibile mandare un aereo e quindi deve avvenire via terra, probabilmente via Turchia. La stabilizzazione di quelle zone è fondamentale, perché tutte le volte che si infiammano i danni arrivano dentro le nostre case e anche se sembrano lontane sono vicine per gli effetti che hanno sulla nostra vita quotidiana”.
Tajani: “Parlerò con leader curdi e ministro Esteri Iraq”
”Oggi parlerò con le autorità del Kurdistan iracheno e con il ministro degli Esteri dell’Iraq” Fuad Hussein ”per fare un punto della situazione, sempre per garantire un’azione che sia a favore della pace, del dialogo e della riapertura del negoziato”. Lo ha annunciato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina.
Tajani ribadisce: “Non siamo in guerra e non ci entreremo”
”La posizione del governo è questa: non siamo in guerra, non entreremo in guerra”, ha ribadito il titolare della Farnesina.
“Non è certo il luogo di partenza dei droni” diretti verso la base di Erbil dove operano militari italiani, ”probabilmente saranno partiti da basi di iracheni filo-iraniani” ha precisato Tajani. ”Stiamo valutando dal punto di vista tecnico che tipo di droni siano”, ha aggiunto Tajani affermando che l’attacco ha causato ”danni materiali, ma non di enorme entità”.
L’attacco alla base italiana in Iraq
La base militare colpita in Iraq, Camp Singara – la base di Erbil – è situata al confine tra Siria, Turchia e Iran, ed è nata nell’occasione dell’operazione internazionale contro l’Isis. Negli anni, ha poi consentito ad addestrare centinaia di migliaia di militari curdi su richiesta del governo dell’Iraq. Fortunatamente nessun ferito, solo danni
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