Un missile Usa ha colpito un sito nei pressi della cittadina di Suza, sull’isola di Qeshm, nello stretto di Hormuz, secondo quanto riferisce l’agenzia iraniana Tasnim. “Le autorità competenti stanno valutando l’entità dell’incidente e il possibile livello dei danni”, riporta l’agenzia.
Trump: “Sono vicino a una decisione su un attacco massiccio a Teheran”
Nel frattempo il presidente americano Donald Trump ad Axios ha affermato: “Sono vicino a una decisione su un attacco massiccio all’Iran”.
Il ruolo strategico dell’isola di Qeshm
Con il proseguo dell’escalation tra USA e Iran, l’isola di Queshm si conferma ruolo strategico a livello internazionale: infatti, l’isola funge da piattaforma principale per la potenza navale “asimmetrica” dell’Iran, così come riportato da Al Jazeera in un’analisi sull’importanza di Qeshm.nelle strategie contro gli attacchi dei nemici.
il generale di brigata libanese in pensione Hassan Jouni, esperto militare, secondo cui che Qeshm ospita «”traordinarie capacità iraniane” all’interno di una “città missilistica” sotterranea. Questo con un unico obiettivo, ovvero quello di controllare o bloccare lo Stretto di Hormuz.
Crosetto: “Tregua molto lontana”
“La guerra è ripresa, è ripresa per la volontà di una parte dell’Iran di farla riprendere e adesso occorre ricercare e ritornare alle condizioni di partenza, cioè alla possibilità di costruire una tregua che, in questo momento, mi sembra molto lontana. Noi non possiamo che osservare dall’esterno, sperando che non si allarghi al di là del perimetro che si era già allargato l’altra volta”. A dirlo il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, a margine della presentazione del libro “Contro gli imperi” di Vittorio Emanuele Parsi, commentando gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.
Quanto al rischio di un’ulteriore escalation, Crosetto aggiunge che “la tattica che ci ha insegnato l’Iran è stata quella, la volta scorsa, di allargare il più possibile il perimetro”. “Non mi stupirebbe che, di fronte agli attacchi da parte degli Stati Uniti, possano decidere di allargarlo il più possibile. D’altronde l’obiettivo dell’Iran è creare il caos maggiore possibile. Considerano quella la loro arma principale”, le sue parole conclusive.
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