Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di giovedì 23 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 23 luglio 2026
Punti chiave
- Prezzo petrolio risale, Brent a 95,63 dollari al barile
- Media: "Usa utilizzano bombardiere B-1, il primo dalla ripresa del conflitto"
- Pasdaran: "Fermate 3 petroliere nello Stretto di Hormuz"
- Avviata nuova ondata di attacchi Usa contro obiettivi militari
- Houthi rivendicano attacchi contro 2 petroliere saudite nel Mar Rosso
- Primo ministro iracheno a Teheran mentre la tensione cresce
Prezzo del petrolio in rialzo. Il Brent , riferimento per l’Europa, è salito del +1,56% a 95,63 dollari al barile. Il prezzo del petrolio Wti, riferimento per gli Usa, è salito di +0,99% a 87,82 dollari al barile.
Secondo quanto riportato da Axios, l’esercito statunitense avrebbe utilizzato martedì un bombardiere a lungo raggio B-1 per colpire obiettivi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in Iran, stando alle dichiarazioni di funzionari statunitensi.
Secondo il rapporto, questa è stata la prima missione condotta dagli Stati Uniti con un B-1 da quando sono ripresi i combattimenti con l’Iran 12 giorni fa. Secondo Axios, il B-1 ha lanciato la sua missione da una base aerea nel Regno Unito. Il velivolo è stato avvistato sui siti web di tracciamento aereo.
I Guardiani della rivoluzione iraniani, i pasdaran, hanno annunciato di aver fermato tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz senza, però, precisare quando, in un comunicato rilanciato dall’agenzia ufficiale iraniana Irna.
Le tre petroliere hanno tentato “di imboccare il passaggio minato nel sud dello Stretto di Hormuz”, afferma il corpo dei Guardiani della rivoluzione (Irgc), l’esercito dell’Iran, “ma dopo l’esplosione e l’incendio di una di esse, le altre due hanno rapidamente fatto dietrofront e sono ripartite”.
Lo Stretto di Hormuz – scrive l’Irgc- rimarrà “totalmente chiuso finché gli Stati Uniti proseguiranno le loro azioni malvagie nella regione. Nessuna petroliera vi entrerà o uscirà e qualsiasi nave ingannata dagli Stati Uniti che intendesse passare senza coordinamento con la Repubblica islamica dell’Iran subirà la stessa sorte”, aggiungono.
Nuova notte di bombardamenti sull’Iran. L’esercito statunitense ha annunciato di aver lanciato una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani. “La missione mira a ridurre la capacità dell’Iran di minacciare le navi civili e commerciali che transitano nelle acque” al largo dello Stretto di Hormuz, secondo il Comando centrale degli Stati uniti (Centcom).
I ribelli Houthi hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro due petroliere saudite nel Mar Rosso. In una dichiarazione pubblicata su Telegram, gli Houthi hanno affermato di aver “condotto un’operazione militare mirata contro due petroliere saudite che violavano il blocco”, identificando le navi come Encelia e Layla.
Il primo ministro iracheno, <strong>Ali Al-Zaidi, oggi è atteso in visita a Teheran. Nel frattempo, cresce la tensione sia sullo Stretto di Hormuz che – a seguito dell’annuncio del blocco contro i sauditi da parte degli Houthi yemeniti filo iraniani – nel Mar Rosso. Continuano i raid e le minacce tra Iran e USA, che fanno temere l’espansione del conflitto.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Tensione crescente a causa del blocco del traffico marittimo saudita annunciato dagli Houthi dello Yemen. Diverse imbarcazioni – secondo il Washington Post – avrebbero cambiato rotta nel Mar Rosso e nelle aree limitrofe: tra queste anche petroliere. Il pericolo è che lo Stretto di Bab el-Mandeb diventi il nuovo Stretto di Hormuz. O meglio, che alla situazione di caos di Hormuz si aggiunga quella di Bab el-Mandeb. Per il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani gli Houthi sono un “pericolo reale e crescente”, soprattutto per il commercio e per la sicurezza della regione, fondamentale per il mercato energetico e non solo.
In Libano prosegue la sperimentazione delle “zone pilota” per il ritiro di Israele dal Sud, non senza qualche ostacolo. Per questo fronte di guerra, però, la via sembra quella del dialogo: Tajani ha infatti annunciato un nuovo round di colloqui Libano-Israele il 4 agosto, a Roma. Non si può dire lo stesso, purtroppo, per il fronte USA-Iran. Le minacce da ambo le parti sono costanti. Mentre nel mirino degli Stati Uniti finiscono l’isola di Larak nello Stretto di Hormuz e le infrastrutture energetiche, l’Iran minaccia di rispondere pesantemente alle azioni statunitensi. “La nostra dottrina di difesa è chiara: occhio per occhio”. Queste le parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Parole che danno un’idea dello stato di alta tensione che travolge tutta la regione.
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