Caso Mistretta, parlano il titolare e alcuni partecipanti della festa - QdS

Caso Mistretta, parlano il titolare e alcuni partecipanti della festa

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Caso Mistretta, parlano il titolare e alcuni partecipanti della festa

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domenica 02 Gennaio 2022 - 20:05

Dalle testimonianze raccolte da QdS, i giovani identificati fino a oggi sarebbero una ventina. Uno di loro dice: "Impossibile pagare 560 euro entro cinque giorni". Qualcun altro pensa di fare ricorso

Non si sarebbe fermata neanche oggi l’attività di identificazione degli avventori di un pubblico esercizio di Mistretta, quando, per la notte di Natale, è stata organizzata una festa all’interno di un bar, senza alcuna precauzione anti-Covid. I Carabinieri della locale stazione ne avrebbero identificati altri due. Sanzioni in “misura ridotta”, se conciliate entro 5 giorni, che partono da 280 euro. Diversi dovranno pagare dai 560 agli 800 euro di multa.

Al titolare del pubblico esercizio, fratello e due dipendenti compresi, il conto più salato, in totale 3200 euro di sanzioni per avere violato le regole e la chiusura dell’attività, fino a cinque giorni, se disposta dal Prefetto di Messina.
QdS.it ne ha aveva dato notizia subito dopo Natale, adesso iniziano ad emergere particolari e nomi di giovani clienti che si stanno ritrovando in queste ore a sfilare davanti ai Carabinieri del centro messinese per essere identificati (con l’ausilio del video diventato virale sui social) e per avere notificata la sanzione contestata.

Parla il titolare del bar a Mistretta

Assembramento, diffusione musica, organizzazione evento non autorizzato e avere disatteso all’obbligo di indossare la mascherina, la contestazione mossa al titolare del bar e ai dipendenti, per quanto riguarda il fratello del titolare è stato contestato anche l’assembramento.

“Non siamo nelle condizioni di pagare entro 5 giorni, quindi in misura ridotta, lo faremo quanto prima, per metterci alle spalle questa vicenda che ci ha imbarazzato parecchio, Ovviamente provvederemo a conciliare anche i verbali notificati ai nostri dipendenti”, riferisce il titolare del bar.

La festa di Natale ripresa sui social, c’era anche un Carabiniere

La situazione è altrettanto gravosa per le decine di avventori, tutti giovani e giovanissimi, che si trovavano all’esterno del locale e che attirati dalla bravata dei tre coetanei intenti a ballare su un tavolo – uno di questi era un Carabiniere in servizio a Mistretta – si sono riversati dentro il bar, generando un “assembramento non consentito”.
L’incauta esibizione, quindi il momento di euforia scoppiato nel bar della centralissima piazza, è stato ripreso da qualcuno e immediatamente riversato sui social.

Pare che il giovane militare, di origini calabresi, sarebbe stato assegnato in “servizio provvisorio” alla Stazione di Bronte, in attesa della destinazione definitiva che il Comando Regione dell’Arma gli assegnerà.

La confessione di alcuni partecipanti della festa, multati

Una giovanissima di Mistretta lamenta la consistenza delle due sanzioni amministrative che le sono state irrogate. Non indossava la mascherina, come risulterebbe dalle “immagini apparse sui vari social network”, – che non sarebbero state mostrate ai contravventori – e che si trovava all’interno del locale ove si è verificato “un assembramento non consentito di un numero di persone in corso di accertamento”.

Multa salatissima, dice una ragazza, “Per me impossibile pagarla”

Dalle testimonianze raccolte da QdS, i giovani identificati fino a oggi sarebbero una ventina, un numero non confermato dal Comandante della Compagnia Carabinieri di Mistretta, Francesco Marino, il quale conferma che l’attività di identificazione è in evoluzione ma non la consistenza dei provvedimenti a carico del Carabiniere coinvolto.

Le due violazioni che sono state contestate quasi a tutti gli avventori sono di 400 euro cadauna, in misura ridotta se pagata entro 5 giorni dalla notifica, ovvero 280 euro. “Impossibile pagare 560 euro entro cinque giorni – ci riferisce la giovane mistrettese – men che meno 800 euro, entro i sessanta”.

Qualcuno pensa al ricorso

Qualcuno pensa di proporre ricorso al Prefetto di Messina, in quanto nei “video apparsi sui vari social” – così si legge in un verbale – in tanti non si sarebbero riconosciuti senza indossare la mascherina all’interno del locale, con il rischio di vederselo rigettare e di dovere pagare la sanzione per intero. “A meno che i Carabinieri sono in possesso di altre immagini non menzionate nei verbali di contestazione”, conclude la fonte di QdS.

Rimarrebbe la strada del Giudice di Pace, nel caso di non accoglimento, al quale si può chiedere l’interruzione dell’esecutività della sanzione e di verificare la fondatezza della contestazione, a riguardo le immagini indicate dai verbalizzanti. Di fondo rimane la questione delle regole. Vanno rispettate, soprattutto quando è in gioco la salute delle persone.
                                                                                

Vincenzo Lapunzina
 

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