Mobilità e infrastrutture, “Catania è già cambiata” - QdS

Mobilità e infrastrutture, “Catania è già cambiata”

redazione

Mobilità e infrastrutture, “Catania è già cambiata”

martedì 09 Luglio 2019 - 00:00
Mobilità e infrastrutture, “Catania è già cambiata”


Nella sede della Città metropolitana l’incontro organizzato da Aiccre

CATANIA – “Le infrastrutture, che hanno già cambiato il volto di Catania e le abitudini dei suoi abitanti, in futuro diventeranno sempre più presupposto di sviluppo economico e sociale dell’intero comprensorio etneo. Guardiamo al futuro con rinnovato ottimismo grazie anche al Governo nazionale che ha concesso 700 mln di euro a fondo perduto alla nostra Città, sebbene spalmati con dei mutui sino al 2033”.

Con questa affermazione il sindaco Salvo Pogliese ha avviato al Centro direzionale Nuovaluce l’incontro sul tema “Il punto sulle infrastrutture. Quali risorse e quali opere per la Sicilia?”. Il convegno è stato ideato dal presidente dell’Aiccre Federazione Sicilia, Nino D’Asero, ed è stato organizzato con la partecipazione di Regione siciliana, Ferrovie dello Stato, Anas, Università di Catania, Ance, Ordine degli ingegneri, Fondazione ordine degli ingegneri di Catania e Città metropolitana di Catania.

Salvo Pogliese ha ricordato che nel 2013 l’aeroporto di Catania è stato declassato dall’Unione europea, pur essendo all’epoca il sesto scalo nazionale per volume di passeggeri, perché sprovvisto di un Piano intermodale e di trasporto idoneo. “Adesso i progetti in stato avanzato e quelli già cantierati – ha proseguito il sindaco catanese – modificheranno il sistema di mobilità. Infatti, nel giro di pochissimi anni, l’aeroporto avrà il tanto agognato sistema intermodale che faciliterà l’arrivo allo scalo etneo degli utenti provenienti dalla fascia centro orientale dell’Isola in meno tempo e costi”.

“Sulle infrastrutture si gioca il futuro dal punto di vista socio-economio della Sicilia – ha dichiarato Nino D’Asero -. La mancanza di opere, purtroppo, continua a desertificare la nostra isola. Gli Enti che devono programmare e poi redigere i bandi, affinché i cantieri possano partire, sono purtroppo ancora in una fase di stallo. Questo significa incertezza per il futuro e grande crisi sociale ed occupazionale. Ecco perché come Aiccre Sicilia vogliamo essere da pungolo, creando sinergie tra i vari soggetti coinvolti, per capire come superare le criticità. Innanzitutto accertando se queste ultime sono dovute alla burocrazia o sono frutto di volontà politica e di mancata capacità di spesa delle risorse stanziate, per essere destinate ad altro. Se a questo aggiungiamo pure che il Fondo ‘Sviluppo e Coesione’, che è uno strumento che lo Stato usa per riequilibrare le realtà sociali del territorio del Mezzogiorno, viene con un emendamento della Lega spostato alle Regioni, il quadro è ancora più allarmante”.

“Pur consapevoli delle notevoli difficoltà – ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Marco Falcone – posso dire con ottimismo che con la presidenza Musumeci, la Regione siciliana è riuscita a programmare interventi strategici da cantierare e concludere nei prossimi dieci anni. Il crono-programma è fitto. Pensiamo di realizzare e migliorare l’anello perimetrale di infrastrutture attorno l’isola e successivamente provvedere anche all’interno. Nel Catanese puntiamo sui lavori a Fontanarossa, su nuove fermate ferroviarie per andare velocemente dalla zona acese al siracusano, sulla riapertura della tratta ferroviaria Caltagirone – Catania, sulle strade a scorrimento veloce Catania- Ragusa e Catania-Gela, sul raddoppio della linea ferrata di Catenanuova e sull’interramento dei binari nel centro urbano di Catania”.

Presto, comunica inoltre, sarà anche realizzata in viale Africa la nuova Cittadella giudiziaria, previa la demolizione di fabbricati.

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