Le balle sull’Europa, comandano le leggi - QdS

Le balle sull’Europa, comandano le leggi

Carlo Alberto Tregua

Le balle sull’Europa, comandano le leggi

venerdì 10 Luglio 2020 - 00:00

Cerchiamo di fare un poco di chiarezza sul sistema legislativo d’Europa, visto che europarlamentari ignoranti, vertici istituzionali italiani ed altri, diffondono informazioni frammentate e destituite di fondamento, con la conseguenza che i cittadini italiani vengono confusi ad arte.
In primo luogo, ricordiamo che il Consiglio d’Europa (CdE) è un’organizzazione internazionale che non fa parte dell’Unione europea. Fondato il 5 maggio 1949 col Trattato di Londra è composto da quarantasette membri e ha sede a Strasburgo (Francia), nel Palazzo d’Europa. Dal 1989 gli è stato riconosciuto lo status di osservatore dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha sede a Ginevra.
Altri due sono gli organismi che invece si trovano ai vertici dell’Unione europea dei ventisette membri. Il primo è il Consiglio europeo che dà indirizzi politici generali, ed è composto dai capi di stato o di governo; dal suo presidente e dal presidente della Commissione europea (esecutivo).

Inoltre, vi è il Consiglio dell’Unione europea, così denominato dal Trattato di Lisbona del 2007. Esso è una sorta di seconda Camera perché ha potere legislativo. Infatti, quando si dà il via libera ai Regolamenti (così vengono denominate le leggi europee), esse debbono essere approvate sia da questo Consiglio che dal Parlamento europeo. Ha sede a Bruxelles, ha un presidente eletto a turno fra i ventisette membri e dura in carica un semestre. In atto, presidente è la Cancelliera tedesca, Angela Merkel.
Precisato quanto precede, ricordiamo ancora che tutti gli obblighi, che hanno assunto liberamente ciascuno dei ventisette stati membri, sono disciplinati dai Regolamenti (leggi), che hanno valore sovranazionale, perché i vari trattati hanno via via trasferito porzioni di sovranità nazionali dai singoli stati all’Unione europea.
Tali Regolamenti sono cogenti, cioé debbono (e non possono) essere osservati, pena l’apertura della cosiddetta procedura di infrazione che comporta, in caso di conclusioni a carico di ogni stato membro, pesanti penalità.
Quando politici ignoranti, scarsamente informati o in malafede, continuano a dire che l’Europa deve fare questo e quello o non deve fare questo e quello, non chiariscono che per modificare i Regolamenti (leggi) è necessario che vi siano delibere prese all’unanimità in qualche caso, con maggioranza qualificata in altri casi, a seconda delle materie trattate.
Quindi, è del tutto destituito di fondamento il proposito di puntare i piedi contro questo o quel Regolamento, perché in caso di controversia si perderebbe senza alcuna possibilità di replica.
Ecco perché le partite si giocano a Bruxelles, cercando alleanze sulle singole questioni, in modo tale da tentare di formare maggioranze, ripetiamo qualificate o all’unanimità, per modificare, appunto, i Regolamenti.
La questione che esaminiamo è di scottante attualità perché tutti discettano e discutono sia sul Recovery Fund che sul Mes (Meccanismo europeo di stabilità).

La Commissione europea (esecutivo), relativamente ai due possibili finanziamenti, ha inviato una lettera agli stati membri che, per la verità, è destituita di fondamento legale, in quanto travalica i Regolamenti che disciplinano i prestiti.
In particolare, la Commissione europea ha comunicato che i vincoli dei Regolamenti al riguardo sono stati sospesi per tutto il 2020, in osservanza alla straordinaria e gravissima vicenda che ha colto la popolazione europea colpita fortemente dal virus Corona. La sospensione è un atto che la Commissione non poteva prendere perché l’Esecutivo ha l’obbligo di osservare i Regolamenti e non può permettersi di sospenderne l’efficacia.
Tuttavia, si può chiudere un occhio sulla materia, ma è pacifico che finito l’anno corrente, in quello prossimo tutte le norme riprenderanno la loro normale efficacia e fra queste quelle riguardanti i prestiti.
Le condizioni, chiamate condizionalità, sono tassative e non possono essere modificate se non si modificano a monte le leggi. Tutto il resto è noia, ovvero un insieme di stupidate.

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