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Molti siciliani sono contro la Sicilia

Molti siciliani sono contro la Sicilia
Ponte sullo Stretto di Messina

Un’analisi polemica su Ponte sullo Stretto, benaltrismo e grandi opere: perché molti siciliani finiscono per essere contro la Sicilia.

Ogni volta che si verifica qualcosa di grave, persino noi siciliani facciamo a gara per denigrare noi stessi e per autoflagellarci. L’ultimo degli esempi riguarda il dramma della frana di Niscemi, per fronteggiare la quale, soprattutto a sinistra, sono stati tanti quelli che hanno auspicato la cancellazione del progetto riguardante il Ponte sullo Stretto di Messina, come se la questione rappresentasse solo un problema siciliano o calabrese e non dell’intero Paese.

Ponte sullo Stretto e benaltrismo: il confronto con le opere del Nord

Insomma, visto che per qualunque male d’Italia, soprattutto tra gli esponenti della sinistra, si invoca il definanziamento del Ponte sullo Stretto, proviamo a fare un po’ di chiarezza e magari di “sano di benaltrismo”, mostrando quante opere ferroviarie nel resto del Paese, Nord in primis, potrebbero diventare una miniera d’oro per Niscemi e per altre realtà del Sud. L’obiettivo dichiarato è quello di dimostrare che la sinistra, purtroppo da sempre, è contro la Sicilia e a favore di altre parti del Paese.

Sicilia, Nord e ipocrisia: contro l’autolesionismo dei siciliani

Non si tratta di fare la guerra tra i poveri o di dividere l’Italia, perché a me se il Nord migliora le sue condizioni fa piacere, ciò che non sopporto è l’ipocrisia, l’autolesionismo ottuso e il benaltrismo negativo sempre contrario alla Sicilia da parte di alcuni siciliani. A ogni modo proviamo a vedere, invece del Ponte, a cosa si potrebbe rinunciare o cosa si potrebbe rinviare per aiutare Niscemi o altri territori in difficoltà. Si tratta talvolta di opere riguardanti, spesso, tracciati ridondanti, che affiancano linee già esistenti, seppur peggiori. Il Ponte, al contrario, è un tracciato ex novo: introduce qualcosa di inedito, non si limita a potenziare l’esistente.

Grandi opere ferroviarie in Italia: l’elenco dei miliardi alternativi al Ponte

Ecco quindi una lista, sia pure incompleta, delle infrastrutture in questione. Preciso e ripeto che io sono contrario a questo genere di ragionamenti, ai quali “mi adeguo” solo per rispondere “pan per focaccia “a chi è contro la Sicilia. Opere Av-Ac previste, finanziate o in realizzazione: Terzo Valico e nodo di Genova, 10 miliardi di euro; Passante Av di Firenze, 3 miliardi di euro; Brennero e Fortezza-Verona, 8 miliardi di euro; Brescia-Verona-Padova, 12 miliardi di euro; Orte-Falconara, 6 miliardi di euro; Bussoleno-Avigliana-Orbassano, 4 miliardi di euro; Codogno-Cremona-Mantova, 3 miliardi di euro; Venezia-Trieste, 2 miliardi di euro; Genova-Ventimiglia, 3 miliardi di euro; Raddoppio Pontremolese, 6 miliardi di euro; Tunnel Torino-Lione, 9 miliardi di euro; Tunnel del Brennero, 9 miliardi di euro; Linea ferroviaria adriatica, 80 miliardi di euro. Totale: 155 miliardi di euro. E parliamo solo di queste opere citate, che non sono le sole, ma di cui nessuno parla, lasciandone fuori moltissime altre, che porterebbero la cifra a superare i 300 miliardi.

Salerno-Reggio Calabria e Ponte sullo Stretto: una ferrovia monca senza Sicilia

Inoltre, la nuova ferrovia Salerno-Reggio Calabria, già finanziata per 17 miliardi di euro, senza il Ponte resterebbe monca: cinque milioni di siciliani non potrebbero utilizzarla per colpa di appena tre chilometri di mare. Eppure, pur di non ammettere che il Ponte va fatto, alcuni continuano a sostenere tesi anti siciliane, anti italiane, anti europee, anti economiche ed anti solidali. Se non è stupido autolesionismo questo…

Interessi sul Ponte sullo Stretto: logistica, trasporti e mancata realizzazione

La verità è un’altra: attorno al Ponte e alla sua mancata realizzazione si nascondono interessi non sempre leciti che non riguardano solo il trasporto via nave, che dovrebbe essere riorganizzato, non soltanto il trasporto ferroviario, quello aereo o quello su gomma, ma anche la logistica, le industrie di trasformazione e tantissimo altro, sia in Italia, sia all’estero.

Perché Sicilia e Italia dovrebbero pagare le speculazioni altrui?

A questo punto, però, le domanda da porsi sono le seguenti: perché la Sicilia è l’intera nazione dovrebbero farsi carico delle speculazioni altrui? Quando sono state realizzate le grandi opere al Nord o in Europa qualcuno ha chiesto ai siciliani cosa ne pensassero?

Benaltrismo contro la Sicilia: una trappola da evitare

Insomma, la trappola del benaltrismo e dei benaltristi è vecchia quanto il mondo, ma adesso è palesemente scoperta, vogliono davvero cascarci dentro? Direi di no!