Fa ancora male e si continua a discutere sulla battuta sarcastica del presidente della Fifa Gianni Infantino che ironizzava sull’assenza della nazionale italiana ai Mondiali a 48 squadre e che – scherzando ai microfoni di un telecronista brasiliano – sottolineava “forse l’Italia si qualifica con 64 selezioni…o potremmo metterne 208 per vedere se si qualifica”.
Il ministro dello Sport e giovani Andrea Abodi è tornato sull’argomento al Forum in Masseria di Manduria, in provincia di Taranto, volendo buttare acqua sul fuoco per spegnere ulteriori (e inutili) polemiche.
“Sul tema del presidente Infantino – osserva Abodi – che ho sentito e sentirò nuovamente è una battuta che non ha fatto ridere. Devo dire che per certi versi abbiamo perso anche un po’ di spirito leggero”.
“Dobbiamo indignarci per le cose che non funzionano realmente”
Il titolare del dicastero dello Sport prosegue: “Ho letto dell’indignazione e io preferirei concentrare l’indignazione sulle cose che davvero non funzionano, per le mortificazioni e i comportamenti inadeguati per tanti fatti di cronaca che attraversano anche il calcio e che non hanno raccontato una buona storia. Vorrei che quella stessa serietà con cui è stata presa una battuta infelice fosse utilizzata come metrica per le cose di tutti i giorni”.
“Stadi vuoti più grande sconfitta, dal 22 giugno si deve affrontare il tema”
E a proposito di problemi interni, il ministro ha proseguito: “Andremo ai Mondiali la prossima volta… le cose che devono cambiare? Il talento italiano non è scomparso ma è mortificato. Questo, però, avviene in tanti campi. È necessario rendere più competitivo l’acquisto dei giocatori italiani, e il calcio deve riscoprire un po’ di sentimento. Gli stadi vuoti rappresentano la più grande sconfitta, e mi auguro che il 22 giugno con l’elezione del nuovo presidente della Figc il tema possa essere affrontato”.
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