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Alla ricerca della verità sulla morte di Noemi Impellizzeri a Riposto, entrano in azione i Ris di Messina

Alla ricerca della verità sulla morte di Noemi Impellizzeri a Riposto, entrano in azione i Ris di Messina
Noemi Impellizzeri, foto da profilo Facebook

L’obiettivo è analizzare il materiale trovato sotto le unghie della vittima, al fine di risalire al DNA di un eventuale aggressore

Continuano le indagini sulla morte di Noemi Impellizzeri, la donna di 33 anni trovata senza vita – impiccata – a Riposto, in provincia di Catania, lo scorso 23 agosto. L’ipotesi iniziale era quella del suicidio, ma sin dalle prime ore dopo la tragedia – data la presenza di alcuni elementi anomali nella ricostruzione – si è fatta strada anche la pista dell’omicidio. E adesso toccherà ai Ris dei carabinieri di Messina contribuire ai nuovi accertamenti su quanto accaduto alla giovane.

Al momento resta unico indagato nell’inchiesta per omicidio volontario Tony Proietto, 46 anni.

I Ris di Messina al lavoro per chiarire la morte di Noemi Impellizzeri a Riposto

La pista dell’omicidio mascherato da suicidio è al momento tra quelle privilegiate. L’ipotesi è che Noemi sia stata aggredita alle spalle, gettata a terra e poi strangolata. Forse con la stessa corda con cui è stata poi trovata impiccata. Ai Ris di Messina toccherà portare avanti delle analisi sul materiale trovato sotto le unghie della donna, che potrebbe rivelarsi utile per risalire al DNA dell’eventuale aggressore.

“Noi attendiamo l’esito di tutte le analisi per arrivare ad un quadro completo, e auspichiamo che il deposito delle copie forensi avvenga al più presto”, commentano l’avvocato Valeria Raciti, legale dei fratelli della vittima Erica e Gaetano e i consulenti di parte, Francesco Porcino, Luca Chianelli e Salvatore Spitaleri.

“Il nostro ottimismo – ha evidenziato Raciti in una dichiarazione riportata dall’Ansa – deriva dal fatto che all’interno dell’abitazione della vittima e sulla scena del crimine è stato svolto un lavoro eccellente. Le analisi sono in corso, e ogni tipo di risultanza andrà contestualizzata. Solo nel caso in cui fosse necessario, i consulenti avranno la possibilità di formulare riserve ed osservazioni”.

“In questa fase – ha concluso l’avvocato – dobbiamo esclusivamente attendere dati certi, che si avranno solo all’esito delle indagini svolte dalla Procura di Catania. Fino a quel momento reputo che qualsiasi ipotesi o dichiarazione non basata su certezze cristallizzate, possa essere controproducente, nonchè di intralcio all’unico obiettivo della Procura: trovare l’assassino di Noemi Impellizzeri”.

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