I dati sono agghiaccianti. Nel corso dei primi sette mesi del 2026 sono 5 i lavoratori che hanno perso la vita in occasione di lavoro all’interno della provincia di Catania. Il report arriva direttamente dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering basato su dati Inail, che calcola per il territorio etneo un indice di incidenza pari a 14,7 infortuni mortali ogni milione di occupati a fronte di una platea di 339.226 lavoratori. Il parametro colloca Catania al 66° posto della graduatoria nazionale e nella fascia gialla di rischio, al di sotto dell’indice medio italiano di 17,8 decessi per milione di occupati. Il bilancio etneo si inserisce in un contesto regionale in cui la Sicilia figura complessivamente in zona rossa, complice un indice medio superiore di oltre il 25% rispetto al dato nazionale. In termini assoluti, l’isola conta 35 decessi sul posto di lavoro tra gennaio e luglio.
Giovanni Musumeci (segretario generale Ugl Catania): “Totale mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro: ecco cosa serve per evitare le morti bianche”
Ma come mai si è arrivati a questo punto? È possibile rischiare la propria vita semplicemente svolgendo il proprio mestiere? Il segretario territoriale UGL Catania Giovanni Musumeci, interpellato da QdS.it, allarga le braccia, indicando le possibili soluzioni da adottare per ridurre al minimo le cosiddette “morti bianche”.
“È una situazione che teniamo sotto controllo da anni – esordisce Musumeci – Qualcosa è cambiata perchè la Prefettura si sta impegnando insieme all’Ispettorato e gli enti preposti a sollecitare il mondo del lavoro a mettere più attenzione sulla sicurezza. Ciò però non basta, come dimostrano i dati su Catania. Servono maggiori controlli innanzitutto: occorre rinforzare l’Ispettorato, il NIL, l’INAIL o l’Inps. Servirebbe un’attenzione maggiore da parte di chi va a fare le ispezioni nelle aziende: quando si va in un’impresa e si va a verificare i DPI, occorre verificare che anche la documentazione sia consona a quella che è l’attività svolta nella struttura in quel dato momento. Uno dei punti deboli della normativa vigente riguarda infatti il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) che spesso altro non è che un copia e incolla generico di regole. Questo non va bene perché ogni attività lavorativa ha le sue specifiche e i suoi rischi e dunque senza uno studio profondo il DVR diventa un foglio di carta. Siamo altrettanto convinti che i corsi di formazione sulla sicurezza vadano fatti esclusivamente in presenza e non da remoto. Tutto questo può aiutare anche a sensibilizzare i dipendenti sull’importanza del verificare e segnalare tempestivamente le criticità che si ritrovano all’interno dell’area lavorativa attraverso la figura dell’RLS ((Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza). La sicurezza è fondamentale: le percentuali ci dicono che nel 90% di casi le morti bianche scaturiscono dalla mancanza di sicurezza sui luoghi di sicurezza. Gli incidenti si verificano nella maggior parte dei casi in ditte a conduzione familiare. Queste tipologie di attività infatti non hanno sindacati e seguono regole proprie: urge regolamentare anche questi casi in ragione della sicurezza”.
“Il 25 settembre tavolo in Prefettura sulla Zona Industriale di Catania”
Giovanni Musumeci, ai microfoni di QdS.it, anticipa inoltre una riunione convocata nelle scorse ore dalla Prefettura che ha deciso di convocare i sindacati nella giornata di venerdì 25 settembre per discutere della questione sicurezza nel lavoro e nello specifico della Zona Industriale di Catania: “Siamo stati convocati dalla Prefettura per discutere delle problematiche relative alla Zona Industriale di Catania – conclude Musumeci – La sicurezza non è solo nei cantieri, ma anche nel percorso che da casa conduce la persona al luogo di lavoro: servono strade prive di ostacoli o illuminazione senza problemi, per fare degli esempi, ossia piccoli accorgimenti che non risolvono totalmente il problema ma possono aiutare a lottare contro il fenomeno degli incidenti sul lavoro. Giorno 25 tutti i sindacati, ovvero CGIL, CISL, UIL e UGL si recheranno in Prefettura per discutere della sicurezza sul lavoro”.
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