Ancora troppi e incessanti i numeri locali e nazionali riguardo alle morti sul lavoro, con un primo semestre del 2026 che ha registrato 428 vittime in totale in Italia, con un dato che si abbassa rispetto al 2025, ma che resta comunque molto alto. In tal senso, in questa prima parte dell’anno le zone rosse sono sei: Calabria, Liguria, Campania, Umbria, Puglia e proprio la Sicilia, dove i decessi sul posto di lavoro sono stati 29.
In Sicilia resta la zona rossa sui morti sul lavoro: l’Isola ha registrato 29 casi
In un panorama generale che vede il numero di morti sul lavoro abbassarsi del 4% in meno rispetto allo scorso anno, in Sicilia la situazione è sempre molto drastica. L’Isola infatti, come viene riportato dall’indagine di Osservatorio Vega, per il primo semestre del 2026 si piazza ancora in una zona rossa, così come altre cinque regioni d’Italia.
In tal senso, la Sicilia occupa il quarto posto a livello nazionale con i 29 casi registrati in questa prima parte del 2026, inferiore soltanto a Lombardia (53), Veneto (39) e Campania (33) e, essendo una regione nella zona rossa, ha una incidenza del +25% dei casi su ogni milione di lavoratori rispetto alla media nazionale (al 14,5%)
Le fasce più colpite. C’è ancora il maggior rischio per gli stranieri
Come viene evidenziato dall’Osservatorio Vega, la fascia più colpita nelle morti sul lavoro a livello nazionale resta sempre la stessa: quella dei 65enne e più (45,0). A seguire tra i 55 e i 64 anni (22,8) e quelli tra i 15 e i 24 anni (14,3). In valori totali però, sul piano dell’Italia intera, 128 vittime su un totale di 350 hanno dai 55 ai 64 anni. Resta anche il caso delle morti dei lavoratori stranieri. Sono 133 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro su un totale di 482, dato che certifica quanto già evidenziato dagli approfondimenti recenti.
Il commento del presidente Mauro Rossato: “Fase ancora di emergenza”
“Il calo delle morti sul lavoro rispetto allo scorso anno prosegue, ma il miglioramento osservato nei primi mesi del 2026 sta progressivamente perdendo intensità. Le 482 vittime accertate da inizio anno, la presenza di 6 regioni in zona rossa e l’aumento delle denunce di infortunio, confermano che l’emergenza è tutt’altro che superata. Particolarmente grave è la situazione dei lavoratori ultrasessantacinquenni, per i quali l’incidenza raggiunge i 45 decessi per milione di occupati, e dei lavoratori stranieri, per i quali si attesta a 37,1. Questi dati impongono di rafforzare le attività di prevenzione, controllo e formazione, con particolare attenzione alle categorie maggiormente esposte e alle cause che continuano ad alimentare un divario di rischio così marcato”. Questo quanto evidenziato dal Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, Mario Rossato, in occasione del rilascio dei riscontri dei primi sei mesi del 2026.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

