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Motus-E: guida autonoma, no all’obbligo del controllore a bordo

Motus-E: guida autonoma, no all’obbligo del controllore a bordo

Associazione propone supervisione da remoto e regole via decreto

Milano, 8 ott. (askanews) – Eliminare dalla bozza di aggiornamento del Codice della strada l’obbligo che il controllore dei veicoli a guida autonoma sia sempre presente a bordo, sostituendolo con una supervisione da remoto capace di intervenire immediatamente in caso di necessità. È una delle proposte presentate da Motus-E al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito della consultazione sul testo, che, secondo l’associazione, nella formulazione attuale rischia di frenare lo sviluppo della tecnologia in Italia.

Motus-E sostiene che l’obbligo del controllore a bordo sia in contrasto con esperienze già consolidate in diverse città e aree dell’Unione europea, dove sono attivi servizi con robotaxi, autobus e navette completamente autonome.

La modifica proposta prevede che il controllore operi a distanza, con poteri chiaramente definiti e la possibilità di intervenire con tempestività. Il titolare dell’autorizzazione, ossia la persona o la società che gestisce la flotta, dovrebbe presentare un piano di sicurezza complessivo e garantire un’adeguata supervisione da remoto.

Secondo l’associazione, questa soluzione consentirebbe ai mezzi progettati per operare senza conducente di essere utilizzati secondo le loro caratteristiche, mantenendo il controllo umano sia nella fase di sperimentazione sia per le finalità di omologazione.

Motus-E propone inoltre di affidare le norme tecniche di dettaglio a un decreto ministeriale, ritenuto uno strumento più flessibile e aggiornabile rispetto alla legge, per adeguare progressivamente le regole all’evoluzione della tecnologia.

“La sfida della guida autonoma non riguarda solo la mobilità, ma la capacità del nostro Paese di attrarre investimenti, sviluppare competenze e rafforzare la competitività della filiera industriale”, ha affermato il presidente di Motus-E, Fabio Pressi. Per Pressi è necessario definire “regole moderne, coerenti con l’evoluzione tecnologica e con quanto già avviene in Europa”, mantenendo la sicurezza come principio imprescindibile.

Tra le altre osservazioni sul Codice della strada, l’associazione chiede maggiore attenzione alla manutenzione e alla visibilità della segnaletica, nuovi segnali per distinguere le infrastrutture di ricarica in base alla potenza e alla tipologia di veicoli serviti e una segnalazione uniforme degli stalli riservati alle auto elettriche.

Motus-E propone infine di innalzare da due a quattro tonnellate il peso aggiuntivo riconosciuto ai mezzi pesanti elettrici, per compensare il peso delle batterie senza limitarne l’autonomia.