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VIDEO – Movimento Solidali, confronto allargato sulla Sicilia: “Serve una nuova classe dirigente”

Un confronto aperto tra esponenti politici, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle comunità religiose per riflettere sul futuro della Sicilia e sulle sfide da affrontare per costruire una società più giusta. Si è svolto ieri pomeriggio, nella sala Cassiopea dell’hotel Sheraton di Aci Castello, l’incontro del Movimento Solidali, guidato da Emiliano Abramo.

A moderare il dibattito è stata Silvia Scerrino. Tra i presenti il sindaco di Castelbuono, Mario Cicero; la deputata del Partito Democratico, Ersilia Saverino; Nicola D’Agostino di Forza Italia; il consigliere comunale di Catania di Controcorrente, Damien Bonaccorsi; il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca; il presbitero Dario Viganò; la docente universitaria Stefania Bonaccorsi; l’imam di Firenze, Izzedin Elzir; e il presidente del Tribunale di Catania, Francesco Mannino.

Dalle buone pratiche amministrative ai diritti delle fasce più deboli

Nel corso degli interventi sono stati affrontati diversi temi legati alla gestione del sistema pubblico e alle prospettive di sviluppo dell’Isola. Al centro del confronto le buone pratiche amministrative per migliorare il benessere dei cittadini, la necessità di recuperare il valore dell’onore, della dignità e del servizio e l’importanza di valorizzare le competenze presenti in Sicilia.

Spazio anche al dialogo tra le forze politiche, agli accordi con le opposizioni e alla difesa dei diritti delle fasce più deboli della popolazione. Tra le questioni affrontate, inoltre, la necessità di una visione organica degli investimenti, soprattutto per le infrastrutture e le strutture sanitarie, e l’attenzione alle speranze e alle opportunità delle nuove generazioni.

Il dibattito ha toccato anche il ruolo della cultura e dell’istruzione, con una riflessione sullo studio della Bibbia a scuola e un richiamo al pensiero di Umberto Eco, attraverso l’idea della fine come possibile inizio di un nuovo percorso. È stata sottolineata, inoltre, la funzione sociale dell’università, intesa come luogo di confronto e dialogo, così come l’esigenza di superare la tendenza ad attribuire sempre agli altri le responsabilità dei problemi.

Tra gli obiettivi indicati, una visione complessiva della Sicilia capace di contrastare il clientelismo e favorire la nascita di alleanze fondate sulle competenze e sul contributo delle migliori energie dell’Isola.

Abramo: “C’è bisogno di un cambio di paradigma”

A concludere l’incontro è stato Emiliano Abramo, che ha sottolineato il valore di un confronto politico aperto al contributo di sensibilità ed esperienze differenti.

«È abbastanza inusuale che in un contesto politico apriamo le porte e chiediamo di aiutarci a ragionare, un tratto che come Movimento Solidali dobbiamo conservare», ha affermato Abramo, evidenziando la necessità di non avere timore di chiedere aiuto, soprattutto in una fase segnata da logiche corruttive che hanno attraversato diversi contesti dell’Isola.

Il presidente del Movimento ha richiamato l’attenzione su una concezione della politica fondata sulla solitudine e sulla furbizia, spesso considerate strumenti per raggiungere determinati obiettivi. «Dico che c’è bisogno di un cambio di paradigma, bisogna essere donne e uomini che si danno da fare e c’è una cittadinanza che vuole invece mettere in atto un protagonismo sano, nei modi in cui ha detto Francesco Mannino, che ringrazio», ha aggiunto.

“Superare il gattopardismo e costruire una nuova classe dirigente”

Per Abramo è necessario alzare lo sguardo e affrontare problemi che, in molti casi, si trascinano da tempo. «Dobbiamo alzare lo sguardo perché alcuni problemi sono vecchi come la Bibbia e dobbiamo dire che la soluzione c’è», ha dichiarato.

Il cambiamento, secondo il leader di Solidali, richiede il coraggio di rompere con schemi consolidati che non hanno prodotto i risultati sperati. “Per uscire da una caverna ci vuole coraggio di rompere schemi vecchi che non funzionano, come lo sport preferito dei siciliani, cioè il gattopardismo. Noi abbiamo scelto di fare una cosa nuova”.

Da qui l’appello a costruire una classe dirigente capace di assumersi responsabilità e di elaborare proposte concrete per il futuro della Sicilia. “C’è bisogno di una classe dirigente nuova, dove la classe dirigente non vuol dire fare il nodo della cravatta, ma ragionare come classe dirigente”, ha concluso Abramo.

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