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VIDEO | “I prezzi del gasolio ormai non si contengono più”, autotrasportatori in sciopero e container fermi al porto di Palermo

“Prima per fare un pieno – mille litri di gasolio – ci volevano 1700 euro, oggi ce ne vogliono 2350. E questi sono soldi che metti nel mercato e li riprendi a 90 giorni, sempre se sei fortunato”. Parte da questa consapevolezza e dal bisogno di lottare per “riprendere la dignità lavorativa” persa a causa dei rincari lo sciopero degli autotrasportatori che da venerdì 16 ottobre interessa tutto il Paese e in particolar modo la Sicilia. A Palermo un gruppo di autotrasportatori dalle 10 presidio davanti al porto: sono circa 180 i container fermi e vuoti dentro un’area privata.

“Noi abbiamo chiesto cento. Magari non avremo cento, ci accontenteremo di settanta. Ma non vogliamo più essere invisibili“, è la voce di uno dei tanti professionisti del settore trasporti che oggi protesta nel capoluogo regionale.

Presidio degli autotrasportatori a Palermo: “Pronti ad andare avanti ad oltranza”

“L’adesione al fermo dei trasporti ha superato ogni aspettativa, registrando una partecipazione totale – dicono gli autotrasportatori -. In tutta la Regione non circola un solo mezzo pesante. Il dato più significativo, tuttavia, è lo straordinario sostegno ricevuto dai cittadini: studenti, commercianti, agricoltori e moltissimi operai sono al nostro fianco, incoraggiandoci a non mollare. La riduzione del prezzo del carburante è una necessità assoluta per tutti; sostenere costi così esorbitanti è ormai diventato impossibile”.

Nelle parole dei manifestanti anche un attacco alle istituzioni: “La politica siciliana si dimostra assente e incapace di comprendere sia la gravità del problema sia le imminenti, pesanti conseguenze per l’intero territorio. Non abbiamo alcuna intenzione di cedere. Se sarà necessario, la protesta continuerà ad oltranza: senza risultati concreti, non libereremo i piazzali”.

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