Muffa sui muri in casa, muore bimbo di due anni - QdS

Muffa sui muri in casa, muore bimbo di due anni

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Muffa sui muri in casa, muore bimbo di due anni

Redazione  |
martedì 15 Novembre 2022

Polemica dopo la tragedia nel Regno Unito: "Il piccolo deceduto per una grave condizione respiratoria"

Morto per la prolungata esposizione alla muffa nella casa in cui viveva. Così è deceduto un bimbo di appena due anni nel Regno Unito. E in tutto il Paese è scoppiata la polemica sulle condizioni di vita in alcune zone dell’Inghilterra e sulla presenza di alloggi fatiscenti.

A stabilire le cause della morte del bimbo è stata l’inchiesta del coroner pubblicata oggi sul decesso del piccolo. Si chiamava Awaab Ishak ed è morto nel 2020 a Rochdale.

Il medico legale ha constatato che la morte è avvenuta “a seguito di una grave condizione respiratoria dovuta alla prolungata esposizione a muffe nel luogo di residenza”.

Cos’è la muffa

L’umidità e la presenza di acqua nelle pareti può causare la comparsa di muffe, funghi impercettibili che durante la loro crescita producono particelle di forma sferica di piccole dimensioni (spore) che si disperdono nell’aria principalmente in estate e in autunno. All’interno delle abitazioni, come si legge sul sito del ministero della Salute, si trovano soprattutto dove è presente umidità in eccesso e scarsa ventilazione e tendono a svilupparsi più rapidamente con un clima caldo umido, come in estate e in luoghi poco illuminati, su oggetti e materiali umidi, in umidificatori o sistemi di condizionamento d’aria, non sottoposti a regolare pulizia e manutenzione.

Muffa, le conseguenze per la salute

Come si legge sul sito del ministero della Salute, è dimostrato che “l’esposizione alle muffe e/o umidità domestica si associa alla maggiore prevalenza di sintomi respiratori, asma e danni funzionali respiratori. In particolare, per quanto riguarda la salute dei bambini, i risultati complessivi di studi trasversali su bambini di 6-12 anni hanno confermato la relazione positiva tra la muffa visibile (riportata dai conviventi) e la tosse notturna e diurna dei bambini e, nelle famiglie più affollate, la relazione con asma e sensibilizzazione ad allergeni inalanti”.

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