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Quei musei che riaprono, una luce in fondo al tunnel

redazione

Quei musei che riaprono, una luce in fondo al tunnel

martedì 26 Gennaio 2021 - 00:00

Dopo mesi, l’Italia in giallo si riappropria di un pezzetto di normalità

Riaprono, almeno in parte, i musei. Lo fanno. almeno per il momento, solo nelle Regioni “gialle” del Paese e solo nei giorni feriali ma dopo mesi di buio la riapertura appare già come una sorta di “luce in fondo al tunnel”. Proprio a questo, se pur piccolo, ritorno alla normalità abbiamo voluto dedicare il trentesimo appuntamento con la Pagina Bellezza del Quotidiano di Sicilia.

IN TOSCANA

I Musei Civici Fiorentini hanno riaperto le loro porte ai visitatori. Il Museo di Palazzo Vecchio e la Torre di Arnolfo, il Museo Novecento, il Museo Stefano Bardini, la Cappella Brancacci e la Fondazione Romano, il Museo di Santa Maria Novella, il Museo del ciclismo Gino Bartali e il Memoriale di Auschwitz, questi gli spazi riaperti al pubblico, nel pieno rispetto delle norme anti-contagio.

Distanziamento, obbligo di indossare la mascherina e invito a igienizzarsi le mani di frequente con soluzioni idroalcoliche sono le condizioni indispensabili per accedere ai percorsi museali. Gli ingressi sono contingentati, le visite si possono prenotare (contestualmente all’acquisto dei biglietti) online su o presso le biglietterie fisiche dei musei.

Nel capoluogo toscano hanno riaperto anche il Giardino di Boboli, Palazzo Pitti e gli Uffizi. La Galleria degli Uffizi è aperta dalle ore 8,30 alle ore 18,30 dal martedì al venerdì. L’ultimo ingresso consentito è un’ora prima della chiusura. In questa prima fase sarà possibile intanto visitare le 40 sale del secondo piano. Si può visitare inoltre la mostra archeologica ‘Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane’, nella Sala Detti e nella Sala del Camino al primo piano degli Uffizi.

I toscani, a quanto pare, non vedevano l’ora di tornare agli Uffizi. Nel primo giorno di riapertura, infatti, le presenze sono state esattamente 776 (tra queste, quasi la metà persone di età inferiore a 25 anni) nella galleria fiorentina, il primo grande museo nazionale a riaprire i battenti in una regione in zona gialla.

A spalancare il portone del museo, accogliendo personalmente i primissimi visitatori dopo 77 giorni di chiusura, la più lunga dalla seconda guerra mondiale, è stato il direttore Eike Schmidt. Al momento della riapertura della Galleria hanno preso parte ,tra gli altri, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il consigliere del cda delle Gallerie degli Uffizi, l’ex ministro Valdo Spini. A sorpresa, dopo pochi minuti è arrivata in museo anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, oggi a Firenze per alcuni impegni istituzionali.

E nel primo giorno di riapertura Schmidt ha rivolto un appello ai giovani in maniera scherzosa, con una battuta: “Se proprio volete fare forca, fatela qui nel nostro museo”. “Rivolgo un invito particolare al giovani, ai ragazzi fino ai 18 anni che peraltro hanno anche l’ingresso gratuito: Qui si impara comunque moltissimo. E la stessa cosa vale anche per il Giardino di Boboli, luogo tradizionale della forca fiorentina. Questo non è soltanto un luogo bello, è anche luogo della conoscenza e dell’identità”, ha detto Schmidt.

IN CAMPANIA

In Campania, hanno già riaperto i siti archeologici di Paestum e Velia. “Siamo felici di questa riapertura che molti hanno definito simbolica”, ha dichiarato il direttore, Gabriel Zuchtriegel. “Per gli antichi greci – aggiunge – il simbolo era una piccola parte che indicava il ‘tutto’. Così, per noi vale la pena riaprire il Parco anche per poter accogliere una sola famiglia, che rappresenta quel ‘tutto’ verso il ritorno alla cultura e alla fruizione dei nostri siti archeologici e musei”.

Il complicato anno del coronavirus ha coinciso al Parco di Paestum e Velia con un’importante attività di lavori di manutenzione e restauri. Attualmente, a Paestum continuano i lavori finanziati con fondi Pon sia nel museo sia nell’area archeologica: nonostante alcune aree sono chiuse al pubblico, non è compromessa l’offerta culturale, ampliata con visite tematiche, a cura del personale del Parco, alle metope del tempio della Pace recentemente restaurate e oggetto di un nuovo progetto di allestimento nel giardino del museo. A Velia, i visitatori potranno partecipare alle passeggiate sul crinale degli dei, comprese nel biglietto di ingresso: un percorso di trekking tra natura e archeologia di circa 3 ore di camminata.

A Napoli, invece, ha riaperto, con grande successo, il Museo archeologico nazionale. Sono 150 i visitatori che, dalla riapertura hanno varcato l’ingresso del Museo.

La Casa-Museo di Luigi Pirandello si fa bella e si prepara a una nuova vita

Sono stati consegnati nei giorni scorsi i lavori per la sistemazione della Casa natale di Luigi Pirandello, che si trova nella contrada denominata ‘Caos, a 4 chilometri da Agrigento. La casa, una costruzione rurale di fine Settecento, verrà interessata da opere di manutenzione che riguardano sia interventi di miglioramento e di salvaguardia del manufatto, che di adeguamento strutturale con l’abbattimento delle barriere architettoniche. I lavori, della durata di tre mesi, saranno realizzati dalla Ditta Scancarello di Palermo per un importo di 133.832 euro. Progettista e direttore dei lavori è il soprintendente dei Beni culturali di Agrigento, Michele Benfari.

“I musei regionali – ha dichiarato il presidente della Regione, Nello Musumeci – appaiono tristi e fuori dal tempo. Quello dedicato a Luigi Pirandello, in particolare, costituiva offesa al buon senso. Con i lavori che stiamo avviando realizzeremo uno spazio culturale all’avanguardia, senza sacrificare il valore scientifico del materiale conservato”.

“Luigi Pirandello è un testimone prezioso – ha aggiunto l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà -. Abbiamo il dovere morale di mantenere viva e in buono stato la memoria dei luoghi che testimoniano l’esistenza dei siciliani illustri. Gli interventi appena avviati nella Casa-Museo di Pirandello rappresentano un’opera di mantenimento necessaria a garantire la memoria storica di un luogo molto prezioso non solo per i siciliani ma per il mondo intero. La casa-museo di Pirandello, con la sua posizione suggestiva e con il patrimonio letterario, umano e storico che conserva – aggiunge -, rappresenta una preziosa testimonianza di memoria e di identità da preservare e valorizzare. Il prossimo intervento, su cui il Governo regionale intende impegnarsi è digitalizzazione del museo su cui la Soprintendenza di Agrigento ha già avviato uno studio”.

La Villa dove ha sede la Casa-Museo Pirandello, appartenne ai Ricci Gramitto, avi di parte materna dello scrittore, sin dal 1817. In questa residenza, infatti, trovò rifugio la famiglia Pirandello per sfuggire alla grave epidemia di colera che nel 1867 imperversava in tutta la Sicilia. Danneggiata nel 1944 dallo scoppio del vicino deposito di munizioni delle truppe americane, venne dichiarata nel 1949 monumento nazionale. Tre anni dopo la Regione siciliana l’acquistò e diede inizio ai lavori di restauro e sistemazione della Casa e della stradella di collegamento al pino marittimo, il celebre albero sotto il quale il drammaturgo agrigentino trovò ispirazione per alcune delle sue più celebri opere.

Le stanze con vista sulla campagna ospitano una vasta collezione di fotografie, recensioni e onorificenze, prime edizioni di libri con dediche autografe, quadri d’autore dedicati a Luigi Pirandello, locandine delle sue opere più famose rappresentate nei teatri di tutto il mondo. Periodicamente la Casa ospita anche mostre temporanee dedicate al Maestro. Dal 1987 la Casa natale costituisce un unico istituto con la Biblioteca Luigi Pirandello.

montevago

A Montevago il museo diventa open-air

È stato inaugurato in occasione della ricorrenza del 53esimo anniversario del terremoto che nel 1968 devastò il Belìce, il museo open air “Percorsi visivi” ambientato tra i ruderi del vecchio centro di Montevago. Si tratta di un’iniziativa dell’associazione culturale “La Smania Addosso” con il patrocinio dell’Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, del Comune di Montevago, della Presidenza dell’Ars e dell’assessorato al Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana.

“Percorsi Visivi” è uno spazio che ospiterà laboratori creativi, eventi culturali ed enogastronomici, mostre e opere di artisti contemporanei. I primi artisti che hanno inaugurato il percorso arricchendolo di murales e dipinti sono: Ligama Pascal Catherine, Bruno D’Arcevia e Patrick Ray Pugliese.

Il progetto si pone come punto focale di un lavoro di riqualificazione dell’area del vecchio centro di Montevago, delle architetture e dei ruderi insistenti nella zona che l’amministrazione comunale si è prefissa di riportare a nuova vita affinché divengano nuovo patrimonio per la cittadina, spazi di creatività e produzione artistica nonché occasione di sviluppo sociale e turistico.

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