“Musumeci? Decideranno i siciliani dopo voto 12 giugno” - QdS

“Musumeci? Decideranno i siciliani dopo voto 12 giugno”

Patrizia Penna

“Musumeci? Decideranno i siciliani dopo voto 12 giugno”

giovedì 19 Maggio 2022 - 07:00

Il “muro” di Salvini (Lega): il nodo ricandidatura ancora non si scioglie. Crisi centrodestra “congelata”: si affronterà dopo le Comunali

ROMA – Il vertice del centrodestra ad Arcore è andato male: non c’è verso di trovare l’accordo tra Lega, Fi e Fdi sulla ricandidatura di Nello Musumeci. La questione “siciliana”, dunque, resta aperta. Anzi apertissima.

Toni “diversi” dal solito, ad Arcore, ma niente di che. Almeno così riferisce Matteo Salvini, leader della Lega, al quale non resta che minimizzare: “Vertice andato male? Niente di irrecuperabile, ci sono state posizioni diverse, ma sulla Sicilia decidono i siciliani, prima facciamo il voto del 12, poi si può risolvere la questione Sicilia”.

Salvini rinvia dunque ogni decisione a dopo le comunali

Salvini rinvia dunque ogni decisione a dopo il voto delle Comunali: “Il 12 giugno si vota a Palermo e Messina con l’obiettivo di vincere con la lista Prima l’Italia e con i nostri candidati. Il giorno dopo si può risolvere la questione come le abbiamo sempre risolte in passato”.

Fiducioso anche Fabio Rampelli, cofondatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera: “Su Musumeci siamo ancora in alto mare ma c’è tempo per ricomporre, visto che in Sicilia si voterà in autunno”.

Il centrodestra prende tempo

Il centrodestra, dunque, si mette in pausa e prende tempo ma ci sarà molto da lavorare. Lo sa bene anche Amedeo Laboccetta, presidente dell’associazione Polo Sud ed ex deputato di centrodestra che in una nota ammette: “Oggi – scrive – la coalizione che tutti i sondaggi considerano favorita per le prossime politiche rischia di andare in tilt per una serie di personalismi che l’elettorato non merita. I leader del centrodestra, senza escludere alcuni gruppi minori, hanno il dovere di chiudersi per due giorni in conclave e trovare una quadra vera e di prospettiva. Gli elettori di Berlusconi, Salvini e Meloni lo chiedono da tempo”.

Secondo Toti siamo di fronte ad “una discussione surreale

Nel complesso dibattito sulla ricandidatura di Musumeci entra a gamba tesa anche Giovanni Toti, presidente della Liguria e fondatore di Italia al Centro: “Mettere in discussione la ricandidatura di Nello Musumeci in Sicilia è qualcosa che rientra nel capriccio e nei piccoli giochi di retrobottega e non nelle risposte che dobbiamo dare agli italiani”. Secondo Toti siamo di fronte ad “una discussione surreale: due mandati di un sindaco o di un governatore sono un tempo che la legge prevede e anche il tempo della politica per realizzare il programma promesso agli elettori. È il governatore di una Regione difficile che non ha avuto incidenti di percorso gravi, credo che non sia neanche in discussione la sua ricandidatura”, ha concluso.

La crisi del centrodestra è più forte che mai

La crisi del centrodestra è più forte che mai e le polemiche si trascinano anche in Sicilia dove fa ancora discutere il sondaggio Swg che ha visto Nello Musumeci terz’ultimo nella classifica di gradimento dei governatori italiani.

“Va dato merito a Minardo, forse spinto da personali desiderata delusi – scrive in una nota la portavoce #DiventeràBellissima, Giusi Savarino, in merito alle polemiche sollevate dal segretario regionale della Lega Nino Minardo su un basso gradimento di Musumeci in un sondaggio Swg – di avere una grande capacità di ricerca, avendo individuato un unico sondaggio di gradimento meno positivo per Musumeci, mentre lo abbiamo visto silente dopo gli innumerevoli sondaggi che incoronano Musumeci vincente, contro chiunque e con qualunque formula politica e nonostante il continuo fuoco amico”.
“Sono certa – prosegue Savarino – che i leader nazionali sapranno trovare una necessaria sintesi politica per le regionali in Sicilia, così come in Lombardia. Intanto il Presidente Musumeci continua a lavorare, incontrare i siciliani e ad aprire cantieri, come domani (oggi per chi legge, ndr) ad Agrigento.”

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