Milano, 9 lug. (askanews) – Le Donne del Vino affidano alle socie più giovani il compito di aprire un dialogo diretto con i loro coetanei e lanciano il nuovo gruppo Gen Z dell’associazione, che debutta oggi su TikTok e Instagram con una prima campagna di brevi video dedicati a dubbi, falsi miti e curiosità sul vino.
Il progetto segna un nuovo passaggio nella comunicazione dell’associazione e nasce da una convinzione precisa: per avvicinare la Generazione Z al vino serve un linguaggio più immediato, credibile e vicino ai codici dei social. A coordinare il gruppo è la consigliera nazionale Roberta Urso, insieme con un nucleo di giovani socie provenienti da diverse regioni italiane.
Il primo reel affronta uno dei luoghi comuni più diffusi, “Il vino è solo per gli esperti”, e apre una serie di contenuti costruiti per parlare di sostenibilità, consumo consapevole, abbinamenti e professioni del settore. L’impostazione scelta punta sulla spontaneità: video brevi, girati direttamente dalle protagoniste, con l’idea di rendere il vino meno distante a una generazione che cerca autenticità e accessibilità.
“Oggi molti giovani percepiscono il vino come un prodotto distante, complicato, talvolta elitario”, ha detto Roberta Urso. “Un’immagine che rischia di allontanare una generazione cresciuta cercando autenticità, immediatezza e contenuti facilmente accessibili”. Da qui la scelta di affidare il racconto proprio alle socie più giovani, chiamate non solo a produrre contenuti, ma anche a sviluppare progetti e linguaggi capaci di costruire un rapporto nuovo con il pubblico under 30.
A sostenere questa scelta ci sono anche i risultati della ricerca internazionale realizzata da Nomisma Wine Monitor per Le Donne del Vino e presentata durante il Forum internazionale dell’associazione. Lo studio segnala che negli ultimi vent’anni il consumo di vino in Italia è sceso da 29,3 a 21,8 milioni di ettolitri e che, su scala globale, stanno cambiando in profondità le abitudini di consumo. Generazione Z e Millennials cercano prodotti sostenibili, autentici, capaci di raccontare una storia e di offrire un’esperienza; cresce l’attenzione verso il packaging innovativo, aumenta il consumo occasionale e l’enoturismo si conferma uno dei principali canali di avvicinamento al vino.
“Non possiamo limitarci a osservare il cambiamento: dobbiamo interpretarlo”, ha sottolineato la presidente nazionale Daniela Mastroberardino. “Il vino continua a essere un patrimonio culturale straordinario, ma per dialogare con le nuove generazioni deve imparare a raccontarsi con linguaggi nuovi, senza perdere autenticità. Per questo abbiamo scelto di dare voce alle nostre socie più giovani: nessuno meglio di loro può costruire un dialogo credibile con i propri coetanei”.
Il gruppo Gen Z è formato da Federica Bonetta di Baglio del Cristo di Campobello in Sicilia, Chiara Cecamore, comunicatrice in Abruzzo, Caterina Chiacchiarini Sartarelli di Sartarelli nelle Marche, Sara Costantini di Villa Simone nel Lazio, Naomi Deaddis di Cantina Deaddis in Sardegna, Giulia Di Simone, sommelier nel Lazio, Gabriella Favara di Donnafugata in Sicilia, Gilda Iovine di Antiche Radici in Campania, Diana L’Occaso, sommelier in Umbria, Silvia Manzella di Cantine Settesoli in Sicilia, Ginevra Prati di Oddone Prati in Piemonte, Emanuela Pugliese, ristoratrice in Emilia-Romagna, Maria Teresa Santaguida, giornalista in Calabria, Enrica Spadafora dei Principi di Spadafora in Sicilia e Ilaria Vivona di Cellaro, ancora in Sicilia.
“Questo è un primo gruppo di giovani che ha scelto di aderire al progetto”, ha ricordato Urso. “Siamo convinte che il loro entusiasmo e il loro esempio possano diventare uno stimolo per coinvolgere sempre più giovani Donne del Vino”. L’obiettivo, quindi, non è solo presidiare nuovi canali, ma aprire una fase diversa nella quale le nuove generazioni partecipino in prima persona alla costruzione del racconto del vino.
Fondata nel 1988, Le Donne del Vino conta oggi oltre 1.300 socie tra produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste, consulenti, architette e professioniste del settore.

