Due anni fa la Sicilia si svegliava con le terribili immagini di un naufragio al largo di Porticello, Santa Flavia, nel Palermitano: protagonista della tragedia, costata la vita a 7 persone, il Bayesian, uno yacht a vela di 56 metri che i costruttori etichettavano come “praticamente inaffondabile” e si è trovato invece in balìa di una tempesta finita nel peggiore dei modi. A distanza di due anni, Porticello – come le famiglie delle vittime – aspetta ancora la verità su quanto accaduto.
Sono tre gli indagati nell’ambito dell’indagine aperta dalla Procura di Termini Imerese: il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Timothy (Tim) Parker Eaton e il marinaio Matthew Griffiths che quella tragica notte del 19 agosto era di turno. Le accuse sono di omicidio colposo plurimo e naufragio colposo.
Due anni fa la tragedia del Bayesian al largo della Sicilia
Negli ultimi 24 mesi si sono susseguite teorie, ipotesi e sospetti. Rimane tuttavia ancora un mistero che dietro l’accaduto ci sia un “downburst“, un pericoloso temporale associato a forti correnti di vento discensionali e spesso pioggia e grandine, o una serie di “errori umani“. O entrambe le cose. L’unico vero elemento certo è quello che riguarda le vittime: nel naufragio del superyacht sono morti il magnate britannico Mike Lynch, la figlia Hannah, il presidente della Morgan Stanley International Jonathan Bloomer e la moglie Judy, il legale Chris Morvillo e la moglie Neda Nassiri e il cuoco di bordo Recaldo Thomas, il cui corpo è stato il primo a essere stato recuperato.
L’allerta meteo sottovalutata?
In due anni le indagini non si sono fermate. Lo scorso giugno, il Procuratore capo di Termini Imerese (Palermo) Angelo Vittorio Cavallo ha effettuato un nuovo sopralluogo sul veliero affondato. Dai primi rilevamenti, secondo quanto riportato dall’Adnkronos, sarebbe emerso che l’equipaggio potrebbe non aver tenuto “le giuste precauzioni in caso di burrasca”, sottovalutando l’allerta meteo.
E non solo. L’equipaggio non avrebbe abbassato la chiglia da 60 tonnellate. I consulenti al lavoro per chiarire la dinamica della tragedia sono l’ingegnere Alessandro Biriaco, Antonio Scamardella, docente universitario a Napoli di Architettura e statica della nave e ad Alberto Marinò, ordinario di costruzioni e impianti navali all’università di Trieste.
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