Nei primi sei mesi 2019 la Sicilia ha perso il 17,4% delle esportazioni - QdS

Nei primi sei mesi 2019 la Sicilia ha perso il 17,4% delle esportazioni

Serena Giovanna Grasso

Nei primi sei mesi 2019 la Sicilia ha perso il 17,4% delle esportazioni

mercoledì 13 Novembre 2019 - 00:00
Nei primi sei mesi 2019 la Sicilia ha perso il 17,4% delle esportazioni

Studi e ricerche per il Mezzogiorno: in testa l’export di coke e prodotti petroliferi (con 2,3 miliardi oltre il 50% dei 4,3 miliardi totali). Paesi dell’Area Euro (2,1 miliardi) e dell’Area Med (1,1 miliardi) tra i maggiori destinatari

PALERMO – Nel primo semestre dell’anno in corso, la Sicilia ha registrato un interscambio commerciale (import + export) con l’estero pari a 11,6 miliardi di euro, in calo del 13,4% rispetto allo stesso periodo del 2018. Secondo i dati contenuti all’interno del “Bollettino Mezzogiorno – Sicilia”, diffuso da Sr-m (Studi e ricerche per il Mezzogiorno), si tratta del secondo ammontare più sostenuto nel Mezzogiorno: infatti, un interscambio di valore superiore è stato rilevato solo in Campania (pari a 12,7 miliardi di euro, corrispondente al 6,4% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Nel Mezzogiorno, l’interscambio ha assunto un valore complessivamente ammontante a 50,5 miliardi di euro (-1,6% rispetto al primo semestre 2018), ovvero appena l’11% dell’interscambio rilevato in tutta Italia (453,4 miliardi di euro, ovvero il 2,1% in più).

In Sicilia, quasi i due terzi dell’interscambio con l’estero è rappresentato dall’import: infatti, con 7,2 miliardi di euro, si tratta del valore di importazioni più sostenuto per il Mezzogiorno, sebbene in calo del 10,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il restante terzo rappresenta, invece, l’export: con un ammontare pari a 4,3 miliardi di euro, stavolta scivoliamo in terza posizione nel Mezzogiorno, ampiamente sorpassati da Campania (5,8 miliardi di euro) e Abruzzo (4,4 miliardi di euro) ed in pari con la Puglia (4,3 miliardi di euro). Proprio in Sicilia, il valore delle esportazioni ha subito un vero e proprio crollo (-17,3%); al contrario si è verificato in Molise, Campania e Puglia, regioni interessate da significativi incrementi (rispettivamente pari a +24,6%, +10,4% e +10,1%).

Oltre la metà del valore esportato dalla Sicilia consta di coke e prodotti petroliferi (2,3 miliardi di euro, pari al 53,5% del totale e ben il 21,6% in meno rispetto al primo semestre 2018). Mentre tutti gli altri prodotti esportati dall’Isola si muovono nell’ordine di poche centinaia di milioni di euro: tra i valori più rilevanti rileviamo l’export di prodotti elettronici, computer e strumenti di precisione (356 milioni di euro, oltre il 50% in più rispetto all’anno precedente), sostanze e prodotti chimici (347 milioni di euro, -35,5%) e prodotti alimentari (343 milioni di euro, +1,1%).

Valori estremamente più contenuti hanno rappresentato l’export di prodotti meccanici (69 milioni di euro, +10%), prodotti tessili e di abbigliamento (31 milioni di euro, -38,9%) e di legno, carta e stampa (4 milioni di euro, +5,5%).
L’area Euro rappresenta il principale destinatario delle esportazioni (2,1 miliardi di euro), seguito a distanza dall’Area Med con 1,1 miliardi di euro (composto da Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Libano, Siria, Turchia e Giordania). Modesti valori sono stati esportati verso gli Stati Uniti (537 milioni di euro), Paesi dell’Unione Europea non euro (377 milioni di euro, con un’importante riduzione pari al 48,2%) e verso i Paesi Brics (274 milioni di euro, -30,8%), ovvero Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. L’ammontare delle merci esportate è cresciuto solamente verso i Paesi dell’Area Med (+4,8%) e verso gli Stati Uniti (+3,4%).

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