Milano, 3 set. (askanews) – Nel 2025 in Italia è stato consumato oltre un milione di tonnellate di prodotti surgelati (1.040.596), con una crescita che a volume sfiora l’1% rispetto al 2024 e un consumo pro capite annuo che è salito a 17,7 chili (nel 2024 era stato di 17,5 chili/anno). Tradotto a valore, questo significa che i consumi di surgelati lo scorso anno hanno raggiunto i 6,1 miliardi di euro, il 3% in più rispetto a un anno prima, con un canale retail che quota 3 miliardi e 866 milioni di euro, circa il doppio del fatturato del fuori casa, stimato in un miliardo e 900 milioni di euro.
La distribuzione dei volumi nei diversi canali conferma, infatti, al primo posto i consumi di surgelati tra le mura domestiche, con vendite nel settore retail che hanno raggiunto le 642.140 tonnellate (+1,1% vs. 2024), seguiti dai consumi nel fuori casa, stimati a quota 398.456 tonnellate (+1% rispetto al 2024). E se guardiamo al solo canale retail l’aumento registrato nel 2025 prosegue in crescita anche nel primo semestre del 2026, con volumi a +3,4% rispetto all’analogo periodo del 2025. A scattare la fotografia del comparto è il “Rapporto annuale sui consumi dei prodotti surgelati in Italia”, realizzato dall’Istituto italiano alimenti surgelati, per fotografare l’andamento del settore nell’ultimo anno.
“Nel 2025 gli italiani hanno continuato a scegliere i prodotti surgelati, confermando l’apprezzamento per un comparto che risponde perfettamente alle esigenze dettate dagli stili di vita odierni – spiega il presidente Iias, Giorgio Donegani – E le rilevazioni condotte sul primo semestre del 2026 (gennaio/giugno) mostrano un interesse ancora in crescita, trainato dall’aumento dei consumi tra le mura domestiche che registrano a volume un +3,4% con un +3,6 a valore, rispetto all’analogo periodo del 2025. Un andamento positivo interessa tutte le categorie merceologiche, in particolare l’ittico, le pizze, i preparati vegetali e i piatti pronti”.
Nel 2025 i consumi domestici hanno confermato il loro primato in termini di volumi. Sul podio, al primo posto, restano stabili i vegetali surgelati (esclusi i vegetali preparati e le patate): più di 204.000 tonnellate nonostante una lievissima flessione (-0,3%) rispetto al 2024, compensata dalla crescita dei vegetali preparati (+0,7%). Al secondo posto nelle preferenze degli italiani troviamo il prodotto ittico surgelato che, nelle sue varianti al naturale (64.000 tonnellate) e panato/preparato (42.000 tonnellate), supera complessivamente le 100.000 tonnellate, registrando anche lo scorso anno una delle performance più dinamiche tra i segmenti del mercato surgelati. Al terzo posto troviamo le patate surgelate, con circa 93.000 tonnellate consumate.
A seguire, le pizze, che nel 2025 hanno sfiorato le 70.000 tonnellate, con circa un +3,1% rispetto al 2024. Scorrendo la classifica, al quinto posto troviamo i piatti pronti surgelati, con quasi 66.000 tonnellate (+1,7% sul 2024). Da non dimenticare le specialità salate (pancake e altri prodotti), stimate in circa 31.700 tonnellate, anch’esse in tendenza positiva rispetto al 2024 (+1,9%), che valorizzano spesso occasioni di consumo diversi rispetto a pranzi e cene. Anche questo segmento appare in ripresa rispetto agli andamenti stabili o lievemente in calo degli anni precedenti. Significativo il rimbalzo messo a segno dai consumi di carni surgelate (+4,5% vs 2024). Performance positiva anche per il segmento dei surgelati senza glutine che, con circa 9.700 tonnellate consumate (+4,3% sul 2024) continua la sua ascesa. Pur trattandosi di un consumo di nicchia, l’aumento costante della domanda di questi prodotti indica la capacità del comparto di rispondere alle esigenze salutistiche di una fascia di popolazione con una crescente varietà di prodotti capaci, in quanto surgelati, di preservare al meglio gusto e proprietà nutritive.

