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Nella Lega sfida lombarda a Salvini ma leader dice no a passo indietro

Nella Lega sfida lombarda a Salvini ma leader dice no a passo indietro

Nella riunione di venerdì chieste dimissioni, oggi la replica: “Italiani non vogliono beghe interne”

Roma, 11 ago. (askanews) – Nessun passo di lato, né tantomeno indietro. Quelli che sono stati chiesti da alcuni esponenti della Lega lombarda nel direttivo del partito regionale che si è tenuto venerdì scorso. Una riunione fiume (quattro ore) tutt’altro che serena, secondo quanto filtrato.

Tra i promotori della ‘fronda’ – che avrebbe anche il supporto del governatore lombardo Attilio Fontana e del coordinatore regionale e capogruppo in Senato Massimiliano Romeo – Daniele Belotti, storico presentatore del raduno di Pontida, ex deputato del Carroccio non ricandidato, che oggi ne parla apertamente in un’intervista a ‘Repubblica’.

“Per me – dice – Salvini deve fare un passo indietro e dimettersi. Fare il ministro e lasciare ad altri la gestione del partito”. Belotti è “uno di quelli – dice lui – che venerdì al consiglio direttivo lombardo ha detto a Salvini le cose come stanno”. “L’impegno di Matteo non viene messo in discussione ma i voti dimostrano che la sua credibilità è venuta meno”, aggiunge. Nella Lega, prosegue, bisogna “fare un’analisi seria” e questo non significa “dire che va tutto bene, come si sta facendo negli ultimi tempi” mentre “in subbuglio ci sono anche segretari locali, sindaci e amministratori”.

Il leader e segretario, però, sembra deciso a resistere e a non cedere alle pressioni. “Stiamo lavorando per rafforzare la squadra. Detto questo di tutto gli italiani hanno bisogno ad agosto o a dicembre fuorché di polemiche, di beghe all’interno dei partiti”, ha detto stamani a margine della visita al cantiere sulla nuova stazione ferroviaria al Pigneto a Roma.

“Abbiamo fatto un congresso l’anno scorso” che si è concluso “all’unanimità per scelta dei militanti, dei dirigenti e quindi io sto lavorando anche oggi per rafforzare la squadra. Abbiamo 500 sindaci, abbiamo governatori in gamba, abbiamo parlamentari in gamba, quindi più siamo a farci carico del lavoro meglio è”, ha aggiunto. Salvini ha anche annunciato che “stiamo lavorando a una Pontida italiana ma anche internazionale, dove i temi della sicurezza, della legalità, delle libertà individuali e della tutela del diritto alla vita dei nostri figli, sarà centrale. Abbiamo invitato alcuni ospiti stranieri quindi chi vuole dare una mano a far crescere la Lega è il benvenuto”.

Proprio dall’estero, dal Portogallo, oggi Salvini ha ricevuto dal leader di Chega André Ventura pieno appoggio alla linea dura sui migranti. “Avanti Matteo Salvini, l’Europa non deve essere invasa”, ha scritto su X il fondatore del partito di estrema destra, a commento delle parole del leghista che afferma che l’Italia non sarà più il “campo profughi” d’Europa.

Per quanto riguarda le tensioni interne, a sostegno del leader interviene il senatore Claudio Borghi. “Il segretario è stato eletto all’unanimità dal Congresso l’anno scorso. È stato eletto dopo che il Congresso della Lega Lombarda ha liberamente votato chi voleva dimostrando così la trasparenza dei processi elettivi interni del Partito. Rivotare finchè non esce un risultato che ci piace è una cosa che fa solo la UE, qui i voti si rispettano e ci si prepara per il futuro”, ricorda, offrendo “una riflessione agli amici lombardi”.