Niente endorsement, informazione imparziale - QdS

Niente endorsement, informazione imparziale

Carlo Alberto Tregua

Niente endorsement, informazione imparziale

sabato 24 Settembre 2022 - 08:41

Obiettività e completezza

Finalmente ieri sera si è conclusa la campagna elettorale. Ne abbiamo sentite di tutti i colori. Non vogliamo sottolineare il linguaggio della comunicazione in tutti i canali: di presenza, radiotelevisivo, social, carta stampata e via enumerando.
Via via che si è avvicinata la fine del confronto tra le forze politiche, i toni sono diventati più alti ed esasperati, da ultima spiaggia.

In svariati anni di lavoro abbiamo vissuto decine di campagne elettorali, ma a memoria non ricordiamo la pochezza dei contenuti di questa che si è appena ultimata, soprattutto per l’assenza quasi totale dei principi etici che devono soprassedere l’attività delle istituzioni e delle persone che le rappresentano.
Quasi nessuno ha parlato dei doveri, puntualmente elencati nella Costituzione, primo dei quali quello di votare, come è previsto dall’articolo 48.

È sembrato di assistere al mercato delle vacche, in cui ognuno reclamizza il proprio prodotto dicendo che è migliore rispetto a quello degli altri, senza spiegare il perché se non in modo superficiale. Questo è frutto di una mediocrità dei partitocrati e della loro ignoranza della storia, della letteratura, della matematica, della geografia, della filosofia e di tante altre materie che ogni leader o candidato dovrebbe conoscere.

Abbiamo sentito e visto persone che ripetevano a memoria la filastrocca imparata, con argomentazioni stantie e poco significative che hanno puntato più alla pancia che alla testa delle persone. Si capisce la motivazione, che è quella di far fare agli altri ciò che non sono capaci di valutare con la propria testa.
E siccome la base della piramide della popolazione è la parte più ampia, ecco che gli argomenti e i modi usati sono stati tali da raccogliere il maggior numero di voti delle fasce basse, che sono anche quelle più numerose.

Noi abbiamo evitato di entrare nel merito delle singole questioni proposte, perché ci è sembrato inutile sottolineare la pochezza delle stesse e anche perché riteniamo che comunque ogni cittadino abbia il diritto di fare le proprie valutazioni. Ma deve stare attento a non farsi influenzare dagli affabulatori che hanno l’obiettivo di confondere le idee, in modo da fare prevalere le proprie.

I sondaggi non sono stati più pubblicati dal 10 settembre, ma hanno continuato la loro vita fornendo ai leader dei raggruppamenti politici informazioni sull’umore della gente.
Sembra ancora che oltre un terzo degli aventi diritto al voto non andrà a votare. E sembra anche che la maggior parte di questi “assenteisti” sia nella fascia bassa della popolazione, intesa come quella meno abbiente, ormai delusa, avendo perso la fiducia in tutti coloro che nei decenni precedenti hanno fatto promesse, regolarmente non mantenute.

Nonostante quanto precede, i quattrocento deputati e i duecento senatori verranno comunque eletti e saranno loro ad approvare le leggi di provenienza governativa e parlamentare.
Nel nostro Paese, esiste un’anomalia gravissima, non evidenziata nella Costituzione, e cioè che il potere legislativo e il potere esecutivo possano avere gli stessi componenti: come dire che il controllato diventa controllore. Inaudito!

Questo giornale non è entrato nel merito delle questioni proposte dai singoli partiti, ma ha sempre sottolineato le grandi questioni che Governo e maggioranza dovranno affrontare e che riguardano la sostanziale riforma della Pubblica amministrazione per renderla più efficiente, la concorrenza, l’energia e il Fisco.

Ma c’è una questione prima di ogni altra che vogliamo sottolineare e di cui i candidati non hanno quasi parlato: Istruzione e Università.
Il fenomeno dei Neet (Not in education, employment or training) è tremendo, perché significa che stanno crescendo cittadini ignoranti, i quali voteranno con le idee che gli altri forniranno e non con le proprie, o non voteranno. E poi un’Università non competitiva a livello internazionale, se non per un numero limitato di Atenei.

Non occupandosi della cultura e della formazione dei futuri cittadini, questa classe partitocratica sta commettendo un grave peccato, a prescindere dalla collocazione nell’agone politico.

Questo giornale ha sempre mantenuto una linea d’informazione imparziale, obiettiva e completa: per questo non fa alcun endorsement. Ma invita a votare!

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