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Morto Nitto Santapaola, uno dei boss più temuti di Cosa Nostra: chi era e quali sono i suoi trascorsi mafiosi

Morto Nitto Santapaola, uno dei boss più temuti di Cosa Nostra: chi era e quali sono i suoi trascorsi mafiosi
Il carcere di Opera Milano e il boss di Cosa Nostra, Nitto Santapaola (Adnkronos)

Il boss mafioso si trovava detenuto al 41 bis nel carcere di Opera, il suo ricovero in ospedale era avvenuto il 25 febbraio scorso

È deceduto nella giornata di ieri, lunedì 2 marzo, all’età di 87 anni nel carcere di Opera di Milano, dopo essere stato ricoverato presso l’Ospedale “San Paolo” di Milano. Nitto Santapaola, il cui vero nome era Benedetto, era uno dei boss mafiosi più temuti e spietati di Cosa Nostra. Si trovava detenuto al 41 bis nel carcere di Opera. Il suo ricovero in ospedale era avvenuto il 25 febbraio. La procura di Milano ha disposto l’autopsia.

E’ considerato il mandante di diverse stragi e omicidi, tra cui l‘attentato di Capaci del 23 maggio 1992, in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. Il suo fermo è datato al 1993, arrestato all’alba del 18 maggio in un casolare a Mazzarrone, nel Catanese, dopo 11 anni di latitanza.

La morte a Milano di Nitto Santapaola, uno dei più temuti tra i boss di Cosa Nostra. Chi era, le sue condanne e i procedimenti già noti

Ma chi era esattamente Nitto Santapaola? Partiamo da una premessa: Nitto Santapaola, il cui vero nome era Benedetto, era uno dei boss mafiosi più temuti e spietati di Cosa Nostra. Si trovava detenuto al 41 bis nel carcere di Opera. Il suo ricovero in ospedale era avvenuto il 25 febbraio. il cui vero nome era Benedetto, era uno dei boss mafiosi più temuti e spietati di Cosa Nostra. Si trovava detenuto al 41 bis nel carcere di Opera. Il suo ricovero in ospedale era avvenuto il 25 febbraio.

Era il 19 aprile del 1995, quando il boss mafioso Nitto Santapaola, Benedetto all’anagrafe, si presentò nell’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta, in quel caso per la prima udienza del processo per la strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, i tre agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

Questa udienza però, fu subito rinviata a causa della mancata nomina dei giudici supplenti della Corte d’assise. Come sottolinea Adnkronos con Elvira Terranova, “erano 41 gli imputati, capi e gregari di Cosa nostra accusati di avere assassinato, il 23 maggio del ’92, il giudice Giovanni Falcone con la moglie e la scorta.

Ma il processo sarà “solo l’ inizio della ricerca di una verità che non può fermarsi al livello militare dell’organizzazione del delitto”, aveva detto Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, secondo la quale bisogna andare “oltre” e scoprire i “mandanti occulti”. Per la seconda udienza del processo, la prima in cui si è entrati nella fase procedurale, si sono presentati tra gli altri proprio il boss catanese Nitto Santapaola, i fratelli Graviano, e i boss Ganci – capimafia della Noce, il quartiere dove Totò Riina si è nascosto per anni. In due anni e tre mesi di indagini, la procura di Caltanissetta li ha chiamati alla sbarra insieme a tutti i presunti responsabili di quella strage, ritenuti componenti di Cosa Nostra”.

L’ergastolo a Santapaola è datato 1997: cruciali le testimonianze dei collaboratori di giustizia

L’ergastolo per Nitto, Benedetto Santapaola, arriverà nel 1997 in primo grado. Il boss, uno dei mafiosi di Cosa Nostra, è stato condannato come mandante della strage di Capaci.

Il tutto, perchè uno di quei membri della “Cupola regionale’ di Cosa nostra. A inchiodare Nitto Santapaola furono le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Si tratta dei collaboratori Leonardo Messina, Maurizio Avola, Giuseppe Pulvirenti e Filippo Malvagna. Dunque, da loro le accuse nei suoi confronti, in quanto avrebbe partecipato tra il settembre-ottobre del ’91 a delle riunioni di vertice a Enna sul tema.

La morte di Paolo Borsellino: ancora una condanna per Santapaola, il mandante dell’attentato al giudice

Nel 19 di luglio del 1992 è stato ucciso il giudice Paolo Borsellino. Il celebre giudice, ucciso con un’autobomba che ebbe la capacità di demolire qualunque fosse intorno a Borsellino, coinvolgendo nell’esplosione anche gli agenti della scorta. A morire nell’attentato furono infatti anche Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli e Agostino Catalano.

L’ergastolo in condanna definitiva solo nel 2008

Nitto Santapaola è stato anche accusato come uno dei mandanti nel terzo processo per la strage di via d’Amelia (la Borsellino ter). Nel 2003 il processo unico su stralcio della strage “Borsellino tre” e strage di Capaci, quindi la condanna all’ergastolo con condanna definitiva solo nel 2008.

Ma il boss mafioso di Cosa Nostra, Nitto Benedetto Santapaola è stato condannato anche per altri efferati omicidi. Tra questi, chiaramente anche quello del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Come noto infatti, al maxi processo di Palermo Santapaola è stato condannato in primo grado all’ergastolo, nuovamente e sempre con il ruolo di un mandante dell’omicidio. Con lui naturalmente altri membri della Cupola mafiosa, insieme nella stessa condanna. Ma in quel caso, Nitto Santapaola venne assolto in tutti gli altri gradi di giudizio per non avere commesso il fatto. Lo riporta Adnkronos nell’articolo di Elvira Terranova.