No alla patrimoniale sì al taglio della spesa - QdS

No alla patrimoniale sì al taglio della spesa

Carlo Alberto Tregua

No alla patrimoniale sì al taglio della spesa

sabato 20 Aprile 2019 - 00:00

La ricchezza degli italiani è di 10 mila miliardi, secondo Bankitalia. Essa risiede soprattutto nel mattone di casa, in depositi bancari e postali, pochissimo nei Bpt.
L’anno scorso tale ricchezza è aumentata nella parte finanziaria rispetto a quella di abitazioni e terreni. Perché questa propensione al risparmio? La prima risposta è che, quando precipita la fiducia, i cittadini si impauriscono e tendono a risparmiare piuttosto che a spendere. Caso contrario quando aumenta la fiducia nel futuro, per cui la propensione a spendere in investimenti e consumi aumenta in proporzione.
La fiducia è il misuratore e contemporaneamente il termometro dei cittadini. Se non c’è febbre si è contenti della buona salute e quando c’è buona salute si è disposti a rischiare nel futuro scommettendo sulle proprie capacità.
Conseguenza di quanto precede è che il Governo dovrebbe agire in modo tale da infondere fiducia, e non paura, nei cittadini. Perché con la prima si va avanti e con la seconda si va indietro.

Se un Governo spende e spande al di là delle proprie possibilità deve necessariamente indebitarsi, cioè firmare altre cambiali che vanno ad accumularsi all’immenso debito pubblico, arrivato al febbraio del 2019 a ben 2.363 miliardi. Negli ultimi sei mesi è cresciuto di sei miliardi al mese. Questo debito è pari a 39 mila 383 euro in capo a ogni cittadino italiano, ivi compresi bambini, vecchi e malati. Un debito che le future generazioni (figli e nipoti) dovranno in qualche modo pagare se non vorranno che la Nazione fallisca.
Il punto è proprio questo: il fallimento della Nazione è oggi una concreta possibilità. Il conseguente aspetto più vistoso sarebbe la chiusura dei bancomat, esattamente com’è avvenuto in Grecia qualche anno fa.
Gli incompetenti dicono che l’austerità deprime l’economia. Non è vero. Infatti, se per austerità si intendono tagli lineari alla spesa pubblica, in modo orbo, sarebbero danneggiati probabilmente i cittadini più deboli; ma se vengono tagliati sprechi e inefficienze, non solo non vi sarebbero danneggiati di sorta, ma tutti i servizi migliorerebbero con la conseguenza che verrebbero generati benefici per tutti i cittadini.
Lo Stato è come il corpo umano: il cibo non soltanto lo alimenta, ma può avvelenarlo o farlo star bene, a seconda di quello che si ingerisce, della quantità e della qualità. Anche un’alimentazione sana, però, crea tutta una serie di problemi agli apparati: intestino, reni, pancreas, fegato, polmoni e via elencando, perché nelle pareti di quegli organi si depositano scorie che spesso non vengono eliminate.
Nell’apparato dello Stato, i meccanismi sono analoghi: si introitano risorse finanziarie (cibo), si effettuano le spese per servizi e investimenti (energie per l’attività del corpo).
La questione risiede nella qualità delle entrate, nella loro quantità sufficiente e nella maniera con cui vengono effettuate le spese.
Cialtroni sono coloro che mistificano la necessità di venire incontro ai deboli e ai bisognosi facendo indebitare lo Stato e con ciò, ripetiamo, caricando sulle future generazioni i relativi oneri.

La verità è che un ceto politico ignorante e mediocre, un ceto burocratico in parte corrotto e inefficiente, una classe dirigente egoista e poco disposta al servizio dell’altrui bisogno spendono e spandono a destra e a manca per accontentare fameliche lobby, interessi privati delle famiglie, dei gruppi e degli speculatori.
La conseguenza è che nessuno dei commissari alla Revisione della spesa pubblica è mai riuscito a tagliare qualcosa perché i partitocrati hanno paura dell’equivalenza tagli ai privilegi uguale tagli ai voti.
C’è chi propone di imporre una patrimoniale, cioè una tosatura ai beni privati (e anche pubblici). L’azione non risolverebbe il problema, perché immetterebbe risorse in un crivello con la conseguenza che passerebbe materia molto sottile dai fori della rete e resterebbe al di sopra di essa tutta la parte di dimensioni maggiori.
Fuori di metafora, sarebbero colpiti alla stessa maniera tutti i possessori di beni mobili e immobili anziché una differenziazione fra chi ha più o meno. Inoltre, le sostanze immesse nel circuito finanziario dello Stato passerebbero e quindi il buco del debito non si riempirebbe mai.
Bella pensata!

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