Non solo Covid, agricoltori alle prese con il Tristeza virus: “Aiuti irrisori” - QdS

Non solo Covid, agricoltori alle prese con il Tristeza virus: “Aiuti irrisori”

Gabriele DAmico

Non solo Covid, agricoltori alle prese con il Tristeza virus: “Aiuti irrisori”

martedì 19 Gennaio 2021 - 00:00

Dalla Regione contributi tra 15mila e 200mila €, ma non bastano per estirpare l’epidemia negli agrumeti. Selvaggi (Confagricoltura Catania): “Risorse bastano per 1.000/1.200 ettari su 70.000”

PALERMO – Con l’estensione del “vecchio” Psr Sicilia al 2022, grazie al quale l’agricoltura siciliana potrà contare su 660 milioni di euro in più dai fondi europei, si cerca di dare più risorse anche alla lotta contro il virus che causa la Tristeza degli agrumi. Per cercare di contrastare questa pandemia che da anni mette in ginocchio gli agrumeti siciliani, infatti, sono stati stanziati altri 25 milioni di euro.

LA PATOLOGIA

La Tristezza degli agrumi è causata da un virus originario del Sud-Est asiatico chiamato Citrus tristeza virus (Ctv). Le piante colpite da questa malattia sono destinate inevitabilmente alla morte. I principali sintomi sono: caduta delle foglie, riduzione dello sviluppo della pianta, disseccamento dei rami e la presenza di scanalature longitudinali nel fusto legnoso.

I maggiori diffusori del Ctv sono una particolare tipologia di insetti, gli afidi (i così detti pidocchi delle piante). Purtroppo, al momento non esistono insetticidi validi che agiscono contro gli afidi. Di conseguenza, il modo migliore per contrastare il Ctv è quello di estirpare la pianta malata e bruciarla.

Ovviamente, il danno per un’azienda agricola è altamente elevato. Anche perché, secondo una regolamentazione italiana del 1996, se il virus colpisce più del 30% dell’agrumeto gli imprenditori sono obbligati ad abbattere l’intera coltivazione.

LA MISURA DELLA REGIONE SICILIANA

Il sostegno economico messo a disposizione dalla Regione Siciliana consiste in un rimborso in conto capitale del 100% delle spese effettuate dagli agricoltori che hanno subito un danno superiore al 30% del potenziale della coltura.

L’importo massimo concedibile previsto dal bando (misura 5.2) è di 200 mila euro, mentre il minimo è di 15 mila euro. Con questo sostegno gli imprenditori agricoli potranno finanziare l’estirpazione delle piante infette e il reimpianto di nuove specie resistenti al virus.

FONDI ANCORA INSUFFICIENTI

“Con questo importo si può intervenire solo su 1.000/1.200 ettari su 70.000, quindi parliamo di una cifra che è molto irrisoria. Auspichiamo che almeno da parte del Governo nazionale ci sia maggiore attenzione e che quindi si possano trovare le somme necessarie”. Sono le parole di Giovanni Selvaggi, presidente di Confagricoltura Catania e del consorzio dell’arancia rossa di Sicilia, da anni impegnato nella lotta contro il Ctv in Sicilia.

“La nostra richiesta, fatta illo tempore, era dieci volte superiore a quella che la Regione ha stanziato. Anche se non possiamo che accettare queste risorse, siamo consapevoli che sono una goccia nel mare”. Infatti, nell’Isola non è più possibile finanziare solo un estirpamento degli ettari colpiti da questa fitopatia, perché “la Tristeza è un virus che ormai è presente in tutta la Regione”.

“Non esiste un campo non infetto – spiega Selvaggi – ci sono agrumeti che si trovano in stadi più avanzati della malattia e altri dove la malattia è in incubazione. Per coerenza e correttezza va tutto estirpato e ripiantato”.

Anche se molti imprenditori agricoli siciliani hanno provveduto senza l’aiuto delle istituzioni a sostituire le loro coltivazioni, resta il fatto che molti altri non possono a causa dei costi elevati. Anche perché gli agrumi hanno bisogno di almeno cinque anni per poter riuscire a produrre nuovamente.

“Queste operazioni – chiosa Giovanni Selvaggi – andavano fatte con l’aiuto dello Stato. Con un aiuto forte a un comparto che rimane evidentemente la cenerentola del Sud italiano. Un settore che non interessa a nessuno nonostante garantisca livelli occupazionali come nessun altro”.

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