Notte di follia e di guerriglia nel quartiere Falsomiele di Palermo. I poliziotti di una volante, infatti, sono stati aggrediti e presi a colpi di pietre da parte di un gruppo di residenti che volevano proteggere la fuga di tre motociclisti che non si erano fermati all’alt.
Sette agenti feriti, due volanti danneggiate
Alcuni agenti sono stati feriti mentre due aggressori sarebbero stati individuati e bloccati in un magazzino. Il bilancio della sassaiola, secondo quanto appreso sarebbe di sette poliziotti (ma c’è chi dice otto) feriti e due vetture (volanti) danneggiate.
Coco (Sap): “Sassi contro polizia sono sassi contro lo Stato”
“I sassi lanciati questa notte contro gli agenti sono sassi contro lo Stato”. A dirlo è il segretario generale aggiunto del Sap, Giuseppe Coco, dopo l’aggressione subita da diversi agenti.
“Hanno tirato di tutto contro la pattuglia – prosegue Coco – ma i sassi contro i colleghi sono sassi contro lo Stato, sono il frutto di un senso di impunità che si sta sviluppando in una fetta della popolazione che non riconosce più chi cerca di garantire la sicurezza e una convivenza civile. La violenta aggressione di questa notte contro Polizia e Carabinieri domani può essere contro un medico o un insegnante, contro chiunque lavori per il bene della società, della democrazia e della libertà di questo Paese”. L’auspicio è che “venga fatta giustizia e nei confronti dei responsabili che sono stati fermati non ci sia alcuna sorta di giustificazionismo. È fondamentale – conclude il sindacalista – un’attività sinergica da parte di chiunque lavori nel mondo della giustizia”.
Pianese (Coisp): “100 persone contro la polizia, atto di guerriglia urbana”
Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp, commenta il grave episodio di cronaca: “Otto poliziotti feriti, volanti accerchiate e due veicoli di servizio gravemente danneggiati da una folla di circa cento persone scese in strada con pali di ferro, tavoli, sedie e pietre al solo scopo di impedire il fermo di due soggetti in fuga. Ciò che è accaduto nella notte tra domenica e lunedì nel quartiere Falsomiele a Palermo è un vero e proprio atto di guerriglia urbana contro lo Stato e le istituzioni”.
Inoltre: “Quanto avvenuto dimostra ancora una volta l’incredibile livello di audacia e spregiudicatezza raggiunto in certi contesti, dove le forze dell’ordine vengono considerate come nemici da attaccare e sopraffare e non come rappresentanti di uno Stato che li protegge. Gli agenti sono stati costretti, in due diverse occasioni, a sparare colpi in aria per disperdere la folla e per mettersi in salvo di fronte a una violenza cieca e organizzata”.
Pianese aggiunge: “È inaccettabile che per svolgere il proprio dovere e far rispettare la legge si debba rischiare il linciaggio, affrontare folle pronte a tutto e mettere a rischio la propria incolumità se poi il sistema non garantisce una pena certa e immediata per chi si rende responsabile di tali violenze. Ai colleghi rimasti feriti va la nostra totale vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione, ma la solidarietà da sola non basta più – conclude Pianese – Serve un segnale fermo da parte delle istituzioni e dell’autorità giudiziaria: chi aggredisce un servitore dello Stato deve sapere che ne risponderà severamente e senza alcuna scappatoia”.
Romano (Siulp), “Agenti aggrediti, ministro Interno e capo Polizia arrestino escalation”
Anche Felice Romano, segretario generale del Siulp interviene sull’episodio: “A Palermo, nel quartiere Falsomiele, i delinquenti non si fermano all’alt di un controllo di polizia e ne scaturisce un inseguimento che si conclude in uno dei mille vicoli della città dove moltissimi residenti, almeno un centinaio, si riversano in strada per difendere i malviventi che tentavano di sottrarsi all’arresto. È una delle tantissime aggressioni che subiamo, ma quello che lascia davvero amareggiati è stato vedere che moltissimi cittadini di quel quartiere si sono scagliati contro le volanti della polizia. Sono stati loro a ostacolare i poliziotti. Hanno lanciato di tutto contro i nostri ragazzi: pali di ferro, tavoli, sedie, pietre e uno di loro brandiva addirittura un’arma”.
Romano insiste: “Uno scenario che non può rappresentare la nostra realtà lavorativa, in un paese democratico come il nostro, giacché tali scene evocano una vera e propria guerriglia civile, un attacco al cuore dello Stato democratico per affermare l’antistato sulla nostra civile convivenza”.
Poi indica del bilancio: “Parliamo di dieci volanti blindate seriamente danneggiate, di cui due quasi distrutte, cui è stato impedito di lavorare con inaudita violenza, con 8 poliziotti finiti in ospedale, ai quali va la nostra vicinanza e l’auspicio di pronta guarigione. Una devastazione scatenata dai cittadini e non dai malviventi – ribadisce – e i colleghi alla fine hanno dovuto sparare alcuni colpi in aria per tentare di frenare tale a guerriglia”.
E conclude: “È arrivato il momento di fermarsi, perché questa è ormai diventata una triste costante in alcune zone: quella cioè di cittadini che si lanciano a difesa dei malviventi. Ecco perché chiediamo al Ministro dell’Interno e al Capo della Polizia di varare dei piani di intervento che non consentano più connivenze a tutela di chi delinque. Perché ne va non solo della sicurezza dei cittadini perbene e del territorio di tali città, ma soprattutto della credibilità dell’azione dello Stato. In un Paese democratico, nessuno, e sottolineiamo nessuno, può farsi giustizia da sé: né chi subisce violenza, né chi indossa una divisa, ma soprattutto né chi delinque. Attendiamo una risposta immediata e concreta a tutela dei poliziotti e dei cittadini e della democrazia del nostro Paese”.
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