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Nucleare, si votò contro nel 1987

Nucleare, si votò contro nel 1987
Una centrale nucleare

Urge autonomia energetica

Ricordate il famoso referendum del 1987, promosso da diverse forze politiche scriteriate dopo il disastro di Chernobyl, contro il nucleare? Quello fu l’anno in cui cominciò il declino della produzione di energia per l’Italia, che quindi divenne sempre più succube e suddita delle forniture estere. Mentre, la produzione di energia nucleare avrebbe reso indipendente, sotto questo fondamentale versante, il nostro Paese, per cui oggi non saremmo nelle condizioni di doverla pagare a prezzi esorbitanti.
Com’è noto, nonostante le belle intenzioni, il fabbisogno di energia è soddisfatto dalle rinnovabili solamente per quattro decimi. Se a questo dato si fosse aggiunta l’energia nucleare, probabilmente saremmo arrivati a sette decimi. Se poi la mala burocrazia non avesse ostacolato per decenni l’espansione di impianti rinnovabili, probabilmente saremmo quasi vicini all’autosufficienza, com’è in atto in Francia, soprattutto attraverso il nucleare, alla quale non importa nulla di Hormuz o dell’Algeria o del gas russo o del petrolio statunitense.

Dopo il referendum, lo stop alle centrali nucleari

Torniamo al referendum dell’Ottantasette, cui gli italiani dettero il consenso nella misura dell’ottanta per cento circa, per cui le quattro centrali di vecchia generazione sono state smontate.
Tuttavia, la dabbenaggine del Popolo, guidato da stupidi partitocrati di quell’anno, ha trovato un limite nella legge, la quale prevede che per i dieci anni successivi non è proponibile la materia abrogata dal referendum.
La materia abrogata è la produzione di energia elettrica con centrali nucleari. Pertanto governi saggi che avessero avuto la vista lunga, a partire dal 1998 avrebbero potuto rimettere in cantiere la costruzione delle centrali. Il clima era profondamente cambiato e probabilmente gran parte del popolo italiano sarebbe stato favorevole alla costruzione di nuovi impianti per la produzione di energia nucleare.
Così però non è stato. Sono passati trent’anni durante i quali tutti i governi hanno cominciato a balbettare sulla questione, ma poi in definitiva non hanno preso alcuna decisione, con le conseguenze che abbiamo elencato all’inizio.

Le nuove tecnologie per l’energia nucleare

Il tempo non passa invano, le tecnologie per fortuna progrediscono a seguito di una ricerca continua, per cui oggi il nostro Paese sarebbe in condizione di costruire un certo numero di impianti per la produzione di energia nucleare con la fissione di ultima generazione.
Per quanto riguarda la fusione, qualcuno sostiene che ancora tale tecnologia non è completamente messa a punto, per cui non si potrebbe usare. Non abbiamo elementi per affermare se ciò sia vero o falso, ma abbiamo la realtà di un Governo che non ha messo mano alla questione che abbiamo illustrato.
Intendiamoci, non ne facciamo una colpa all’attuale Governo, ma piuttosto rileviamo la responsabilità dell’inazione dello stesso e di tutti quelli che l’hanno preceduto, ripetiamo, nel corso degli ultimi trent’anni, continuando a mantenere il nostro Paese in uno stato di subordinazione ai fornitori di petrolio e gas liquefatto. Fornitori che, avendo il coltello dalla parte del manico, possono chiedere i prezzi che vogliono. Il nostro Ministero competente ha poche carte da giocare.

Nucleare e rinnovabili, il nodo dell’indipendenza energetica

Cosa c’è dietro a questo rifiuto, di fatto, di produrre energia nucleare di ultima generazione ed energia da fonti rinnovabili? Sembra del tutto evidente: c’è la potente lobby dei petrolieri, che evidentemente controlla la gran parte del mercato italiano e vede di malocchio la concorrenza di energie alternative. Essi esercitano quindi una forte pressione sul Governo, parlamentari e burocrazia affinché vengano ostacolate, se non emarginate, iniziative di qualunque tipo tendenti a immettere nel mercato tali fonti di energia alternativa.
La questione è comprensibile perché chi gestisce le società petrolifere vuole massimizzare i propri utili e questo non è contrario alle regole. è contrario agire subdolamente e sotterraneamente per evitare che altri si inseriscano nel ricco e fruttuoso mercato. Inoltre è contrario all’interesse dell’Italia e dell’umanità continuare ad utilizzare fonti fossili.

Energia nucleare e rinnovabili al centro delle elezioni 2027

Sarebbe perciò opportuno che i contendenti nelle prossime elezioni politiche del 2027 mettessero al primo punto del loro programma la produzione di energia da fonti rinnovabili e nucleari. Repetita iuvant!