Numero chiuso a Medicina e Professioni Sanitari: protesta di Ugl - QdS

Test a numero chiuso, il “2 novembre della medicina”: continua la protesta di Ugl Salute

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Test a numero chiuso, il “2 novembre della medicina”: continua la protesta di Ugl Salute

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mercoledì 07 Settembre 2022 - 13:34

Continua la protesta contro il numero chiuso per le professioni sanitarie e mediche. Per Ugl Salute, è tempo di smettere di "rubare il futuro ai ragazzi". La nota del sindacato.

“Ancora una volta, purtroppo, ieri anche a Catania insieme con tanti giovani studenti abbiamo vissuto quello che ormai definiamo il ‘2 novembre della medicina‘”. Sono le parole dei rappresentanti di Ugl Catania, che affiancano gli aspiranti medici e sanitari che protestano contro il numero chiuso nelle facoltà di Medicina e Professioni Sanitarie varie.

Ieri si sono svolti i test per Medicina, a breve sono fissati quelli per professioni sanitarie. Nonostante i vari appelli e l’ormai nota carenza di organico denunciata da mesi, il numero chiuso è rimasto anche nel 2022. E questo ha scatenato le varie proteste, che hanno interessato anche città siciliane come Catania e Palermo.

Medicina e professioni sanitarie, la protesta di Ugl contro il numero chiuso

“La giornata dedicata ai test di ingresso per la facoltà di Medicina, che verrà riproposta anche per le professioni sanitarie, è quanto di più umiliante e svilente possa esserci nella vita di un giovane qualsiasi, che vede sbattere le proprie passioni e ambizioni sul muro della lotteria dei posti messi in palio”.

La pensano così all’Ugl di Catania, intervenendo ancora una volta su uno dei temi più spinosi in materia di prospettive di formazione e lavoro nella sanità.

“Nella nostra città su 2.700 pretendenti, solo in 400 avranno la fortuna di poter varcare la soglia dell’Università degli Studi per iniziare il percorso formativo. Di questi, una fetta cospicua abbandonerà in itinere, mentre i laureati dovranno poi vedersela con l’assurdo collo di bottiglia delle esigue borse di studio per la specializzazione. Alla fine del ciclo accademico, quindi, circa un centinaio sarà specializzato e potrà andare a rinforzare la sanità pubblica che oggi vive il suo momento di crisi più profonda”. Questo è il commento del segretario territoriale Ugl, Giovanni Musumeci; del segretario provinciale della federazione Ugl Salute, Carmelo Urzì, e del segretario provinciale della federazione Ugl Università, Raffaele Lanteri.

“Basta continuare a rubare il futuro ai ragazzi”

La nota di Ugl prosegue così: “Dei circa 2.300 che non passeranno i quiz, ci sarà chi ritenterà la sorte e chi, invece, scoraggiato dalla ferrea selezione proverà a cambiare professione. In un momento in cui in corsia mancano i medici e gli operatori sanitari e in un frangente storico in cui si stanno cercando camici bianchi all’estero per assumerli in Italia, continuare a rubare il futuro ai nostri ragazzi è un atto di irragionevolezza assoluta“.

Il messaggio si conclude con un appello al nuovo Governo, che nascerà dopo le elezioni del 25 settembre e si troverà a dover prendere in mano le sorti di un Paese in emergenza. “Il nuovo Governo nazionale che si andrà a insediare, speriamo nel più breve tempo possibile, dovrà eliminare immediatamente questa barriera di accesso e permettere una selezione naturale consentendo agli studenti meritevoli di superare gli step in base ai risultati conseguiti”.

“La nostra organizzazione sindacale continuerà questa battaglia di principio, perché è inconcepibile che una prova di cultura generale possa decidere la vita o la morte professionale di una persona, quando l’intera nazione ha estremo bisogno di un esercito di sanitari preparati e appassionati, anche se non aggiornati sui gossip e sulle cronache rosa, pronto a colmare i pesanti vuoti organici che lo stesso Stato ha creato”.

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