Nuovi progetti, vecchie criticità, ospedale di Taormina al bivio - QdS

Nuovi progetti, vecchie criticità, ospedale di Taormina al bivio

Massimo Mobilia

Nuovi progetti, vecchie criticità, ospedale di Taormina al bivio

mercoledì 27 Aprile 2022 - 10:18

Mentre sono in corso gli interventi per quattro nuovi posti letto in terapia intensiva e per il potenziamento del Pronto soccorso, si attendono risposte su numerose questioni ancora irrisolte

TAORMINA (ME) – Quattro nuovi posti letto di Terapia intensiva in fase di collaudo e lavori di potenziamento del Pronto soccorso. Queste le novità, già in fase di completamento, per l’ospedale San Vincenzo. A renderlo noto nei giorni scorsi è stata la Presidenza della Regione, attraverso l’Ufficio per il potenziamento della Rete ospedaliera siciliana, nell’ambito di duecento milioni di euro spesi per ristrutturare i nosocomi dell’Isola.

Tanti i problemi non risolti per l’ospedale di Taormina

Il presidio sanitario taorminese di contrada Sirina sta ancora aspettando però la soluzione di tanti altri problemi. Tre delle sei sale operatorie disponibili, per esempio, sono ancora da ristrutturare, all’interno di un ampio piano di lavori da 1 milione di euro. Gli interventi nelle prime tre sale avevano trovato ostacoli a seguito di una variante al progetto iniziale, perché sarebbero venute a mancare le protezioni ai raggi X, necessarie per utilizzare in sicurezza gli strumenti di diagnostica complementare durante le operazioni. Una situazione che, unita alle problematiche dovute al covid, ha ulteriormente rallentato le prestazioni causando notevoli disagi all’utenza.

Oltre a qualche posto letto in più e alle nuove sale operatorie, la Regione siciliana aveva comunque deciso di destinare, proprio all’ospedale di Taormina, uno dei più importanti investimenti nella realizzazione di nuovi ospedali nell’Isola. Un mega progetto da venti milioni di euro, che è stato annunciato lo scorso anno, per il quale l’Ufficio speciale della Presidenza aveva firmato pure un accordo di massima sulla fattibilità tecnica ed economica, per la realizzazione di due nuovi plessi in sostituzione dell’attuale esistente, l’allargamento del parcheggio e la tanto auspicata collocazione di un’elipista da soccorso. Da un iniziale investimento da 26 milioni di euro, erano già state apportate modifiche per contenere la spesa entro il tetto di 20 milioni, perché più facilmente rintracciabili, e per accorciare i tempi. Ma di questo progetto non si è più parlato. Eppure il nuovo San Vincenzo sarebbe di vitale importanza per Taormina e per colmare alcune lacune emerse in una struttura di così alto livello, definito come unico presidio multidisciplinare tra Messina e Catania – chiamato spoke o dea di primo livello – servendo una popolazione di circa 100 mila abitanti, includendo l’enclave della Valle dell’Alcantara.

Una delle problematiche più evidenti rimane anche quella dei parcheggi e della viabilità interna all’area dell’ospedale. Il nuovo progetto prevede la realizzazione di un nuovo parcheggio da 314 posti per auto e motocicli, da realizzare nell’edificio lato valle, per risolvere la carenza cronica di posti macchina e garantendo servizi adeguati ai cittadini. L’eliporto invece, così spesso discusso e mai realizzato, troverà collocazione nel plesso lato monte, che a sua volta dovrebbe svilupparsi su sette piani come il primo e comprenderà anche un centro direzionale, una foresteria per ospitare i familiari dei degenti, una cucina con self-service e un auditorium. I due edifici saranno collegati da una passerella sospesa e coperta. Insomma, un’opera davvero importante per consegnare a Taormina l’ospedale che merita, del resto già ritenuto per nulla un nosocomio di periferia se si considera anche l’altissimo afflusso turistico da servire, confermato dalle decine di migliaia di accessi l’anno al Pronto soccorso.

C’è poi, infine, la continua corsa contro il tempo per salvare la Cardiochirurgia pediatrica nel reparto gestito in convenzione con il Bambino Gesù di Roma. Presente dal 2010, l’importantissimo Centro di Cardiochirugia pediatrica del Mediterraneo ha salvato la vita a tantissimi piccoli – provenienti da tutto il Mezzogiorno e dal bacino meridionale europeo – ma a scadenza del primo settennato, dal 2017 si ritrova ogni anno a rischio chiusura per scelte dettate dal governo regionale che hanno spinto alla riapertura della cardiologia pediatrica all’Arnas Civico di Palermo. La convenzione da 1,2 milioni di euro andrà in scadenza a luglio.

Twitter: @MassimoMobilia

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