Occupazione giovanile e femminile, arrivano gli sgravi sulle assunzioni - QdS

Occupazione giovanile e femminile, arrivano gli sgravi sulle assunzioni

Lidia Sicurella

Occupazione giovanile e femminile, arrivano gli sgravi sulle assunzioni

martedì 19 Gennaio 2021 - 00:00
Occupazione giovanile e femminile, arrivano gli sgravi sulle assunzioni

La manovra di bilancio 2021 introduce due incentivi sottoforma di esonero contributivo. Stringenti regole applicative e requisiti: il rischio è che si riveli un beneficio per pochi

ROMA – Prevista dalla legge di Bilancio 2021 e confermata con l’approvazione del Recovery Plan in Consiglio dei Ministri, la manovra di 466 milioni di euro che ha consentito di utilizzare parte delle risorse del programma React-Eu assegnate all’Italia per finanziare gli sgravi per le assunzioni di giovani fino a 35 anni di età e donne.

La Manovra 2021, al fine di promuovere l’occupazione giovanile e femminile, ha introdotto due incentivi sotto forma di esonero contributivo.
Lo sgravio, per le assunzioni di giovani e donne, è riconosciuto in entrambi i casi al 100% e nelle regioni del Mezzogiorno è concesso per quattro anni.

I fondi stanziati per l’esonero contributivo delle assunzioni di giovani e donne valgono, rispettivamente, 340 milioni e 126 milioni. Queste risorse, volte al finanziamento degli sgravi, provengono da React-Eu, lo strumento del pacchetto Next Generation Eu che intermedia tra l’attuale e la prossima Politica di Coesione dell’Ue programmate dall’Italia nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La legge di Bilancio pubblicata in Gazzetta ufficiale sancisce un esonero contributivo pari al 100% per le nuove assunzioni di giovani che non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età effettuate e per le trasformazioni dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato nel prossimo biennio. L’esonero è previsto altresì, per le assunzioni di lavoratrici donne è riconosciuto nella misura del 100% e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui. L’agevolazione è prevista in via sperimentale nel biennio 2021-22 e dovrà essere autorizzata dalla Commissione europea. Oltre a quest’ultima misura, al fine di sostenere ed incentivare l’occupazione femminile, è stato previsto all’interno della manovra, un Fondo per l’imprenditoria femminile per la concessione di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e altri incentivi alle imprese condotte da donne.

La decontribuzione totale è fissata entro un limite di 6.000 euro annui e per un periodo massimo di trentasei mesi. Tale periodo è esteso a quarantotto mesi per i datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni del Mezzogiorno, ovvero Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna le medesime regioni cui è dedicata la misura decontribuzione Sud al 30%.
Sono esclusi dalla suddetta misura i datori di lavoro abbiano proceduto nei sei mesi precedenti, e che procedano nei nove mesi successivi, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.
Attenzione però: la stessa efficacia della misura è preposta all’approvazione della Commissione europea ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato.

Da un’attenta analisi però questi incentivi sembrerebbero a maglie strette e rischiano di rivelarsi un beneficio per pochi, per i requisiti richiesti e per le stringenti regole applicative.

Approfondendo la lettura del testo si evince come i benefici proposti per i giovani riguardino solo gli under 36 che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato, con lo stesso o con un altro datore di lavoro. Gli stessi, non spetterebbero poi qualora l’assunzione violasse il diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine; se il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro legate a una crisi o riorganizzazione aziendale per lavoratori che sono stati licenziati nei sei mesi precedenti da un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o utilizza in somministrazione.

Il medesimo slalom legislativo trova applicazione negli sgravi a favore dell’assunzione delle donne le quali per essere inserite in azienda, devono essere disoccupate da 24 mesi o, in alternativa, senza un impiego regolarmente retribuito da sei mesi, se risiedono in aree svantaggiate (come il Sud) o sono destinate a settori con forte disparità occupazionale di genere (individuati annualmente con un decreto del ministero del Lavoro). Il requisito della disoccupazione di lunga durata esclude le lavoratrici che possono aver perso un impiego nei mesi scorsi, in seguito all’epidemia. Le assunzioni, poi, devono comportare un incremento occupazionale netto, calcolato in base alla differenza tra il numero dei lavoratori di ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti. Una condizione ben difficile da soddisfare, soprattutto in alcuni settori, data la situazione economica seguita alla pandemia.

Infine, sarebbe opportuno porre l’accento sul Bonus decontribuzione Sud regolato dalla legge di Bilancio che prevede la decontribuzione Inps al 30% dei rapporti di lavoro al Sud: in questo caso si tratta di un proseguimento della misura introdotta dal Dl Agosto. Anche qui ci sono alcuni requisiti da rispettare come il possesso del Durc e il rispetto degli accordi e dei contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale. Si precisa inoltre, il beneficio è soggetto alle regole degli aiuti di Stato.

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