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Ocse: Italia mantenga slancio riforme per più crescita e meno debito

Ocse: Italia mantenga slancio riforme per più crescita e meno debito

Crescita si è dimostrata resiliente, ma si intensificano sfide

Roma, 23 apr. (askanews) – La crescita economica dell’Italia si è dimostrata resiliente agli shock degli ultimi anni, ma si intensificano le sfide di breve e lungo termine per le prospettive di crescita. Lo rileva l’Ocse nel suo rapporto sull’economia della Penisola. “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e il Piano strutturale di bilancio di medio termine stanno guidando notevoli riforme strutturali e investimenti pubblici e delineando un percorso per il risanamento fiscale”, si legge.

“In prospettiva, l’Italia dovrà mantenere tale slancio riformatore per aumentare i tassi di crescita e, al contempo – dice l’Ocse – ridurre il debito pubblico”.

Nelle sue considerazioni, l’ente parigino tocca anche diversi temi controversi nel dibattito politiconella Penisola: spesa pensionistica, età di pensionamento, tassazione sulla proprietà e sui capitali. In Italia le pensioni e gli altri costi legati all’invecchiamento della popolazione “sono tra i più elevati dei Paesi dell’Ocse e continueranno ad aumentare fino alla metà degli anni 2030 – rileva lo studio – per poi diminuire gradualmente con il completamento della transizione verso il sistema pensionistico riformato”.

E “per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico è importante mantenere le norme attuali che collegano l’età pensionabile e i tassi di accumulo all’evoluzione dell’aspettativa di vita ed evitare nuovi incentivi al pensionamento anticipato”, afferma l’Ocse. “Dovrebbero inoltre essere sviluppati, nel rispetto dei vincoli costituzionali, meccanismi volti a ridurre il costo delle pensioni del primo pilastro, ad esempio riducendo l’importo delle pensioni elevate che non rispecchiano i contributi versati dai beneficiari”, aggiunge l’Ocse.

Al tempo stesso, “una riforma tributaria complessiva incoraggerebbe gli investimenti produttivi e l’occupazione, sostenendo al contempo le entrate. La pressione fiscale sul lavoro è elevata, in particolare per quanto riguarda i contributi previdenziali, e rischia di scoraggiare il lavoro regolare, soprattutto nelle fasce di retribuzione più basse. Lo spostamento dell’onere fiscale dalle imposte sul lavoro a quelle sulla proprietà e le imposte correlate, migliorando al contempo l’adempimento fiscale, contribuirebbe a riequilibrare il sistema tributario”, sostiene l’ente parigino.

“Intensificare gli sforzi per garantire che il catasto sia completato e rispecchi valori aggiornati migliorerebbe l’equità e l’efficienza del sistema di tassazione degli immobili. Le imposte sulle successioni e sulle donazioni sono limitate da generose esenzioni e detrazioni – dice ancora l’Ocse. Vi è inoltre margine per ampliare la base imponibile delle imposte sul capitale e sul reddito delle società, eliminando gradualmente le imposte sulla produzione”.